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Ciclista ubriaco

18 Ottobre 2021
Ciclista ubriaco

Al ciclista che investe un passante o che provoca un incidente non può essere sospesa la patente di guida.

Quali sono le conseguenze per il ciclista ubriaco? Chi guida una bici deve rispettare gran parte delle regole previste dal Codice della strada per chi è al volante dell’auto, ivi comprese quelle relative ai limiti di alcol nel sangue. Sicché, in caso di guida in stato di ebbrezza, si può anche essere sottoposti ad un procedimento penale. 

Se poi si investe un pedone, al procedimento penale per le lesioni procurate alla vittima si accompagna anche l’obbligo del risarcimento. In questo caso, però, non ci sarà una copertura assicurativa a tenere indenne il responsabile dagli effetti civili della condanna: sarà lui stesso dunque a dover mettere mano al portafogli per pagare i danni alla vittima (a meno che non abbia contratto un’apposita polizza per danni a terzi).

Il ciclista ubriaco va dunque incontro a tre tipi di conseguenze:

  • sanzioni amministrative o penali per la guida in stato di ebbrezza;
  • sanzioni penali in caso di investimento e lesioni procurate ad altri utenti della strada;
  • risarcimento per i danni a cose o a persone in caso di investimento.

Vediamo singolarmente tali punti.

Sanzioni guida in stato di ebbrezza per ciclista ubriaco

Il Codice della strada prevede diversi tipi di conseguenze per la guida in stato di ebbrezza.

Se l’alcol nel sangue non supera 0,5 grammi per litro non si è soggetti ad alcuna sanzione. In caso contrario, le sanzioni crescono in base al quantitativo di alcol nel sangue. In particolare: 

  • tasso di alcol tra 0,51 e 0,8 g/l: si è soggetti a una sanzione di carattere amministrativo compresa tra 544 a 2.174 euro. In più, c’è la sospensione della patente da tre a sei mesi;
  • tasso di alcol tra 0,81 e 1,5 g/l: scatta il reato di guida in stato di ebbrezza nella sua forma lieve. La pena è l’ammenda da 800 a 3.200 euro, l’arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente da sei mesi a un anno;
  • tasso di alcol superiore a 1,5 g/l: scatta il reato di guida in stato di ebbrezza nella sua forma grave. La pena è l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da sei a dodici mesi (o lavori socialmente utili) e la sospensione della patente fino a due anni. Inoltre, è previsto il sequestro del mezzo. La patente viene revocata in caso di recidiva nel biennio.

Se chi guida in stato di ebbrezza ha investito un pedone, un ciclista o provocato un incidente stradale, tutte le sanzioni appena indicate sono raddoppiate. 

Queste stesse sanzioni si applicano anche al ciclista ubriaco, con esclusione solo di quelle relative alla sospensione della patente.

Inapplicabile la sanzione accessoria alla condanna se l’utilizzo del mezzo non prevede alcuna abilitazione alla guida

Anche l’omicidio stradale commesso alla guida di un velocipede non può condurre alla sospensione della patente. Secondo la Cassazione [1], la sanzione amministrativa accessoria di revoca o sospensione della patente di guida vale solo per i veicoli a motore. Essa quindi non si applica se il mezzo con cui si commette il reato stradale non prevede il possesso di una patente, come appunto nel caso della bicicletta o del monopattino elettrico. Come non è prescritto per qualsiasi mezzo a propulsione muscolare o assistita entro un limite di potenza.

Già diverse volte, la Cassazione ha affermato l’inapplicabilità della sanzione amministrativa accessoria relativa alla patente di guida se l’agente commette il reato stradale inforcando un velocipede per cui non è richiesta abilitazione alla guida. 

Alcoltest

Il ciclista, come ogni conducente di veicoli a motore, non può rifiutarsi di sottoporsi al test dell’alcol se gli viene chiesto dalla polizia. In caso di rifiuto, gli viene applicata la sanzione più grave prevista per la guida in stato di ebbrezza, quella relativa al terzo scaglione (reato per il tasso di alcol superiore a 1,5 g/l). Tuttavia, se questi non ha provocato incidenti e il suo comportamento non è abituale, può essere applicato il beneficio della particolare tenuità del fatto, con conseguente disapplicazione della sanzione penale. Resta però la fedina penale macchiata. 

Lesioni e risarcimento

Ben potrebbe succedere che il ciclista provochi un incidente stradale causando un danno ad automobilisti che, nell’intento di evitarlo, sbandino di strada andando a sbattere contro le recinzioni o contro altri veicoli. In tal caso, il ciclista risponderà penalmente delle lesioni procurate e dovrà risarcire i relativi danni. Se minorenne, la sanzione penale si applica al conducente e l’obbligo di risarcimento ricade invece sui genitori.

Lo stesso dicasi se il pedone investe un passante, dovendo rispondere eventualmente delle lesioni o, nei casi più gravi, di omicidio stradale. 


note

[1] Cass sent. n. 35748/2021.

Autore immagine: depositphotos.com


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