Diritto e Fisco | Articoli

Come contestare una multa per divieto di sosta

27 Dicembre 2021 | Autore:
Come contestare una multa per divieto di sosta

Quali sono i motivi per opporsi a un verbale elevato per violazione di un divieto di sosta?

Sei stato multato perché hai lasciato la macchina parcheggiata in un posto dove la sosta non era consentita. Ritieni, però, che si tratta di una contravvenzione ingiusta e vuoi presentare opposizione. Come contestare una multa per divieto di sosta?

Gli strumenti previsti dal nostro legislatore per contestare una multa per divieto di sosta sono essenzialmente tre: il ricorso al giudice di pace, che va proposto nel termine di 30 giorni dalla contestazione immediata della violazione o dalla notifica del verbale; il ricorso al Prefetto, da presentare entro 60 giorni dalla contestazione immediata della violazione o dalla notifica del verbale; il ricorso in autotutela allo stesso organo amministrativo che ha emesso la multa ad esempio il comando della polizia urbana se la contravvenzione è stata elevata da un vigile urbano.

In ogni caso, le motivazioni sulle quali basare l’opposizione devono essere fondate se non vuoi correre il rischio di venire condannato al pagamento di una sanzione maggiore di quella inizialmente dovuta. Vediamo, perciò, quali possono essere delle valide ragioni per l’impugnazione.

Vizi formali/sostanziali: la multa per divieto di sosta è contestabile

Una multa per divieto di sosta può essere contestata quando il relativo verbale è incompleto o contiene errori (vizi di forma) ad esempio mancano o sono state riportate in maniera non esatta:

  • le generalità del conducente;
  • la data (giorno, mese, anno), l’ora o il luogo dell’infrazione;
  • il tipo e la targa del veicolo;
  • l’indicazione della norma violata e della sanzione applicata;
  • l’indicazione dell’autorità alla quale proporre l’opposizione.

Altresì, il divieto di sosta può essere contestato per vizi di sostanza se ad esempio il relativo segnale non era ben visibile, era coperto dalla vegetazione, perciò, non era leggibile oppure era stato imbrattato con una bomboletta spray, quindi era irriconoscibile.

Si ha un vizio di sostanza anche quando il verbale con la multa per divieto di sosta viene notificato al precedente proprietario del veicolo, nonostante sia stato effettuato regolarmente il passaggio di proprietà.

Divieto di sosta accertato da un vigilino: quando opporsi?

Se la violazione del divieto di sosta è stata accertata da un ausiliare del traffico (cosiddetto vigilino) e non da un agente della polizia municipale, è possibile contestare la multa sostenendo che tale soggetto può elevare contravvenzioni solo in relazione al parcheggio sulle strisce blu o negli spazi immediatamente adiacenti.

Per evitare simili obiezioni alcuni Comuni fanno compilare agli ausiliari un foglietto con una pre-sanzione, che viene lasciato sul parabrezza dell’auto mentre il verbale vero e proprio viene redatto dalla polizia municipale e, poi, notificato al trasgressore.

In tale ipotesi, è consigliato confrontare la firma apposta sul fogliettino con quella apposta sul verbale. Se non dovessero coincidere, occorre presentare domanda di accesso agli atti amministrativi per verificare l’identità dei firmatari. Se dovesse essere acclarata la differenza tra le due firme, allora si può contestare la multa per divieto di sosta con buone possibilità di successo. Infatti, molti giudici di pace hanno ritenuto illegittimo fare accertare i divieti di sosta agli ausiliari e, successivamente, fare compilare i relativi verbali alla polizia municipale. Di conseguenza, hanno annullato i verbali medesimi.

Verbale per divieto di sosta notificato in ritardo: è impugnabile?

Un’altra motivazione valida per contestare una multa per divieto di sosta è data dalla notifica in ritardo del verbale di contravvenzione. La legge prevede che detto verbale va notificato al trasgressore nel termine di 90 giorni dall’accertamento della violazione [1], anche se sul parabrezza si dovesse ritrovare il “foglio di cortesia” con la specificazione degli estremi della contestazione, dell’importo della sanzione applicata e delle modalità di pagamento.

Peraltro, il predetto termine inizia a decorrere dal giorno successivo a quello della violazione e, nel calcolo, vanno conteggiati anche gli eventuali giorni festivi compresi nel periodo. Se il termine scade in un giorno festivo, viene prorogato al primo giorno utile successivo.

Come va contestata una multa per divieto di sosta?

Se si intende contestare la multa per divieto di sosta con un ricorso al giudice di pace, bisogna presentarlo dinanzi al giudice territorialmente competente in base al luogo dove è stato elevato il verbale, nel termine già sopra indicato di 30 giorni dalla contestazione immediata della violazione o dalla notifica del verbale. In allegato al ricorso occorre presentare 4 fotocopie del ricorso e tutta la documentazione che si intende sottoporre all’esame del giudice oltre alla ricevuta di pagamento del contributo unificato.

La decisione del giudice di pace potrà essere di:

  • accoglimento del ricorso con annullamento in tutto o in parte del verbale;
  • rigetto del ricorso con condanna al pagamento della sanzione e delle spese del giudizio. In questo caso, il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla notifica della sentenza;
  • convalida della multa perché legittima e il ricorrente non si è presentato all’udienza senza valido motivo.

Inoltre, il giudice di pace potrà dichiarare inammissibile il ricorso, ad esempio, se è stato presentato oltre il termine prescritto di 30 giorni. La sentenza del giudice di pace è appellabile in tribunale.

Invece, se si intende contestare la multa per divieto di sosta con un ricorso dinanzi al Prefetto occorre farlo entro 60 giorni dalla contestazione immediata della violazione o dalla notifica del verbale e solo se i vizi sono piuttosto evidenti. Infatti, il Prefetto è un organo amministrativo, quindi non è dotato dell’imparzialità propria della magistratura.

Il ricorso può essere inviato all’organo accertatore che ha elevato il verbale il quale, poi, lo inoltra al Prefetto, che deve rispondere entro 180 giorni oppure può essere inoltrato direttamente al Prefetto, che deve decidere entro 210 giorni.

In particolare, il Prefetto potrà emettere un’ordinanza di:

  1. accoglimento del ricorso con cui dispone l’archiviazione degli atti;
  2. di rigetto del ricorso, condannando il ricorrente al pagamento di una somma inferiore al doppio del minimo edittale previsto per ogni singola violazione oltre alle spese. Contro tale provvedimento è ammesso il ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla sua notifica.

Il provvedimento prefettizio sia di accoglimento sia di rigetto deve essere notificato dall’organo accertatore al trasgressore entro 150 giorni.

Se il Prefetto non risponde nei termini sopra indicati, il ricorso si considererà accolto.

L’ultimo rimedio per contestare una multa per divieto di sosta è il ricorso in autotutela, proponibile se il verbale è palesemente illegittimo per vizi di forma o errato. Tale ricorso può essere inviato con raccomandata a/r o via pec all’organo amministrativo che ha emesso il verbale, indipendentemente dalla presentazione del ricorso al giudice di pace o al Prefetto.

La sua proposizione non sospende i termini per la presentazione degli altri tipi di opposizione, quindi se l’organo amministrativo non dovesse rispondere in tempi brevi, è necessario proporre uno degli altri tipi di impugnazione sempre che non siano decorsi i relativi termini.


note

[1] Art. 201 cod. strada.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube