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Quando uscire dall’ufficio senza timbrare il cartellino non è reato

19 Ottobre 2021
Quando uscire dall’ufficio senza timbrare il cartellino non è reato

Che succede se si esce prima dell’orario di chiusura senza timbrare il badge?

Fioccano le condanne per i pubblici dipendenti sorpresi fuori dall’ufficio in orario di lavoro. Da quando è stata modificata la legge e introdotto il nuovo reato, l’attenzione ai cosiddetti “furbetti del cartellino” è massima. Ma a volte, il giudizio penale si può chiudere con l’assoluzione. Lo prevede una norma, l’articolo 131-bis del Codice penale, che stabilisce l’archiviazione del giudizio per “particolare tenuità del fatto” quando il comportamento non è abituale. 

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha ulteriormente chiarito quando uscire dall’ufficio senza timbrare il cartellino non è reato. La questione merita un adeguato approfondimento. Prima però dobbiamo ricordare cosa prevede la legge.

Quando lasciare l’ufficio durante l’orario di lavoro è reato

Uscire dal lavoro senza timbrare il cartellino è reato. A stabilirlo è l’articolo 55 quinquies del decreto legislativo n. 55 del 2009. La norma stabilisce testualmente che: «il lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600. La medesima pena si applica al medico e a chiunque altro concorre nella commissione del delitto».

Come visto, si tratta di sanzioni che influiscono sulla fedina penale e che fanno scattare un licenziamento immediato. La legge quindi prevede un reato che scatta, ad esempio, nei seguenti casi:

  • a chi esce dall’ufficio durante le ore di lavoro senza timbrare il badge; 
  • a chi, subito dopo essere entrato in ufficio e aver pertanto timbrato il cartellino, esce dall’ufficio confidando nel fatto di risultare presente al lavoro;
  • a chi, per fare una cortesia a un collega, timbra il badge di questi quando invece è assente dal lavoro;
  • a chi presenta un falso certificato medico per restare a casa.

Quando uscire dall’ufficio può essere tollerato

Fermo restando che la condotta di chi esce dall’ufficio è sempre considerata reato, in alcuni casi però il processo penale si può chiudere con l’archiviazione e il perdono per «particolare tenuità del fatto». Ciò succede quando risulta che la prassi è tollerata dal superiore. 

La Corte ha perdonato gli imputati che si erano allontanati dall’ufficio senza timbrare il cartellino per bere un caffè e per recarsi in tabaccheria senza chiedere autorizzazioni. La  condotta era piuttosto frequente e, secondo le dichiarazioni di uno dei due impiegati, tollerata dai superiori. 

L’aspetto più interessante della sentenza sta nel fatto che sia stato applicato l’articolo 131-bis del Codice penale, quello appunto sulla particolare tenuità del fatto, ad abusi tutt’altro che isolati. Eppure, la norma stabilisce che tale beneficio non può essere concesso ai casi di condotte frequenti e abituali.

Interessanti sono le motivazioni fornite dagli Ermellini. Dalle prove testimoniali era risultato il formarsi di una sorta di affidamento del dipendente nella prassi generalizzata e nella tolleranza dei superiori. Tolleranza che certo non poteva escludere la consapevolezza dei lavoratori di compiere una condotta illecita (e dunque l’esistenza di un dolo) ma che di certo poteva contribuire a considerare meno riprovevole la complessiva condotta. Insomma, così considerata, la violazione può essere considerata come “unica”, in quanto rappresentata dalla stessa prassi di allontanarsi dall’ufficio. 


note

[1] Cass. sent. n. 29674/21 del 29.07.2021.


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