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Riparazione auto: chi può chiedere il risarcimento?

19 Ottobre 2021 | Autore:
Riparazione auto: chi può chiedere il risarcimento?

Non è necessario, al fine del rimborso delle spese di riparazione dell’auto, il certificato di proprietà: basta la dimostrazione della disponibilità del bene. 

Chi può chiedere il risarcimento per la riparazione dell’auto danneggiata da una buca o da un incidente stradale? A questa domanda offre risposta un’interessante ordinanza della Cassazione [1]. 

La Corte ha affrontato il caso di un automobilista che aveva chiesto al Comune il risarcimento dei danni causati dalla caduta in una buca stradale. L’uomo però, oltre a presentare il preventivo del carrozziere, non aveva prodotto il certificato di proprietà che attestasse la titolarità del mezzo e, quindi, la legittimazione a pretendere il rimborso delle spese. Di qui il rigetto della domanda in primo grado. Senonché, in Cassazione, le cose sono andate diversamente. 

Secondo i giudici supremi, chi può chiedere il risarcimento per la riparazione dell’auto non è solo il proprietario ma anche chi ne ha la disponibilità e, dunque, è in stretta relazione con il bene. 

Risultato: può chiedere il rimborso delle spese di riparazione per l’auto danneggiata da un sinistro stradale o dalla caduta in una buca anche chi non è il proprietario del mezzo. 

Per dimostrare la «disponibilità» materiale del bene sono sufficienti la fattura del carrozziere – che attesta il sostenimento delle spese per la riparazione e quindi l’interesse al risarcimento – e l’intestazione della polizza assicurativa. Quindi, anche senza la prova della titolarità del mezzo, offerta dal certificato di proprietà, si ha diritto al rimborso delle spese di riparazione. 

Il collegio, in particolare, ha affermato che è legittimato a domandare il risarcimento del danno stradale, consistente nel costo di riparazione di un autoveicolo danneggiato, non solo chi è proprietario o titolare di un diritto reale sul bene mobile, ma anche chi, avendo il possesso o la detenzione del veicolo, risponde nei confronti del proprietario dei danni allo stesso e ha provveduto a sue spese alla riparazione del mezzo. 

Nel caso esaminato, la fattura della carrozzeria intestata al ricorrente e la copertura assicurativa a suo nome non provano la proprietà della vettura ma la sua disponibilità, dunque il titolo del godimento del bene.

Il principio estende anche la legittimazione processuale in caso di contenzioso contro l’assicurazione o contro il Comune che non voglia provvedere al risarcimento dei danni. Si pensi al caso di un soggetto che, pur avendo acquistato l’automezzo da un’altra persona, non ha ancora provveduto alla trascrizione al Pra del passaggio di proprietà, non risultando ancora quale formale intestatario del veicolo. In tale ipotesi, l’acquirente potrebbe ugualmente agire in via stragiudiziale o dinanzi al giudice per ottenere il risarcimento del danno pur difettando della prova della titolarità del bene. 


note

[1] Cass. ord. n. 21779/21.


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