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Affitti brevi: come comunicare i dati alla Questura

1 Gennaio 2022 | Autore:
Affitti brevi: come comunicare i dati alla Questura

La legge prevede l’obbligo di comunicare le generalità degli ospiti anche per le locazioni turistiche di durata non superiore a 30 giorni.

Per “affitti brevi” si intendono i contratti di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, compresi quelli che prevedono la prestazione di servizi accessori quali ad esempio la fornitura di biancheria, la pulizia dei locali, la concessione dell’utilizzo delle utenze telefoniche o del Wi-Fi. A partire dal 2018, su coloro che stipulano questi tipi di contratti grava l’obbligo di comunicare all’autorità di polizia tutte le informazioni relative alle persone alloggiate. Entrando più nello specifico, per gli affitti brevi, come comunicare i dati alla Questura?

Per inoltrare le generalità degli ospiti si deve procedere telematicamente, compilando ed inviando la relativa modulistica tramite il sistema della polizia di Stato “alloggiati web”. In caso di malfunzionamento è possibile provvedere a tale adempimento a mezzo fax o tramite posta elettronica certificata (pec).

L’obbligo di comunicazione è stato introdotto dal decreto Sicurezza n. 113/2018, convertito in Legge n. 132/2018, che ha esteso agli affitti brevi quanto già previsto per i gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende e roulotte, nonché per i proprietari o i gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere [1].

Il mancato rispetto dell’obbligo di comunicazione è sanzionato con la pena dell’arresto fino a 3 mesi o con una multa fino a 206 euro [2].

Cosa sono gli affitti brevi?

Gli affitti brevi vengono utilizzati soprattutto in ambito turistico da un lato perché consentono di ridurre i costi legati alla proprietà tramite l’offerta di un alloggio per pochi giorni e dall’altro perché rappresentano un’alternativa piuttosto conveniente rispetto ai costi di un albergo.

Tali tipi di contratto possono essere stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

Negli affitti brevi non rientrano i contratti con i quali il locatore, oltre a mettere a disposizione l’immobile, fornisce altre prestazioni aggiuntive (per esempio, il servizio di colazione e la somministrazione di alimenti e bevande, la messa a disposizione di auto a noleggio, guide turistiche o interpreti). In questi casi, infatti, i contratti si ritengono riconducibili a una prestazione qualificabile, sotto il profilo fiscale, come attività d’impresa, anche se svolta in maniera occasionale.

Affitti brevi: come comunicare i dati alla Questura?

La trasmissione dei dati degli alloggiati presso le strutture concesse in locazione breve, deve essere effettuata attraverso il portale della polizia di Stato, nel termine delle 24 ore successive all’arrivo degli ospiti nell’immobile.

Per accedere al servizio previsto per la comunicazione dei dati degli alloggiati, occorre essere muniti delle credenziali di accesso, che vengono rilasciate dalla Questura territorialmente competente.

Successivamente, bisogna generare il certificato digitale necessario per l’identificazione, che si può installare su iPhone, iPad e Android. Eseguita tale operazione, è possibile accedere al portale, inserendo username e password. La registrazione degli alloggiati può essere effettuata online oppure attraverso l’invio di un file, se si è dotati di un particolare software gestionale.

Compilazione schedina/invio della comunicazione: come avvengono?

Il passo successivo nella procedura di comunicazione delle generalità degli ospiti, consiste nella compilazione di una “schedina” in cui vanno riportati la data di arrivo, la durata della permanenza, il sesso della persona, il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, il tipo, il numero e la data di rilascio di un documento di riconoscimento.

Se un soggetto viene registrato come “capo famiglia” o come “capo gruppo”, per poter inserire le generalità degli altri ospiti, bisogna premere il tasto “avanti”. Una volta completato l’inserimento dei dati degli alloggiati, premendo il tasto “avanti”, si ottiene il riepilogo mentre cliccando su “invio” si confermano i dati stessi. Se l’operazione è stata effettuata correttamente appare la scritta “schedine inserite correttamente”.

A riscontro dell’avvenuta comunicazione, il sistema invia una ricevuta in formato pdf, sottoscritta digitalmente e contenente il numero di schedine trasmesse in una data giornata.

Se a causa di problemi tecnici non è possibile trasmettere i dati degli alloggiati alla Questura territorialmente competente, la comunicazione può essere effettuata via fax o a mezzo posta elettronica certificata [3].

Anche in questo caso, colui che ha proceduto alla comunicazione, a riscontro della stessa, deve conservare la ricevuta rilasciata dal dispositivo fax, nella quale sono indicati la data, l’orario di trasmissione e l’esito dell’invio, oppure la copia delle ricevute di invio e di consegna con la data, l’orario di trasmissione e l’esito della stessa, nel caso in cui la comunicazione sia avvenuta tramite pec.


note

[1] Art. 109 Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).

[2] Art. 17 Tulps.

[3] Art. 3 D.M. 7.01.2013.


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