Dichiarazione di successione: si alza il tetto dell’esenzione

21 Giugno 2014
Dichiarazione di successione: si alza il tetto dell’esenzione

Nella bozza sulle semplificazioni, entrano le pratiche di successione con un innalzamento della platea dei contribuenti esonerati; cade l’obbligo di allegare i documenti in originale e della dichiarazione integrativa o sostitutiva.

Semplificazioni: il Governo ha approvato ieri la bozza del dlgs che riscrive gran parte delle norme in materia fiscale, per favorire il processo di sburocratizzazione e accelerare l’iter delle procedure amministrative.

Tra queste, oltre all’ormai nota dichiarazione dei redditi precompilata (che andrà a regime a partire dal 2015), c’è anche una nuova norma in materia di dichiarazione di successione. Si tratta di uno degli argomenti più delicati del nostro sistema fiscale perché va a incidere – con balzelli e oneri particolarmente complessi – in un momento di particolare dolore familiare, che spesso si mal concilia con una attenta analisi degli obblighi normativi.

La bozza non cancella l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione, ma alza il tetto dell’esenzione: da 25.822 euro a 100mila euro. Vediamo più da vicino di che si tratta.

 

Si amplia la platea delle esenzioni

Non è più necessario presentare la dichiarazione quando l’eredità, devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta ha un valore non superiore a 100mila euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari.

Attualmente, invece, la soglia che fa scattare l’obbligo di denuncia è di 25.822 euro (50 milioni delle vecchie lire).

In pratica, se l’eredità vale fino a massimo 100mila euro non vi è obbligo di presentazione della dichiarazione di successione, purché ricorrano le seguenti condizioni [1]:

1. l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (per esempio: da padre a figlio; da nonno a nipote, ecc.);

2. l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100mila euro;

3. l’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

È sempre fatto salvo il caso in cui, per effetto di sopravvenienze ereditarie, queste condizioni vengano a mancare.

Dichiarazione integrativa

Cambia anche la normativa in tema di dichiarazioni di successioni “integrative” o “sostitutive“. Al riguardo, l’attuale legge sino ad oggi ha disposto che, se dopo la presentazione della dichiarazione della successione sopravviene un evento che dà luogo a mutamento della devoluzione dell’eredità o del legato ovvero ad applicazione dell’imposta in misura superiore, i soggetti obbligati, anche se per effetto di tale evento, devono presentare una dichiarazione di successione sostitutiva o integrativa di quella precedentemente registrata.

Con la riforma, invece, viene introdotta la precisazione [2] secondo cui non è più obbligatorio presentare la dichiarazione di successione “integrativa” o “sostitutiva” nel caso in cui la sopravvenienza sia dovuta alla erogazione (al defunto e, per esso, ai suoi eredi) di “rimborsi fiscali”. Resta fermo che questi rimborsi rimangono rilevanti ai fini dell’imponibile che l’agenzia delle Entrate sottopone a tassazione con l’imposta di successione.

Documentazione

Semplificazioni anche sotto il profilo della documentazione da presentare a corredo della dichiarazione di successione.

Attualmente la legge prescrive infatti che la dichiarazione deve essere corredata anche da:

copia autentica degli atti di ultima volontà dai quali è regolata la successione;

copia autentica dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata dai quali risulta l’eventuale accordo delle parti per l’integrazione dei diritti di legittima lesi;

copia autentica dell’ultimo bilancio o inventario delle società di cui il defunto era socio e delle pubblicazioni da cui risulta il valore dei fondi comuni di investimento dei quali il defunto aveva quote di partecipazione;

copia autentica degli inventari formati in ottemperanza a disposizioni di legge;

– documenti di prova delle passività e degli oneri deducibili nonché delle riduzioni di imposta e delle detrazioni d’imposta delle quali il contribuente può beneficiare.

Ora, invece, viene disposto che [3] che i predetti documenti possono essere sostituiti anche da copie non autentiche, purché il contribuente rilasci una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà [4] attestante che tali copie sono conformi ai documenti originali.

Rimane peraltro salva la facoltà dell’agenzia delle Entrate di richiedere i documenti in originale o in copia autentica.


note

[1] Art. 28, comma 7, del Dlgs 31 ottobre 1990, n. 346.

[2] Art. 28, comma 6, del Dlgs 31 ottobre 1990, n. 346.

[3] Nuovo comma 3-bis dell’art. 30, del Dlgs 31 ottobre 1990, n. 346.

[4] Di cui all’art. 47 del Dpr 445/2000.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Moglie residente in appartamento di proprietà in comunione di beni. Valore eredita 77000 di cui la metà già della moglie. Per il rimanente 50 come va diviso tra moglie e figli ne.2 maggiorenni?
    I figli devono dichiarare poi nel 730 questo valore anche se vivendo la madre non produce alcun reddito?grazie

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