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Ore di guida e riposo degli autisti: cosa dice la legge

3 Gennaio 2022 | Autore:
Ore di guida e riposo degli autisti: cosa dice la legge

Le norme introdotte dall’ultimo Regolamento Ue sull’autotrasporto: quando devono fermarsi e per quanto tempo, quali i veicoli interessati.

Te lo trovi su strade e autostrade, guardi la targa o la scritta sul rimorchio per vedere da dove arriva e quando scopri che si tratta di un camionista dell’altra parte dell’Italia o dell’Europa ti chiedi: «Santo Cielo, ma da quanto tempo sta al volante quest’uomo?». Macinare centinaia di chilometri deve essere, senz’altro, un lavoro pesante. Tuttavia, ci sono delle regole che impongono un limite alle ore di guida e riposo degli autisti: cosa dice la legge?

Nel 2020, è entrato in vigore un Regolamento europeo [1] che fa parte del primo Pacchetto Mobilità sulla riforma dell’autotrasporto internazionale. Trattandosi di un provvedimento di questo genere, interessa immediatamente tutti gli Stati membri dell’Unione senza che ci sia l’obbligo di recepimento dai singoli governi. Tra le novità introdotte dal Regolamento, l’estensione ad altre tipologie di veicoli delle regole su orari di guida e riposo degli autotrasportatori. Ecco che cosa è stato deciso.

Regolamento Ue sull’autotrasporto: per quali veicoli?

Il Regolamento europeo sull’autotrasporto entrato in vigore il 20 agosto 2020 in tutti gli Stati membri dell’Unione allarga il proprio raggio di azione ai veicoli con massa complessiva tra 2,5 e 3,5 tonnellate (inclusi rimorchi o semirimorchi) che transitano a livello internazionale. Vuol dire che anche questi mezzi devono essere dotati di cronotachigrafo e che, di conseguenza, i loro autisti dovranno rispettare le regole sulle ore di guida e di riposo. Sono esenti i veicoli che trasportano in conto proprio o guidati da persone per cui la guida «non costituisce attività principale».

Esenti anche i veicoli industriali con massa complessiva non superiore a 7,5 tonnellate che vengono impiegati:

  • per il trasporto di materiali, attrezzature o macchinari che servono all’autista per l’esercizio della sua professione;
  • per la consegna di merci prodotte in modo artigianale, a condizione che la distanza da percorrere non superi i 100 km dalla sede dell’azienda e l’autista non abbia come attività principale la guida del mezzo.

In questi casi, dunque, non è richiesto il cronotachigrafo.

Cronotachigrafo: che cos’è?

L’abbiamo appena citato. Il cronotachigrafo che, come detto poco fa, è obbligatorio su certi mezzi pesanti è un dispositivo che registra tutti i dati riguardanti l’attività dell’autista su strada, cioè le ore di guida e di riposo osservate dall’autotrasportatore.

Una sorta di scatola nera, insomma, che immagazzina informazioni come il luogo da cui è partito il viaggio e dove finisce, la velocità, la distanza percorsa, eventuali anomalie e, appunto, quanto tempo è stato in moto e quanto è rimasto fermo durante il viaggio.

Qualche anno fa è stato introdotto, sempre da un Regolamento europeo [2], il cosiddetto cronotachigrafo intelligente, obbligatorio al posto del precedente tachigrafo digitale per tutti i veicoli pesanti immatricolati dopo il 15 giugno 2019. Gli altri mezzi, cioè quelli immatricolati prima di quella data, possono usare il cronotachigrafo digitale fino al 15 giugno 2031.

Qual è la differenza fra entrambi? Rispetto a quello digitale, il tachigrafo intelligente rileva automaticamente un tracciamento Gps ogni tre ore. In questo modo, sarà più difficile manomettere il dispositivo nel caso in cui non sia stata rispettata qualche regola sulle ore di guida o di riposo oppure si voglia evitare che venga memorizzata qualche altra informazione.

Quante ore devono guidare e riposare gli autisti?

Secondo la normativa, gli autisti non devono guidare più di:

  • 9 ore al giorno (può essere prolungato, come vedremo, di una o due ore solo in certi casi);
  • 56 ore alla settimana;
  • 90 ore per due settimane.

Le regole introdotte dall’Unione europea nel 2020 modificano in parte le ore di riposo degli autisti. Nel dettaglio, e come confermato da una successiva circolare del ministero dell’Interno, è stato stabilito che, in caso di multipresenza, cioè quando a bordo del veicolo ci sono due autisti perché il viaggio è particolarmente lungo, il conducente può effettuare un’interruzione di 45 minuti in un veicolo guidato dall’altro autista. A condizione, però, che chi effettua la pausa non debba assistere il conducente alla guida del veicolo.

I conducenti impegnati in trasporti internazionali di merci che guidano al di fuori dello Stato di stabilimento possono fare due riposi settimanali ridotti consecutivi, a patto che:

  • tali periodi ridotti di riposo abbiano inizio al di fuori dello Stato membro di stabilimento del datore di lavoro e al di fuori del Paese in cui si trova il luogo di residenza del conducente. Il riposo, però, può essere concluso nel Paese di residenza o di stabilimento del datore di lavoro se raggiunto con un mezzo pubblico;
  • nel corso di quattro settimane consecutive vengano effettuati almeno quattro periodi di riposo settimanale, di cui almeno due riposi regolari;
  • entro la fine della terza settimana consecutiva l’autista effettui un riposo compensativo equivalente a quello non osservato nelle due settimane precedenti (21 + 21 ore), collegandolo al periodo di riposo settimanale regolare con rientro in sede dell’impresa o nel luogo di loro residenza.

L’autista può essere sanzionato nel caso in cui prenda il riposo settimanale regolare e compensativo in cabina (deve scendere dal camion e riposare nel vero senso della parola in un alloggio adeguato, insomma). Tale sanzione viene comminata, però, solo in caso di controllo in flagranza. Eventuali spese per l’alloggio fuori dal veicolo sono a carico del datore di lavoro.

Il Regolamento impone anche di far rientrare l’autista al Paese dove ha sede l’azienda oppure alla sua residenza per il riposo settimanale regolare o per quello in compensazione superiore a 45 ore. Il rientro deve avvenire dopo quattro settimane consecutive di lavoro.

Nel caso in cui abbia compiuto due riposi settimanali ridotti consecutivi, l’autista deve tornare prima dell’inizio del riposo settimanale compensativo superiore a 45 ore. L’azienda è obbligata a conservare la documentazione che prova il rispetto di tale norma.

Quando può essere superato il tempo di guida dell’autista?

È possibile superare il tempo di guida giornaliero e settimanale per non più di un’ora e nel caso in cui il conducente stia rientrando nella sede di attività del datore di lavoro o nella sua residenza per svolgere il riposo settimanale, purché la stanchezza non pregiudichi la sicurezza stradale. Alle stesse condizioni, l’autista può superare l’orario di guida giornaliero o settimanale di due ore, purché faccia una sosta di 30 minuti consecutivi prima del periodo di guida aggiuntivo. Questa norma vale anche per l’autotrasporto nazionale.

In ogni caso, il superamento delle ore di guida deve essere compensato con un riposo equivalente, effettuato per intero assieme ad altri eventuali periodi di riposo entro la fine della terza settimana successiva alla settimana in questione. L’autista deve indicare a mano tutto ciò sul disco o sul tabulato del cronotachigrafo, precisando il motivo del superamento.


note

[1] Regolamento Ue n. 1054/2020 in vigore dal 20.08.2020.

[2] Regolamento CE 165/14.

Autore immagine: canva.com/


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