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Investigazioni private: limiti

1 Gennaio 2022 | Autore:
Investigazioni private: limiti

Detective incaricato da un privato: come si ottiene la licenza prefettizia e quali indagini può svolgere? Le prove raccolte possono essere usate in giudizio?

Sempre più persone si affidano agli investigatori privati per ottenere prove da far valere in giudizio. Ciò accade soprattutto nelle cause di separazione tra i coniugi, quando occorre dimostrare l’infedeltà del partner fedifrago per ottenere l’addebito. Ma non solo: gli investigatori privati possono essere molto utili anche nelle cause di lavoro, quando ad esempio il datore vuole dimostrare che il proprio dipendente ha usato la malattia per andare in vacanza. Quali sono i limiti delle investigazioni private?

Come vedremo nel prosieguo, l’investigatore privato non ha facoltà diverse da quelle di cui godrebbe un normale cittadino. In altre parole, l’investigatore è sottoposto agli stessi limiti legislativi che chiunque deve rispettare. Ad esempio, contrariamente a quanto si possa pensare, l’investigatore non può mai effettuare intercettazioni, né ambientali né telefoniche, in quanto tale operazione è consentita esclusivamente alla polizia su delega dell’autorità giudiziaria. Ma allora cosa può fare un investigatore privato? Quali sono i suoi limiti? Vediamo.

Investigatore privato: chi è?

Detective privato si diventa, non ci si improvvisa. Non tutti sanno che l’investigatore privato, per essere davvero tale, deve ottenere una licenza prefettizia che gli permette di porre in essere determinate attività finalizzate alla raccolta di dati o elementi utili a chi gli ha conferito l’incarico.

La peculiarità dell’investigatore privato è che egli offre i propri servizi sul mercato come qualunque altro professionista.

Investigatore privato: come si diventa?

Come anticipato, per diventare investigatore privato occorre la licenza del prefetto, con la quale è possibile svolgere attività di vigilanza e di investigazione o ricerca per conto di privati.

La licenza non può essere rilasciata a persona incapace, a chi non è cittadino italiano o comunitario oppure a chi abbia riportato condanne penali per delitto doloso.

La licenza prefettizia per investigatore privato non può essere concessa per il compimento di operazioni che comportano un esercizio di pubbliche funzioni o una limitazione della libertà individuale [1]. In pratica, l’investigatore privato non può, ad esempio, fermare le persone e chiedere di mostrare il documento d’identità, in quanto un’operazione del genere può essere effettuata solamente da un pubblico ufficiale.

Chi si improvvisa investigatore privato senza la licenza prefettizia oppure senza rispettare i limiti in essa contenuti, non soltanto rischia la revoca del titolo ma anche di incorrere in reato: la pena è l’arresto fino a due anni e l’ammenda fino a tremila euro [2].

Investigatore privato: cosa può fare?

L’investigatore privato può compiere tutte le attività necessarie a portare a termine l’incarico affidatogli, nei limiti che vedremo nel prossimo paragrafo. Di conseguenza, l’investigatore privato può:

  • pedinare;
  • scattare foto e girare riprese, purché ciò avvenga in luogo pubblico o aperto al pubblico;
  • registrare conversazioni che avvengano in sua presenza;
  • effettuare sopralluoghi, purché vi sia il consenso del titolare del posto;
  • avvalersi di strumenti di localizzazione Gps satellitare, al fine di monitorare gli spostamenti di un’autovettura, ad esempio;
  • raccogliere informazioni estratte da documenti di libero accesso anche in pubblici registri;
  • avvalersi di collaboratori [3].

Investigatore privato: limiti

L’investigatore privato non può violare la legge; pertanto, egli non può:

  • intercettare telefonate che avvengono tra altre persone oppure conversazioni tra persone non presenti;
  • introdursi in luoghi privati senza permesso;
  • effettuare riprese audio e/o video all’interno di privata dimora senza consenso;
  • accedere a conto corrente personale o ad altri dati coperti dalla privacy.

Le condotte sopra descritte sono punite severamente dalla legge e costituiscono reato.

Investigazioni private: valgono come prove?

Tutti gli elementi raccolti durante un’investigazione privata possono essere validamente utilizzati come mezzi di prova all’interno di un processo, civile o penale che sia. L’importante, come più volte ricordato, è che l’acquisizione sia avvenuta nel rispetto della legge, cioè osservando le prescrizioni normative e, soprattutto, non violando i divieti che sono stati elencati nel paragrafo precedente. In questa circostanza, tutte le prove raccolte sarebbero inutilizzabili.

Investigatore privato: può testimoniare?

Quando le prove raccolte dall’investigatore privato possono sembrare insufficienti oppure sono fortemente contestate dalla controparte, è possibile chiamare a deporre quale testimone il detective stesso.

In altre parole, per avvalorare le prove portate in giudizio dall’investigatore, si potrà chiamare a testimoniare proprio colui che le ha raccolte.

Ad esempio, in un processo di separazione, se c’è una foto ritraente uno dei coniugi tra le braccia dell’amante, ma l’immagine è contestata dalla controparte in quanto non viene specificato né il luogo né la data, l’investigatore che ha immortalato gli amanti potrà testimoniare e dire di aver visto la coppia con i propri occhi prima di scattare la foto.


note

[1] Art. 134 Testo unico leggi pubblica sicurezza (T.u.l.p.s.).

[2] Art. 140 T.u.l.p.s.

[3] Decreto ministeriale n. 269/2010.

Autore immagine: canva.com/


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