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Eredità alla badante: si può impugnare il testamento?

1 Gennaio 2022
Eredità alla badante: si può impugnare il testamento?

Cosa fare quando si sospetta che il testatore sia stato raggirato?

Hai perso il tuo papà da qualche settimana. Eri molto legata a lui e chissà quando riuscirai a superare la sua morte. Adesso, in quanto figlia maggiore, devi occuparti di una serie di adempimenti legati alla successione. Tuttavia, hai scoperto che tuo padre ha lasciato una buona parte del patrimonio alla donna che avevi assunto affinché si prendesse cura di lui.

In questo articolo faremo il punto della situazione sull’eredità alla badante: si può impugnare il testamento? La risposta è certamente positiva. In presenza di determinati requisiti, infatti, si può agire in tribunale per ottenere l’annullamento delle ultime volontà del de cuius. Ovviamente, è indispensabile dimostrare che il testatore, al momento della redazione dell’atto, non fosse nel pieno delle sue facoltà mentali.

Dal punto di vista penale, inoltre, è possibile presentare una denuncia-querela alle autorità competenti qualora la badante abbia commesso il reato di circonvenzione di incapace. Se vuoi saperne di più sull’argomento, ti consiglio di metterti comodo e proseguire nella lettura.

Che cos’è un testamento?

Anzitutto, devi sapere che quando si parla di testamento si intende quel documento su cui sono riportate le ultime volontà di una persona in relazione ai propri beni (la casa, un terreno, i soldi, ecc.). Il contenuto del testamento può essere modificato dal testatore in qualsiasi momento fino all’ultimo istante di vita.

Esistono diverse tipologie di testamento:

  • olografo: scritto completamente a mano dal testatore su un foglio di carta (oppure su qualsiasi altro materiale, tipo stoffa, legno, ecc.);
  • pubblico: quando è redatto dal notaio alla presenza di due testimoni;
  • segreto: documento scritto dal testatore e ricevuto dal notaio alla presenza di due testimoni;
  • speciale: redatto in casi straordinari, cioè quando non è possibile rispettare le formalità previste dalla legge. Pensa, ad esempio, al testamento ricevuto dal prete in presenza di una malattia contagiosa.

Cosa occorre per fare testamento?

Per scrivere o dettare le proprie ultime volontà è necessario avere la capacità di agire, quindi il testatore deve essere maggiorenne ed in grado di intendere e di volere. Tale requisito è indispensabile sia per decidere in maniera consapevole e responsabile sia per comprendere la portata delle proprie azioni.

Di conseguenza, non possono fare testamento i seguenti soggetti:

  • gli interdetti: ossia coloro che sono stati dichiarati infermi;
  • gli incapaci di intendere e di volere;
  • chi non ha ancora compiuto 18 anni.

Eredità: si può lasciare alla badante?

Ognuno è libero di fare quello che vuole con i propri beni, anche lasciarne una parte alla badante perché magari è stata particolarmente affettuosa e diligente. Tuttavia, bisogna prestare attenzione a non ledere la cosiddetta quota di legittima, vale a dire quella porzione spettante di diritto ai familiari più stretti come il coniuge ed i figli. In caso contrario, infatti, i parenti possono rivolgersi al giudice con l’azione di riduzione finalizzata a ristabilire le giuste quote.

Eredità alla badante: si può impugnare il testamento?

A questo punto, ti è chiaro che il testatore può lasciare una parte dell’eredità anche a persone estranee alla cerchia familiare, come ad esempio una badante. Attenzione però: è necessario essere sicuri che il de cuius, nel mettere per iscritto le sue ultime volontà, avesse la capacità di agire di cui abbiamo parlato poc’anzi. Potrebbe capitare, infatti, un eventuale raggiro messo in atto allo scopo di ottenere una fetta del patrimonio. In tal caso, gli eredi potranno agire:

  • sul piano civile: in altre parole, occorre intentare una causa al fine di ottenere l’annullamento del testamento ed il risarcimento del danno;
  • sul piano penale: bisogna presentare una denuncia-querela alle autorità competenti (polizia, carabinieri o Procura della Repubblica) qualora la badante abbia ha indotto il testatore a nominarla erede (di tutto o di una parte del patrimonio ereditario) approfittando del suo deficit cognitivo commettendo così il reato di circonvenzione di incapace [1].

Va precisato che, ai fini dell’annullamento del testamento, è necessario dimostrare che il testatore, nel momento in cui ha messo per iscritto le ultime volontà, aveva un deficit cognitivo tale da escludere la sua capacità volitiva.

Quando si può impugnare il testamento?

In generale, al seconda del tipo di vizio (di forma, di volontà, ecc.) si può eccepire la nullità del testamento (ad esempio se il testatore è stato costretto con violenza) o l’annullabilità (ad esempio, in caso di incapacità di intendere e di volere del testatore o se si è in presenza di un atto non datato). Nel primo caso (la nullità), l’azione può essere esercitata in qualsiasi momento; nel secondo caso (l’annullabilità), l’impugnazione può essere proposta entro cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.

Quanto costa impugnare un testamento?

Impugnare un testamento comporta una serie di costi, in particolare è necessario pagare:

  • il contributo unificato: in pratica, per iniziare una causa civile bisogna pagare una tassa calcolata sul valore della controversia;
  • le spese relative alle notifiche degli atti e alle marche da bollo;
  • l’imposta di registro: la tassa da pagare al momento della pubblicazione della sentenza;
  • l’onorario dell’avvocato: ossia il compenso per la prestazione svolta che varia da professionista a professionista.

note

[1] Art. 643 cod.pen.


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