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Invalidità e pensione anticipata

30 Dicembre 2021 | Autore:
Invalidità e pensione anticipata

Uscita dal lavoro in anticipo per chi ha una riduzione della capacità lavorativa: quando?

Il nostro ordinamento previdenziale non prevede un vero e proprio pensionamento in anticipo per coloro che sono stati riconosciuti invalidi, cioè la cui capacità lavorativa risulta ridotta. Tuttavia, di fatto si può ottenere, con l’invalidità, la pensione anticipata, grazie a specifiche misure che determinano l’uscita dal lavoro, o comunque il diritto a un trattamento pensionistico, prima del tempo.

Tralasciando ora quelle pensioni che non sono trattamenti di previdenza ma assistenziali, come la pensione di inabilità civile e l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, osserviamo le prestazioni economiche anticipate erogate dall’Inps disponibili per chi ha una riduzione della capacità lavorativa.

Innanzitutto, va precisato che, per ottenere le prestazioni previdenziali dall’Inps per inabilità e invalidità, non basta il riconoscimento dello stato di invalido civile, cioè della riduzione della capacità lavorativa generica. È invece necessario il riconoscimento dell’inabilità al lavoro, o ordinaria, ossia in attività confacenti alle attitudini ed alle esperienze dell’interessato.

La verifica dell’inabilità o dell’invalidità ordinaria è effettuata in occasione della domanda di prestazione pensionistica.

Bisogna ricordare, poi, che, nella generalità dei casi, lo stato di invalidità ed i trattamenti previdenziali sono riconosciuti soltanto in via provvisoria, in quanto le condizioni di salute dell’interessato potrebbero cambiare, quindi essere dichiarate rivedibili nel verbale.

Assegno ordinario di invalidità

Chi ha un’invalidità al lavoro superiore ai due terzi può ottenere dall’Inps l’assegno ordinario di invalidità, se possiede almeno 5 anni di contributi, di cui tre accreditati nell’ultimo quinquennio. L’assegno di invalidità è calcolato allo stesso modo della pensione, quindi con sistema retributivo pro rata, misto o contributivo.

Non è obbligatorio uscire dal lavoro se si percepisce l’assegno ordinario, ma bisogna tenere presente che questo è compatibile solo limitatamente con i redditi di lavoro. Per approfondire leggi: Guida all’assegno ordinario di invalidità.

Pensione per inabilità al lavoro

Con gli stessi requisiti contributivi previsti per l’assegno ordinario di invalidità, è possibile anche ottenere la pensione di inabilità ordinaria, qualora sia verificata un’inabilità permanente ed assoluta allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.

Anche questa prestazione previdenziale è calcolata allo stesso modo della futura pensione, ma con specifiche maggiorazioni applicate sino a un massimo di quarant’anni di contributi. Più precisamente, l’anzianità contributiva maturata viene incrementata virtualmente (nel limite massimo di 2080 contributi settimanali, pari a 40 anni) dal numero di settimane che intercorrono tra la data in cui è liquidata la pensione di inabilità e il compimento dei 60 anni di età.

La pensione di inabilità al lavoro è totalmente incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, nonché con l’iscrizione ad albi ed elenchi. A differenza dell’assegno ordinario di invalidità, si può ottenere anche sommando gratuitamente i contributi accreditati in casse previdenziali diverse, cioè attraverso il cumulo o la totalizzazione. Per approfondire: Guida alla pensione di inabilità al lavoro.

Pensione anticipata per lavoratori precoci invalidi

Ad oggi, i lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento del 19º anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, se appartenenti a specifiche categorie. Una di queste categorie comprende gli invalidi, con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa riconosciuta almeno pari al 74%.

Normalmente, la pensione anticipata si ottiene con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne (con l’applicazione di una finestra di attesa di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti, finestra operativa anche per la pensione anticipata precoci).

Per approfondire: Guida alla pensione anticipata per lavoratori precoci.

Ape sociale per lavoratori invalidi

L’Ape sociale consiste in una prestazione economica, erogata dall’Inps, che ha la funzione di sostenere il reddito del lavoratore dai 63 anni sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria, attualmente pari a 67 anni.

Questa indennità di prepensionamento, calcolata allo stesso modo della pensione, ma con un tetto massimo di 1500 euro mensili, è erogata soltanto a specifiche categorie di lavoratori, tra le quali rientrano gli invalidi dal 74%. I lavoratori appartenenti a tale categoria, così come i caregiver e i disoccupati di lungo corso, devono possedere almeno 30 anni di contributi per accedere all’Ape sociale (sono invece richiesti 36 anni di versamenti agli addetti ai lavori gravosi).

Le lavoratrici hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari ad un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due anni.

La misura di prepensionamento, ad oggi, è sperimentale: possono usufruirne soltanto coloro che maturano i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2021. Con tutta probabilità, con la prossima legge di bilancio la misura sarà prorogata, o addirittura resa strutturale. Per approfondire: Guida all’ape sociale.

Contributi aggiuntivi per invalidi

Coloro che sono riconosciuti invalidi in misura superiore al 74% possono ottenere 2 mesi di contributi figurativi aggiuntivi, ogni 12 mesi di attività di lavoro dipendente svolta, anche se si tratta di dipendenti pubblici.

Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

Gli invalidi in una misura almeno pari all’80% possono ottenere un anticipo del requisito di età per la pensione di vecchiaia, se lavoratori dipendenti del settore privato. In particolare, possono ottenere la pensione di vecchiaia, anziché a 67 anni, a 61 anni se uomini ed a 56 anni se donne. A partire dal perfezionamento dei requisiti, si applica una finestra di attesa di 12 mesi per la liquidazione della pensione.



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1 Commento

  1. Sono un dipendente pubblico con invalidità del 80%, in servizio dal 1987. Ed ho 61 anni. Posso avere la pensione anticipata? Grazie e saluti

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