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Come aumentare la certificazione energetica

4 Gennaio 2022 | Autore:
Come aumentare la certificazione energetica

A che serve l’Ape e quali interventi possono migliorare la classe di un edificio, per risparmiare sulle bollette e per alzare il valore della casa.

Avere una casa più green significa, tra le cose più importanti, riuscire a risparmiare sulle bollette di luce e gas. Meno dispersioni di calore, una fonte rinnovabile per riscaldamento e corrente elettrica: il futuro va in quella direzione, come dimostrano anche gli incentivi dello Stato per riammodernare gli edifici grazie a ecobonus e superbonus. Agevolazioni che, però, vanno attestate e che devono garantire un risultato. Come aumentare la certificazione energetica per avere, da una parte, i bonus e dall’altra il risparmio (che significa un doppio vantaggio economico)?

Un grosso aiuto, tanto per cominciare a capire cosa è necessario fare nell’edificio, può arrivare da qualche ditta specializzata in grado di fare una dettagliata analisi dei punti più critici su cui intervenire: isolamento, pannelli, generatori di calore, infissi, ecc. In alcuni casi, non sarà necessario o possibile fare tutto. In altri, oltre che fattibile, può essere conveniente. Vediamo quali sono gli interventi più idonei ad aumentare la certificazione energetica.

Che cos’è la certificazione energetica?

Vediamo, innanzitutto, di che cosa stiamo parlando. La certificazione energetica o, per meglio dire, l’attestato di prestazione energetica (Ape) è il documento che descrive e attesta le caratteristiche energetiche di un edificio o di una singola casa. Contiene una scala di 10 lettere, dalla G (la classe più bassa) all’A4, quella più efficiente.

Il documento è obbligatorio in caso di compravendita o di affitto dell’immobile: non solo occorre consegnarlo all’acquirente o all’inquilino ma bisogna anche indicarlo nell’annuncio di vendita o di locazione. Viene richiesto anche quando si fa la richiesta dell’agibilità. Nel caso dei lavori per i quali si può usufruire del superbonus 110% deve essere fatto un attestato convenzionale, che è un apposito documento previsto solo per questa agevolazione.

L’Ape deve essere redatto da un tecnico abilitato, cioè da un certificatore energetico con specifiche competenze in materia di efficienza energetica degli edifici (un ingegnere, un geometra, un architetto).

L’attestato di prestazione energetica tiene conto di questi elementi:

  • caratteristiche geometriche e di esposizione dell’edificio;
  • murature e infissi;
  • impianti di riscaldamento, raffrescamento e per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • impianti di ventilazione meccanica;
  • sistemi di energia rinnovabile.

Sulla base di tutto ciò, viene fatto un calcolo dell’efficienza energetica utilizzando un software certificato. Successivamente, il tecnico compila l’attestato con la sintesi delle caratteristiche energetiche dell’immobile e lo consegna al proprietario affinché lo conservi insieme al libretto della caldaia. Una copia verrà fatta avere dal tecnico alla Regione di competenza.

Per quanto riguarda il costo della certificazione energetica, non esiste una cifra fissa, poiché dipende dalla parcella richiesta dal professionista o dalla città e dalle caratteristiche dell’immobile. Di norma, comunque, va da un minimo di 150 euro ad un massimo di 250 euro.

Come migliorare la classe energetica?

Ci sono alcuni interventi che possono determinare un salto di classe e, quindi, aumentare la certificazione energetica. Questo consente non solo di risparmiare su luce e gas ma anche di dare all’immobile un valore economico più alto. Ecco quali sono i più importanti.

L’isolamento termico dell’edificio

Se n’è parlato molto durante il superbonus 110%, anche perché era uno degli interventi cosiddetti trainanti, cioè indispensabili per avere l’agevolazione. Il lavoro di isolamento termico dell’edificio viene fatto, di norma, con il cappotto termico o coibentazione sia esterna sia interna della facciata.

Questo intervento riduce decisamente lo scambio di temperatura tra l’ambiente al di fuori dell’immobile e quello dentro l’edificio. Quando non è possibile posizionare i pannelli che formano il cappotto, si può pensare ad un intonaco termoisolante.

Il cappotto può aiutare a fare un salto fino a quattro classi energetiche se si parte dai gradini più bassi della scala e a risparmiare fino al 30% del consumo di energia.

La sostituzione degli infissi

Ovviamente, se i serramenti fanno entrare degli spifferi ovunque, viene banalizzato in buona parte l’intervento di isolamento termico dell’edificio. Allo scopo di aumentare la certificazione energetica, è importante quindi provvedere alla sostituzione degli infissi vecchi optando per quelli a doppio o a triplo vetro in modo da ottenere un doppio risultato: evitare che il calore interno si disperda durante l’inverno e che quello esterno dell’estate penetri nella casa, costringendo ad alzare l’aria condizionata o a riempire i locali di ventilatori elettrici, con il conseguente inutile consumo di corrente.

L’isolamento termico del tetto

Come sopra: il tetto è un’altra delle parti dell’edificio che registra la maggiore dispersione di calore. L’isolamento termico del «cappello» della casa consentirà di trattenere maggiormente il caldo all’interno quando va il riscaldamento e di non surriscaldare l’immobile quando il sole picchia d’estate.

L’intervento consente di aumentare la certificazione energetica fino a un paio di classi, quindi può essere conveniente anche da questo punto di vista.

Tra i materiali che vengono utilizzati per coibentare un tetto, i più comuni sono:

  • la lana di vetro;
  • i feltri di lana minerale;
  • l’aerogel;
  • la schiuma poliuretanica;
  • il poliuretano basso spessore;
  • il polistirene espanso estruso (conosciuto anche come XPS).

L’impianto di riscaldamento

Costruita la barriera esterna e interna per evitare dispersioni di calore e garantire un ambiente più fresco durante l’estate, non va trascurata la tipologia di impianto di riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Per aumentare la certificazione energetica di almeno due classi, è opportuno scegliere una di queste soluzioni:

  • la sostituzione della caldaia esistente con una caldaia a condensazione (l’altro intervento trainante del superbonus), che recupera e riutilizza il calore dei fumi di combustione e del vapore acqueo, consentendo un risparmio energetico notevole;
  • il termocamino alimentato a pellet o a legna, con cui è possibile scaldare sia i termosifoni sia l’acqua calda sanitaria. Possono essere, inoltre, collegati a dei pannelli solari per abbattere ulteriormente i consumi;
  • la pompa di calore geotermica, che permette di ridurre non solo i consumi in bolletta ma anche l’utilizzo di combustibili fossili. La Natura ringrazia.

I pannelli solari e fotovoltaici

È possibile aumentare la certificazione energetica anche con l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici. I primi riescono a ridurre quasi a zero i consumi del riscaldamento e dell’acqua calda sanitaria. I secondi aggiungono anche la produzione di energia elettrica.

Gli impianti fotovoltaici con accumulo danno la possibilità di tenere l’energia non utilizzata «in dispensa», cioè nelle batterie, per sfruttarla nell’uso delle cose quotidiane (il forno, la lavastoviglie, la lavatrice) anche di notte, quando il sole non c’è.

In questo modo, è possibile avere garantito fino all’80% del fabbisogno energetico durante tutto il giorno senza spendere un euro di corrente elettrica.



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