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Anno sabbatico scuola

6 Gennaio 2022 | Autore:
Anno sabbatico scuola

Aspettativa non retribuita per i docenti ed i dirigenti scolastici: anno di riflessione importante per la formazione.

Con il termine anno sabbatico si intende, generalmente, un anno di interruzione dell’attività lavorativa, del quale si può usufruire per motivi diversi, dalla formazione all’avvio di un’attività in proprio. Ma si può usufruire di un’aspettativa di un anno senza una finalità precisa, ad esempio per intraprendere un viaggio intorno al mondo?

Per il personale docente ed i dirigenti scolastici, è possibile usufruire del cosiddetto anno sabbatico scuola, o “anno di riflessione importante per la formazione”.

Si tratta di un congedo non retribuito della durata massima di un anno, del quale possono fruire i docenti e i dirigenti scolastici che hanno superato il periodo di prova.

Questo periodo di aspettativa non retribuita, per la precisione, non è pari a un solo anno nella vita lavorativa, ma spetta un anno scolastico ogni dieci anni.

Anche se l’annualità non è retribuita e contribuita, il docente o il dirigente che ne usufruisce può provvedere a proprie spese alla copertura dei contributi previdenziali. Ma procediamo con ordine.

Chi può beneficiare dell’anno sabbatico scuola?

Possono aver diritto all’anno sabbatico non retribuito:

  • i dirigenti scolastici;
  • i docenti di ruolo che hanno già superato il periodo di prova.

Sono invece esclusi da questa particolare aspettativa:

  • i docenti che non hanno ancora superato il periodo di prova;
  • gli insegnati assunti a tempo determinato.

Come si chiede l’anno sabbatico scuola?

Il docente, per usufruire dell’anno sabbatico, deve presentare l’apposita domanda al proprio dirigente scolastico.

L’istanza:

  • deve essere prodotta in carta semplice;
  • non deve essere motivata;
  • non deve recare alcuna certificazione o autocertificazione;
  • deve riportare solo il riferimento di legge [1] che permette al dipendente, avendone i requisiti, di fruire dell’anno sabbatico.

Il dirigente, ricevuta la domanda del docente, deve valutare la sua compatibilità con le esigenze di servizio.

Se, invece, è il dirigente scolastico a richiedere l’anno sabbatico, l’istanza deve essere presentata al dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale che, ugualmente, valuterà la compatibilità della richiesta con le esigenze di servizio, come chiarito nella nota in materia del ministero del Tesoro [2].

Pur essendo difatti l’aspettativa per anno sabbatico un diritto spettante al dipendente, questo congedo non è totalmente sottratto alla valutazione del dirigente scolastico o del dirigente dell’Ufficio Scolastico, che devono verificare la compatibilità della richiesta con le necessità connesse allo svolgimento dell’attività didattica.

Il ministero del Tesoro, nella nota sull’argomento [2], sottolinea anche l’opportunità di fruire dell’anno sabbatico in un’unica soluzione – nel limite massimo di un anno scolastico ogni dieci anni – per garantire la continuità didattica, prevedendo anche la possibilità di cumulo con ulteriori tipologie di aspettativa già previste dalla normativa contrattuale.

In merito alla compatibilità dell’anno sabbatico con le esigenze di servizio, bisogna però osservare che il Miur, in una circolare sull’argomento [3], sottrae la concessione del congedo alla discrezionalità dell’amministrazione. Secondo la prevalente dottrina, è da ritenere vincolante il parere del Miur, anche considerando che la nota del Tesoro non ha un potere vincolante per l’Amministrazione e non sembra essere stata recepita dal Miur.

Di conseguenza, la richiesta di fruizione del periodo di aspettativa è sottratta all’apprezzamento discrezionale dell’Amministrazione.

L’anno sabbatico può essere frazionato?

L’anno sabbatico scuola non può essere fruito in modo frazionato [3], pur potendo essere cumulato con altre tipologie di aspettative (motivi di famiglia, personali o di studio, per altra esperienza lavorativa etc.).

Se il docente o il dirigente fruisce di un periodo di durata inferiore a 12 mesi, non ha più il diritto di chiedere ulteriori periodi di aspettativa nell’arco del decennio considerato.

Aspettativa per motivi di famiglia e anno sabbatico

Il ministero del Tesoro [2] afferma che l’anno sabbatico è una tipologia aggiuntiva di aspettativa per motivi di famiglia e di studio prevista dal Contratto collettivo di categoria e deve essere ricondotta nell’ambito della disciplina di carattere generale stabilita per l’aspettativa per motivi di famiglia, salvo le innovazioni introdotte dalla legge.

Valutazione ai fini dell’anzianità e della pensione

In ogni caso, l’anno sabbatico non va computato ai fini della carriera né della pensione, a meno che il lavoratore interessato non provveda a proprie spese al pagamento dei contributi [4].

Più precisamente, questo congedo non è utile:

  • ai fini dell’anzianità di servizio;
  • per la progressione di carriera;
  • ai fini della continuità del servizio valutabile con punteggio specifico nelle procedure di mobilità e nella graduatoria interna, per l’individuazione del personale soprannumerario docente.

Si può lavorare durante l’anno sabbatico?

Come chiarito dall’Aran, al dipendente che fruisce dell’anno sabbatico non è permesso di poter instaurare un secondo rapporto di lavoro, né lo svolgimento di un’attività di lavoro autonomo, anche di natura libero professionale.

Quanto affermato vale durante la fruizione di periodi di aspettativa senza diritto alla retribuzione [5].

Questo, in quanto il rapporto di lavoro con la Pubblica amministrazione sussiste sempre, anche se sospeso dal congedo.

Può essere eventualmente consentita, dietro apposita autorizzazione dell’Amministrazione, un’attività lavorativa di natura occasionale.

L’autorizzazione è concessa sulla base delle vigenti disposizioni in materia di incompatibilità dei pubblici dipendenti. A questo proposito, ricordiamo che possono essere autorizzati altri incarichi di lavoro che rispondano alle seguenti condizioni:

  • temporaneità ed occasionalità dell’incarico;
  • assenza di conflitto d’interessi con l’amministrazione e con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione;
  • compatibilità dell’impegno lavorativo derivante dall’incarico con l’attività lavorativa di servizio cui il dipendente è addetto, tale da non pregiudicarne il regolare svolgimento.

Il Dipartimento della Funzione pubblica conferma la possibilità di autorizzare gli incarichi recanti i requisiti elencati durante l’anno sabbatico [6].


note

[1] Art.26 co. 14 L. 448/1998.

[2] Nota del Ministero del Tesoro 26/04/2000.

[3] Circolare Ministeriale 96/2000.

[4] Art. 5 D.lgs. 564/1996.

[5] Previsti dall’art. 11 del CCNL del 14.9.2000.

[6] DFP-0001187-P-11/01/2021.

Autore immagine: pixabay.com


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