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Come aprire un conto corrente condominiale?

1 Gennaio 2022 | Autore:
Come aprire un conto corrente condominiale?

L’amministratore di condominio deve accendere un conto corrente bancario o postale da utilizzare per la gestione del denaro.

L’articolo 1129 del Codice civile, così come modificato dalla Legge n. 220/2012, prevede, per l’amministratore, l’obbligo di accendere un conto corrente bancario o postale intestato al condominio, sul quale far transitare tutte le somme ricevute a qualsiasi titolo dai condòmini o dai terzi e quelle erogate a qualsiasi titolo per conto del condominio. Si pensi ad esempio alle somme versate quali quote condominiali oppure a quelle utilizzate per le spese di manutenzione o per il pagamento delle utenze.

Tale norma si applica in riferimento ai condomini in cui i partecipanti sono più di otto, cioè quelli nei quali l’assemblea deve necessariamente nominare un amministratore o, in mancanza, ove alla nomina provvede l’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condòmini. Come aprire un conto corrente condominiale?

L’apertura del conto corrente condominiale deve essere effettuata dall’amministratore che, dopo la nomina, è tenuto ad adempiere al relativo obbligo.

Il nostro legislatore, però, non ha prescritto che per l’apertura del conto corrente sia necessaria una preventiva delibera assembleare né tantomeno ha previsto qualcosa circa la scelta della banca o della posta. In ogni caso, è opportuno che l’amministratore rappresenti all’assemblea la necessità dell’apertura del conto corrente, acquisendo così il relativo verbale da presentare presso l’istituto di credito o l’ufficio postale prescelto al momento dell’accensione del rapporto.

Obbligo apertura conto corrente condominiale: quali sono i motivi?

L’obbligo di apertura del conto corrente condominiale è stato previsto al fine di rendere trasparente la gestione dell’attività amministrativa da parte dell’amministratore. Infatti, i condòmini possono verificare periodicamente le entrate e le uscite del condominio, chiedendo copia degli estratti conto. Contestualmente, l’amministratore può tutelarsi da eventuali accuse di cattiva gestione del denaro dei condòmini.

Inoltre, l’apertura del conto corrente condominiale fa sì che non si crei alcuna confusione tra il patrimonio personale dell’amministratore e quello dei condomini da lui amministrati.

Come aprire un conto corrente condominiale?

Al momento dell’apertura il conto corrente bancario o postale va intestato al condominio e non all’amministratore. I costi di apertura e quelli di gestione del conto corrente sono a carico dei condòmini i quali, peraltro, non si possono opporre all’accensione del rapporto.

È opportuno che l’amministratore presenti all’assemblea diverse opzioni al fine di scegliere quella più conveniente.

A tal proposito, bisogna considerare che le banche hanno predisposto delle offerte dedicate ai conti correnti condominiali, con spese che cambiano in base al numero delle unità immobiliari, dei servizi offerti e del volume di operazioni effettuate.

Uno dei costi obbligatori da pagare è l’imposta di bollo pari a 100 euro annui. Di solito, per aprire un conto corrente condominiale, l’amministratore deve presentarsi in banca/posta con un documento d’identità, il codice fiscale e il verbale di nomina. In alternativa, il conto corrente condominiale può essere aperto online.

Estratti conto condominio: i condòmini come possono accedervi?

La legge non riconosce ai singoli condòmini un diritto di accesso “diretto” alle copie degli estratti conto del condominio. Infatti, l’articolo 1129 del Codice civile prevede che ciascun condòmino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.

In pratica, i singoli condòmini possono prendere visione delle copie degli estratti conto condominiali solo formulando un’apposita richiesta all’amministratore non potendosi rivolgere direttamente alla banca/posta per ottenere tali documenti.

Il condòmino può ottenere la copia degli estratti conto fino a 10 anni prima, anche se nel tempo l’amministratore dovesse cambiare.

Deleghe ad operare sul conto corrente condominiale: sono ammesse?

L’amministratore può delegare una terza persona ad operare sul conto corrente condominiale, ad esempio, per effettuare versamenti o per eseguire bonifici, salvo che il regolamento condominiale lo vieti espressamente.

In mancanza di uno specifico divieto, l’amministratore può demandare una persona di sua fiducia per eseguire operazioni sul rapporto bancario o postale qualora non vi possa procedere personalmente o preferisca avvalersi di un terzo.

Obbligo apertura conto corrente: esiste per i piccoli condomini?

L’obbligo di apertura del conto corrente condominiale grava sull’amministratore e non sui singoli condòmini.

Pertanto, nei piccoli condomini, ovvero quelli nei quali i condòmini sono meno di 8, che non sono obbligati a nominare l’amministratore, tale obbligo non sussiste. Ciò nonostante anche un piccolo condominio può decidere di aprire un conto corrente bancario o postale, delegando uno dei condòmini o un terzo a sottoscrivere il contratto e ad effettuare le operazioni connesse alla gestione del conto corrente condominiale.



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