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Quando inizia l’esecuzione del pignoramento presso terzi?

28 Dicembre 2021 | Autore:
Quando inizia l’esecuzione del pignoramento presso terzi?

Ogni tipo di esecuzione forzata ha il suo momento di inizio. Per l’espropriazione presso terzi tale momento coincide con la notifica dell’atto di pignoramento.

Il Codice di procedura civile prevede un particolare tipo di esecuzione forzata, il pignoramento presso terzi, che ha ad oggetto crediti o beni mobili del debitore che si trovano nella disponibilità di terzi. Volendo fare degli esempi concreti per quanto attiene ai crediti si pensi allo stipendio, alla pensione o al conto corrente, detenuti rispettivamente dal datore di lavoro, dall’ente previdenziale oppure dalla banca del debitore mentre per le cose mobili si pensi ad un gioiello o a un’autovettura di proprietà del debitore che questi ha dato in uso ad un familiare o ad un amico. In tutti questi casi, il creditore può richiedere il pignoramento. Nel pignoramento presso terzi quando inizia l’esecuzione?

Sia la giurisprudenza sia la dottrina sono concordi nel ritenere che nel pignoramento presso terzi l’esecuzione inizia con la consegna della richiesta di pignoramento all’ufficiale giudiziario. Si tratta comunque di effetti provvisori, per cui il successivo atto di pignoramento deve essere positivo. Viceversa, se è negativo, il creditore dovrà procedere ad una nuova esecuzione, qualora siano trascorsi 90 giorni, e rinnovare l’atto di precetto.

Quando inizia l’esecuzione forzata nel pignoramento presso terzi?

Il pignoramento presso terzi, al pari di qualsiasi altra forma di esecuzione forzata, è preceduto dalla notifica al debitore del titolo esecutivo, cioè del documento nel quale è accertato il diritto del creditore (vedi una sentenza o un decreto ingiuntivo esecutivo), e dell’atto di precetto.

Decorsi 10 giorni dalla notifica dell’atto di precetto e comunque nei 90 giorni dalla notifica stessa, il creditore deve consegnare l’atto di pignoramento all’ufficiale giudiziario per la notifica al debitore e al terzo: questo è il momento in cui ha inizio l’esecuzione forzata.

Il pignoramento positivo eseguito nei tempi prescritti, sospende il termine di 90 giorni entro il quale deve essere avviata l’esecuzione; il pignoramento negativo, invece, non dà inizio all’esecuzione forzata né evita la sopravvenuta inefficacia del precetto.

Il precetto, una volta notificato, conserva la sua efficacia di atto preliminare all’esecuzione forzata solo per 90 giorni [1]. Nel caso in cui l’esecuzione non venga iniziata entro il suddetto termine, il precetto deve essere rinnovato con l’indicazione della precedente data di notifica del titolo esecutivo, mentre la notifica del titolo esecutivo ed il titolo stesso conservano la loro efficacia.

Notifica atto di pignoramento presso terzi: qual è la funzione?

La notifica dell’atto di pignoramento al debitore e al terzo ha la funzione di rendere consapevole il terzo dell’esistenza dell’esecuzione forzata al fine di evitare che possa disporre dei crediti o dei beni pignorati a favore del debitore.

L’atto di pignoramento deve innanzitutto contenere l’ingiunzione a non compiere atti dispositivi sui crediti e sui beni pignorati oltre a contenere tra l’altro l’indicazione, anche generica, delle cose e delle somme dovute, la citazione del debitore a comparire dinanzi al giudice competente, l’indicazione della data dell’udienza, l’invito al terzo a rendere al creditore procedente, entro 10 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, una specifica dichiarazione.

Non appena viene eseguita l’ultima notificazione dell’atto di pignoramento, l’originale della citazione va consegnato al creditore dall’ufficiale giudiziario affinché proceda all’iscrizione a ruolo, nel termine di 30 giorni dalla consegna, pena la perdita di efficacia del pignoramento.

Quali sono gli obblighi del terzo?

Dal giorno in cui riceve la notifica dell’atto di pignoramento il terzo deve rispettare gli obblighi del custode in relazione alle somme o alle cose dovute e nei limiti dell’importo del credito precettato aumentato della metà. Inoltre, il terzo non può disporre dei crediti e dei beni da lui dovuti al debitore, di cui diviene personalmente responsabile nei confronti del creditore procedente.

Pertanto, qualora dovesse venire meno ai suoi obblighi e dovesse consegnare i beni o i crediti al debitore, l’adempimento sarebbe comunque inefficace nei confronti del creditore procedente. Altresì, la riconsegna o la sottrazione delle cose comporterebbe l’applicazione di sanzioni nei confronti del terzo oltre ad un’eventuale responsabilità verso il creditore.

Cos’è la dichiarazione del terzo?

Il terzo pignorato, nel termine di 10 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, è obbligato a inviare al creditore procedente una dichiarazione, a mezzo raccomandata a/r o tramite posta elettronica certificata, contenente la specificazione delle somme delle quali è debitore e quando deve eseguire il pagamento in favore del debitore. Inoltre, nella dichiarazione, il creditore deve indicare se sono stati effettuati sequestri prima del pignoramento e se sono state notificate delle cessioni o se ne ha eventualmente accettate.

Cosa succede durante l’udienza per la dichiarazione del terzo?

L’udienza per la dichiarazione del terzo, che si tiene alla data indicata nell’atto di pignoramento o a quella fissata dalla cancelleria, si possono verificare diverse situazioni:

  1. se il terzo non ha fatto pervenire la propria dichiarazione al creditore procedente, il giudice deve fissare una nuova udienza alla quale il terzo deve comunque comparire per rendere la dichiarazione. Se il terzo non compare neanche a questa seconda udienza o se compare senza rendere la dichiarazione, i crediti e le somme pignorate si considerano come non contestati e il giudice fissa un’altra udienza per l’assegnazione o la vendita dei beni mobili o per l’assegnazione dei crediti;
  2. se il terzo ha reso la dichiarazione e il creditore l’ha contestata, il giudice accerta l’esistenza e l’ammontare del credito con ordinanza, compiuti gli accertamenti necessari;
  3. se il terzo ha reso la dichiarazione e non ci sono contestazioni, il giudice fissa una nuova udienza per l’assegnazione o la vendita.

La procedura esecutiva si conclude con l’esecuzione dell’ordinanza di assegnazione/vendita che va notificata al terzo affinché adempia i propri obblighi.


note

[1] Art. 481 cod. proc. civ.


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