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Assegno di invalidità: presupposti

18 Ottobre 2021
Assegno di invalidità: presupposti

L’Inps ha emesso un messaggio in cui chiarisce che l’assegno di invalidità può essere erogato solo a chi non lavora. 

L’assegno di invalidità, erogato mensilmente dall’Inps e previsto dall’articolo 13 della legge n. 118/1971, può essere liquidato, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, solo nel caso in cui risulti l’inattività lavorativa del soggetto beneficiario. Quest’ultimo, in pratica, non deve lavorare. 

A chiarire quali sono i presupposti dell’assegno di invalidità è un recente messaggio dell’Inps che recepisce l’indirizzo interpretativo sino ad oggi sposato dalla Cassazione. Secondo la Corte, il mancato svolgimento dell’attività lavorativa integra un elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale.

Vediamo dunque quali sono i requisiti per l’assegno di invalidità civile e chi può presentare la domanda. 

Età

L’assegno mensile agli invalidi civili può essere usufruito solo da coloro che hanno un’età compresa fra il 18° e il 67° anno. 

Al compimento dell’età anagrafica per il diritto all’assegno sociale (per il 2021 è 67 anni), l’assegno mensile di assistenza si trasforma in assegno sociale sostitutivo.

Riduzione capacità lavorativa

Nei loro confronti deve essere stata accertata una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%. 

La minorazione deve essere accertata da una Commissione medico legale dell’Inps al termine dell’accertamento sanitario, la quale redige un verbale. 

In più, deve sussistere il mancato svolgimento dell’attività lavorativa per il tempo in cui tale condizione sussiste. Dal punto di vista processuale, la considerazione che il mancato svolgimento dell’attività lavorativa costituisce un elemento costitutivo del diritto al predetto assegno, si ripercuote sul potere delle parti o del giudice di dedurlo o rilevarlo d’ufficio in qualsiasi stato e grado del giudizio.

Limiti reddituali

L’assegno di invalidità non viene riconosciuto a tutti ma solo a chi rispetta i requisiti reddituali previsti dalla legge aggiornati annualmente. 

In particolare, per fare domanda al fine del riconoscimento dell’assegno di invalidità, il limite di reddito personale annuo è pari a 4.931,29 euro. A tal fine, in sede di prima liquidazione si considerano i redditi dell’anno in corso dichiarati dall’interessato in via presuntiva. Per gli anni successivi si considerano, per le pensioni, i redditi percepiti nell’anno solare di riferimento, mentre per le altre tipologie di redditi gli importi percepiti negli anni precedenti. 

In condizioni di particolare disagio reddituale, l’importo dell’assegno può essere incrementato su base mensile secondo quanto stabilito dalla legge (cosiddetta maggiorazione sociale).

Cittadinanza e residenza

L’assegno di invalidità è riconosciuto solo a chi ha la cittadinanza italiana. Per i cittadini stranieri comunitari è necessaria l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza. Per i cittadini stranieri extracomunitari è necessario il permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione).

Deve sempre sussistere la residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

L’assegno mensile spetta anche se l’invalido è ricoverato in un istituto pubblico che provvede al suo sostentamento.

A quanto ammonta l’assegno di invalidità?

La prestazione è concessa dall’Inps, ma è a carico dello Stato, ed è pari per il 2021 a 287,09 euro mensili da adeguare, in presenza dei requisiti, all’assegno sociale.

Quanto dura l’assegno di invalidità?

L’assegno mensile di assistenza consiste in 13 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o, eccezionalmente, dalla data indicata dalle competenti commissioni sanitarie. 

A chi non spetta l’assegno di invalidità?

L’assegno mensile è incompatibile con prestazioni a carattere diretto, concesse a seguito di invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio, nonché con le pensioni dirette di invalidità a qualsiasi titolo erogate dall’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti, dalle gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi e da ogni altra gestione pensionistica per i lavoratori dipendenti avente carattere obbligatorio. 

L’interessato può comunque optare per il trattamento economico più favorevole. 

Come presentare domanda di invalidità

L’interessato può presentare domanda online sul sito dell’Inps, accedendo al servizio dedicato con le proprie credenziali, oppure tramite un ente di Patronato o un’associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS).

Se si fa domanda di aggravamento, non si può presentare una nuova domanda fino a quando non sia esaurito l’iter di quella di aggravamento o, in caso di ricorso al tribunale, finché non sia intervenuta una sentenza passata in giudicato.

L’Inps dispone che l’interessato sia sottoposto a visita medica da parte di una propria Commissione. A seguito di questa, l’Inps invia un verbale di invalidità civile tramite raccomandata a/r o all’indirizzo Pec (se fornito dall’utente) e resta disponibile nel servizio Cassetta postale online.


note

[1] Inps: messaggio n. 3495/2021 del 14.10.2021. 

Inps: messaggio n. 3495/2021 del 14.10.2021. 

La Corte di Cassazione, con diverse pronunce, è intervenuta sul requisito dell’inattività lavorativa di cui all’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, come modificato dall’articolo 1, comma 35, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, affermando che il mancato svolgimento dell’attività lavorativa integra non già una mera condizione di erogabilità della prestazione ma, al pari del requisito sanitario, un elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale, la mancanza del quale è deducibile o rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado del giudizio.

La giurisprudenza di legittimità, quindi, è costante nel ritenere che lo svolgimento dell’attività lavorativa, a prescindere dalla misura del reddito ricavato, preclude il diritto al beneficio di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971 (cfr. Cass. n. 17388/2018; n. 18926/2019).

Alla luce di tale consolidato orientamento, a fare data dalla pubblicazione del presente messaggio, l’assegno mensile di assistenza di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971, sarà pertanto liquidato, fermi restando tutti i requisiti previsti dalla legge, solo nel caso in cui risulti l’inattività lavorativa del soggetto beneficiario.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele  


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2 Commenti

    1. Per la pensione di inabilità civile bisogna ottenere il riconoscimento di un’invalidità totale e permanente del 100%; non deve avere più di 67 anni; il requisito reddituale non deve essere superiore a 982,49 euro per il 2021. Per la pensione di invalidità civile invece è necessario il riconoscimento di un’invalidità compresa tra il 74% ed il 99%; non bisogna avere più di 67 anni di età ed essere maggiorenni; non bisogna superare un reddito personale, per il 2021 pari a 4.931,29 euro annui e non occorre svolgere un’attività lavorativa.

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