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Conto deposito: come funziona il vincolo delle somme

30 Dicembre 2021 | Autore:
Conto deposito: come funziona il vincolo delle somme

È conveniente questa forma di investimento che blinda il denaro per un periodo di tempo garantendo degli interessi? Quanto ci guadagna lo Stato?

Uno dice «conto in banca» e pensa al tradizionale strumento che consente di versare e di prelevare soldi, di domiciliare utenze, di avere un Bancomat e una carta di credito, ecc. Ma non tutti i conti sono uguali. Oltre al più diffuso conto corrente esiste anche il cosiddetto conto deposito, che si propone come una forma di investimento, più che come un contenitore dove tenere lo stipendio ed i risparmi con guadagno pari a zero. Ma nel conto deposito, come funziona il vincolo delle somme?

Non si tratta di un investimento a lungo termine ma di un’alternativa al materasso per chi ha una discreta somma di denaro di cui non avrà bisogno per un certo periodo di tempo. Una somma, però, che può fruttare qualcosa. Tra l’altro, con la garanzia del Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a una certa cifra.

Se si sceglie il conto deposito vincolato, per qualche anno i soldi non si possono toccare. Il che non vuol dire che restino inermi: produrranno il tasso di interesse pattuito al momento della sottoscrizione. Ma vediamo come funziona il vincolo delle somme nel conto deposito.

Conto deposito: che cos’è?

Premessa obbligatoria: non parliamo del tradizionale conto corrente. Un conto deposito, vincolato o non vincolato, è tutta un’altra cosa. È, come anticipato, una forma di investimento pensata per chi ha un po’ di soldi da parte e sa che non avrà bisogno di quella somma di denaro per qualche tempo. Certo, potresti dire: nella vita non si sa mai, può capitare un imprevisto che obbliga a dare fondo ai risparmi. Non hai assolutamente tutti i torti. Ma, pur con la dovuta prudenza, la vita va presa con un po’ di ottimismo. Al di là delle battute, è lo stesso concetto di chi avvia un fondo di investimento per 10, 20, 25 anni e per un determinato periodo non può (o non gli conviene) toccare il denaro investito.

Pensare al futuro, dunque. Al futuro nemmeno tanto lontano, perché si tratta di un investimento a breve termine. Come ridotte sono anche le operazioni che si possono fare: prelievi e versamenti da e verso un conto d’appoggio (il normale conto corrente, appunto) e, nel caso del conto deposito vincolato, il blocco delle somme che restano blindate per un periodo solitamente non inferiore a tre anni. Quindi, niente bonifici, niente domiciliazioni, nessun carico di pagamenti effettuati con carta di credito, nessun accredito di stipendio o pensione o altre operazioni a cui sei abituato.

Conto deposito vincolato: come funziona?

Come detto, il conto deposito può essere vincolato o non vincolato. Nel primo caso, quello che ci interessa in questa sede, i soldi investiti restano bloccati per un periodo di tempo, di norma non meno di tre anni. In cambio, la banca garantisce la maturazione degli interessi previsti nel contratto. Da sottolineare che c’è la garanzia del Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100mila euro.

Il concetto, dunque, è questo: si apre un conto deposito, viene vincolata una somma per almeno tre anni e i soldi maturano degli interessi. Quindi, dopo un certo tempo, il capitale sarà lievitato. È proprio il tasso di interesse l’elemento che fa la differenza rispetto al conto corrente tradizionale, perché rappresenta un rendimento garantito.

Attenzione, però: il tasso di interesse dichiarato al momento della sottoscrizione deve essere inteso al lordo della tassazione. Devi tenere conto del fatto che quando investi dei soldi, il beneficiario del guadagno non sei mai solo tu ma c’è sempre la «manina» dello Stato pronta a raccogliere la sua parte. Vista la percentuale, è facile che lo Stato debba mettere non una ma tutte e due le «manine»: si tratta di almeno un quarto di quello che guadagno sulla somma vincolata. Ad oggi il 26%, per la precisione, che viene trattenuto direttamente dalla banca al momento della capitalizzazione.

Conto deposito: che cos’è la capitalizzazione?

Ecco, appunto: la capitalizzazione degli interessi. Si tratta del modo in cui la banca calcola e versa al titolare del conto deposito quello che ha maturato sulla somma vincolata. Il che non segue la stessa logica in tutti i casi: la scadenza per il versamento può variare a seconda dell’istituto (ogni mese, a fine anno, ecc.). Se è stato aperto un conto con interessi anticipati, questi vengono riconosciuti al momento del deposito. In caso contrario, il guadagno viene corrisposto alla scadenza del vincolo.

Conto deposito: quali spese?

Abbiamo fatto cenno alla percentuale che lo Stato si prende sul guadagno che ottieni dal conto deposito e dalle somme vincolate. Ma non è la sola spesa che devi sostenere per questa forma di investimento. C’è da dire che l’apertura e la chiusura del conto non prevedono dei costi. Non di solito, almeno. Quello che la banca ti può chiedere è un minimo di spesa per mantenerlo.

C’è un’imposta di bollo dello 0,2% sulla giacenza per la frazione di anno in cui il conto è stato attivo. Anche se alcuni istituti l’assorbono per non gravare sul cliente.



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