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Come tutelarsi da falsi incidenti stradali?

26 Dicembre 2021 | Autore:
Come tutelarsi da falsi incidenti stradali?

A chi rivolgersi quando si rimane vittima di un truffatore che simula un sinistro per avere un risarcimento non dovuto?

Quel malaugurato giorno stavi guidando tranquillo in città quando la macchina davanti a te ha frenato di colpo. Non hai fatto in tempo a fermare la tua auto e gli sei andato addosso. Niente di ché, appena un gibollo sul retro dell’altro veicolo. D’accordo con la controparte, fate comunque la constatazione amichevole da portare ciascuno alla propria compagnia di assicurazioni. Qualche giorno dopo, ricevi l’amara sorpresa: il conducente tamponato ha presentato delle foto con altri danni nella parte posteriore dell’auto, sostenendo che sei stato tu a provocarli. Tu sei sicuro che quei segni c’erano già, li avevi notati subito. Ma non puoi dimostrarlo, perché il sinistro era sembrato banale e non ti è passato per la mente di metterti a fare delle foto. Ad averci pensato prima, avresti scattato senza sosta. In situazioni del genere, come tutelarsi da falsi incidenti stradali?

Il mondo è pieno di furbi, anzi di truffatori. C’è, ad esempio, chi simula il rumore di un urto lanciando un sasso e chiedendo al primo sprovveduto di turno di fermarsi. Gli mostrerà lo specchietto danneggiato (in precedenza) e dirà che è stato lui a colpirlo. Una cosa veloce, non c’è tempo di fare la constatazione, deve correre al lavoro. Meglio chiuderla lì, tanto è una sciocchezza: «Saranno 200 euro di danni, me ne dia 100 adesso e amici come prima». C’è chi ci casca, eccome se c’è, complice la confusione del momento e la paura di avviare una pratica che potrebbe portar via più tempo e, soprattutto, anche più soldi. Con una decina di sassi, e di ingenui, quello là si porta a casa 1.000 euro al giorno come niente. Esentasse per di più.

Come difendersi da truffatori del genere? Come tutelarsi da falsi incidenti stradali? Cosa si deve fare se si rimane vittima di un inganno ordito ai danni degli automobilisti di buona volontà e delle compagnie assicuratrici? Vediamo.

Cosa si intende per falso incidente?

Ci sono diverse circostanze che fanno di un sinistro un falso incidente stradale. Succede quando un automobilista:

  • denuncia alla compagnia di assicurazioni un incidente mai avvenuto;
  • amplifica le conseguenze di un vero incidente per ottenere un risarcimento più elevato;
  • si mette d’accordo con un altro automobilista per simulare un incidente stradale, compilare la constatazione amichevole con informazioni non veritiere, inserire delle dichiarazioni di falsi testimoni ed avvalersi della complicità di meccanici, periti o avvocati per chiedere un risarcimento non dovuto e spartirsi i soldi ad operazione conclusa.

Il falso incidente stradale è reato?

Non c’è alcun dubbio: il falso incidente stradale è reato e viene considerato dal Codice penale una truffa in questi termini: «Chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione è punito con la reclusione da uno a cinque anni» [1].

Non solo: viene punito allo stesso modo chi, per raggiungere lo stesso obiettivo, «cagiona a sé stesso una lesione personale o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro. Se il colpevole consegue l’intento la pena è aumentata. Si procede a querela di parte».

In sintesi, il falso incidente è una truffa quando c’è:

  • la denuncia di un sinistro mai avvenuto;
  • l’aggravamento delle conseguenze di un incidente effettivamente accaduto;
  • la falsificazione o l’alterazione della polizza assicurativa;
  • la falsificazione o l’alterazione delle prove o della documentazione relativa all’incidente.

Falso incidente stradale: come tutelarsi?

C’è un «prima» e un «dopo» a cui pensare per tutelarsi da un falso incidente stradale. Innanzitutto, se qualcuno sostiene che gli hai provocato un danno con la tua auto e a te non risulta affatto, chiama le forze dell’ordine affinché verifichino quello che è accaduto (o che non è accaduto) e facciano l’opportuno verbale. Se l’altro conducente chiede di non chiamare la Polizia o tenta di andare via, prendi il suo numero di targa e segnalalo agli agenti.

Se, invece, il sinistro è effettivamente accaduto, scatta delle foto dei due veicoli per evitare che la controparte sostenga di avere subìto dei danni più gravi e carichi su di te il costo della riparazione del veicolo. Inoltre, non cadere mai nella trappola di non compilare la constatazione amichevole e di saldare «a occhio» il danno: se l’altro automobilista si oppone, chiama le forze dell’ordine. Lo stesso vale se la colpa del sinistro non è tua: accettare i soldi offerti dalla controparte (a meno che tu sia un perito esperto, un carrozziere o un meccanico navigato) comporta il rischio che la somma non basti a riparare il danno.

Se, invece, ti accorgi più tardi di essere rimasto vittima di una truffa, devi rivolgerti alla tua compagnia assicurativa entro 30 giorni dalla data in cui ti è stato comunicato il falso incidente per chiedere di disconoscerlo e di non pagare il risarcimento. Altrimenti, trascorso quel periodo, l’assicuratore è autorizzato a risarcire il danno, ignaro del fatto che si è trattato di un falso incidente, poiché vige la regola del silenzio-assenso: se l’assicurato tace, si ritiene che il sinistro sia avvenuto. In questo modo, oltre al danno c’è anche la beffa: il truffato potrebbe avere delle conseguenze negative sulla classe di merito e vedersi aumentare il premio.

La comunicazione alla compagnia, cioè il disconoscimento dell’incidente, va inviata per raccomandata a/r in modo da avere una data certa: dal momento in cui l’ha ricevuta, l’assicuratore ha 45 giorni di tempo per rispondere all’assicurato. La compagnia effettuerà in questo lasso di tempo i propri accertamenti e se conclude che si è trattato di un falso incidente negherà il risarcimento e presenterà querela alle forze dell’ordine entro 90 giorni dal momento in cui è avvenuto il reato oppure dal giorno in cui ne è venuta a conoscenza.


note

[1] Art. 642 cod. pen.


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