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Il pagamento dell’indebito: cos’è?

31 Dicembre 2021 | Autore:
Il pagamento dell’indebito: cos’è?

Indebito oggettivo e soggettivo: le regole sulla ripetizione di quanto pagato ingiustamente. Che succede in caso di pagamento a persona sbagliata?

Può succedere di commettere un errore nell’atto di effettuare un pagamento. Ciò è tanto più possibile oggigiorno, se solo si considera che la maggior parte delle transazioni avviene online o comunque utilizzando la moneta elettronica (carte di credito, bonifici, ecc.). Non potrebbe volerci molto dunque a sbagliare destinatario ed effettuare un pagamento a persona che non c’entra nulla. Come rimediare in questi casi? Cos’è il pagamento dell’indebito?

Con questo articolo parleremo delle due forme di indebito previste dal Codice civile: l’indebito oggettivo e quello soggettivo. Vedremo quali sono le caratteristiche di entrambe le situazioni e cosa deve fare colui che, per errore, ha dato del denaro a una persona estranea a qualsiasi rapporto giuridico. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il pagamento dell’indebito.

Indebito: cos’è?

Secondo la legge italiana, il pagamento dell’indebito si ha quando un soggetto ha eseguito un pagamento non dovuto. Ciò può avvenire o perché il debitore paga a un creditore sbagliato, oppure perché il debitore non era obbligato ma si è erroneamente ritenuto tale (in pratica, il debito non sussisteva affatto).

In queste circostanze, colui che ha effettuato il pagamento ha diritto di ottenere la restituzione di ciò che ha pagato; nasce così, in capo a chi ha ricevuto il pagamento, un’obbligazione di restituzione.

Come vedremo, l’indebito può essere oggettivo o soggettivo. Prosegui nella lettura per saperne di più.

Indebito oggettivo: cos’è?

Si ha indebito oggettivo quando viene pagato un debito che in realtà non esiste, nel senso che non è dovuto alcunché né da chi ha eseguito la prestazione né da altri [1]. Facciamo un esempio.

Tizio ha acquistato un bene a rate e, invece di pagare come pattuito 10 rate, ne paga 12. Egli ha pertanto diritto alla restituzione dell’indebito, pari a 2 rate non dovute.

L’inesistenza del debito può essere:

  • originaria perché, come nell’esempio appena fatto, manca fin dal principio una causa che giustifichi il pagamento;
  • sopravvenuta, qualora la causa del rapporto, originariamente esistente, è venuta meno in virtù di eventi successivi che hanno posto nel nulla il rapporto stesso. È il caso del contratto successivamente annullato, che obbliga chi ha ricevuto il pagamento alla sua restituzione.

Pagamento del debito a persona diversa dal creditore

Equiparato all’indebito oggettivo è il pagamento di un debito oggettivamente esistente, ma a persona diversa dal creditore (cosiddetto indebito ex latere accipientis). Ciò è chiaro, in quanto chi paga un debito ad una persona sbagliata, in ultima analisi ha pagato un debito inesistente. Pertanto, si avrà il diritto alla restituzione da parte di chi ha ricevuto ingiustamente il pagamento.

Indebito soggettivo: cos’è?

Si ha indebito soggettivo quando, per mero errore, viene pagato un debito altrui, credendolo proprio. In questo caso, colui che ha effettuato il pagamento ha diritto a ottenerne la restituzione [2].

Ai fini della restituzione dell’indebito, la legge richiede che l’errore di chi ha pagato sia scusabile. Facciamo un esempio.

Paolo deve 100 euro a Francesco. Carlo, padre di Paolo, ritenendo di essere ancora obbligato a saldare i debiti del figlio anche se quest’ultimo è da poco maggiorenne, paga il debito di Paolo al suo posto. In questo caso, Carlo avrà diritto alla restituzione dei soldi da parte di Francesco in quanto si è trattato di un errore scusabile.

Se l’errore non è scusabile, invece, non pare giusto penalizzare il creditore che ha avuto, in fin dei conti, quanto gli spetta di diritto. Pertanto, non sarà ammissibile la restituzione dell’indebito, ma chi ha pagato si surroga nei diritti del creditore e, pertanto, potrà pretendere la restituzione dal debitore.

La restituzione dell’indebito è altresì esclusa qualora il creditore si sia privato in buona fede del titolo o delle garanzie del credito.

Riprendendo il precedente esempio, se Francesco, credendo valido il pagamento di Carlo, si libera della scrittura privata da cui sorgeva il debito di Paolo, non deve restituire i soldi che ha ricevuto. In questa ipotesi, però, Carlo matura il diritto alla restituzione nei confronti di colui che si è avvantaggiato del pagamento, cioè del figlio Paolo.

Non sussiste invece indebito oggettivo, con il conseguente diritto di chi ha pagato a vedersi restituite le somme, quando un soggetto paga consapevolmente un debito altrui.

In casi del genere, chi ha pagato si surroga nei diritti del creditore, nel senso che acquisisce il diritto alla restituzione da parte del debitore.

Tizio paga consapevolmente il debito che Caio ha nei confronti di Sempronio. Quest’ultimo non è tenuto a restituire nulla e può quindi trattenere ciò che ha ricevuto. Tizio però diventa creditore di Caio della somma che ha pagato a Sempronio.


note

[1] Art. 2033 cod. civ.

[2] Art. 2036 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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