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Pensione cumulo dopo ricongiunzione

30 Dicembre 2021 | Autore:
Pensione cumulo dopo ricongiunzione

È possibile ottenere la pensione cumulando i contributi di casse diverse se è già stata esercitata la facoltà di ricongiungerli verso una gestione?

Come ottenere la pensione in cumulo dopo la ricongiunzione? Un nostro lettore ci scrive domandandoci se sia possibile cumulare i contributi accreditati in gestioni previdenziali diverse, dopo aver esercitato, in una di queste casse, la facoltà di ricongiungerli.

La particolare situazione si è creata in quanto l’interessato, in passato, era iscritto al Fondo lavoratori dipendenti (Fpld) dell’Inps e, successivamente, aveva vinto un concorso ed era stato assunto come dipendente pubblico.

Appena iscritto alla gestione Inps dipendenti pubblici (ex Inpdap) ha poi deciso di esercitare la facoltà di ricongiunzione [1] dei contributi accreditati presso Inps Fondo pensione dei lavoratori dipendenti verso questa cassa.

Tuttavia, a fine carriera, è cessato dal servizio pubblico senza diritto a pensione, grazie a una generosa offerta di lavoro da parte di un’azienda privata: è dunque ritornato all’Inps Fpld, cassa nella quale non aveva più contributi, in quanto trasferiti alla gestione dei dipendenti pubblici.

Alle soglie della pensione, si domanda se sia possibile ottenere il trattamento in regime di cumulo, pur avendo già esercitato la facoltà di ricongiunzione.

Il cumulo

Ricordiamo innanzitutto, brevemente, in che cosa consiste il cumulo [2]: si tratta della facoltà di sommare, gratuitamente, i versamenti accreditati in gestioni previdenziali diverse.

I contributi (relativi ai periodi non coincidenti) vengono sommati per verificare se è stato raggiunto il diritto alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata ordinaria, di inabilità o ai superstiti.

Ogni gestione previdenziale liquida autonomamente la propria quota di trattamento, non essendo materialmente trasferiti i versamenti.

La ricongiunzione

La ricongiunzione consiste invece nella possibilità di far confluire i contributi accreditati in casse diverse presso un’unica gestione, pagando un onere. I versamenti trasferiti sono considerati come se fossero accreditati in origine presso la cassa di destinazione.

Cumulo e ricongiunzione

Cumulo e ricongiunzione, nella generalità dei casi, sono facoltà alternative tra loro: il lavoratore, infatti, può scegliere di sommare gratuitamente i contributi ai fini del diritto alla pensione, attraverso il cumulo o attraverso facoltà analoghe (si pensi alla totalizzazione [3]), oppure può scegliere di farli confluire verso un’unica gestione, attraverso la ricongiunzione o attraverso misure simili (si pensi alla costituzione di posizione assicurativa).

La legge che ha riformato la facoltà di cumulo [4] e lo ha introdotto anche per i professionisti, offre la possibilità di cambiare idea a coloro che avevano già richiesto e iniziato un’operazione di ricongiunzione, ma solo nei casi in cui non risulti perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto.

Peraltro, questa facoltà poteva essere esercitata non oltre il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della legge, quindi entro il 31 dicembre 2017.

La norma, poi, si riferisce espressamente alle sole ipotesi di ricongiunzione tra le gestioni amministrate dall’Inps; sono quindi escluse dal suo campo di applicazione le ricongiunzioni che riguardano le casse professionali [5].

Cumulo dopo ricongiunzione

Al di là dei casi in cui la ricongiunzione risulti alternativa al cumulo, ci si domanda che cosa accade se, dopo il perfezionamento dell’operazione, il lavoratore, per via di un cambiamento dell’attività svolta, sia iscritto presso una gestione diversa da quella in cui è stata esercitata la ricongiunzione stessa. In queste ipotesi, il cumulo è vietato perché è stata già esercitata la ricongiunzione?

A chiarire la questione è stato l’Inps, con un’importante circolare [6]: l’esercizio della facoltà di ricongiunzione non preclude di per sé il cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti, purché sussistano i requisiti per avvalersi della misura.

In altri termini, se il lavoratore possiede contributi in casse diverse, una volta verificati i requisiti previsti dalla legge [2], può riunirli anche attraverso il cumulo, ai fini del diritto a pensione, nonostante verso una di queste casse sia già avvenuta una ricongiunzione.

Non può procedere al cumulo soltanto se, a seguito della ricongiunzione, tutti i contributi risultano confluiti verso una sola cassa.

Francesco possiede contributi presso Inps commercianti e presso la gestione dei dipendenti pubblici. A seguito della ricongiunzione di tutti i contributi presso Inps commercianti non possiede versamenti in altre casse e non può più utilizzare il cumulo.

Osserviamo, invece, un’ipotesi nella quale cumulo e ricongiunzione non sono incompatibili.

Piermatteo possiede contributi presso Inps commercianti e presso la gestione dei dipendenti pubblici. Ricongiunge tutti i contributi presso Inps dipendenti pubblici. A fine carriera, lascia il posto pubblico per diventare artigiano, con iscrizione presso la gestione speciale Inps Artigiani: possedendo contributi presso Inps Gestione dipendenti pubblici e Inps Artigiani, può utilizzare il cumulo.


note

[1] L. 29/1979.

[2] Art. 1 co. 239 e ss. L. 228/2012.

[3] D.lgs. 42/2006.

[4] Art. 1 co. 197 L. 232/2016.

[5] L. 45/1990.

Autore immagine: pixabay.com


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