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Erasmus per imprenditori, non solo per studenti

1 Giugno 2015
Erasmus per imprenditori, non solo per studenti

Con il progetto “Erasmus per giovani imprenditori” è possibile fare esperienza in un’impresa di un altro paese dell’UE, a contatto con un imprenditore dello stesso settore e con un contributo spese da 500 a mille euro al mese.

Erasmus non è più solo per gli studenti: anche chi ha un’idea di impresa o una Pmi di non oltre tre anni di vita può partecipare al progetto “Erasmus per giovani imprenditori” finanziato dalla Commissione Ue. Oltre al nome “Erasmus”, il nuovo progetto ha in comune, con quello nato per gli universitari, il fatto che l’esperienza avviene all’estero, in un altro Paese dell’UE, ed è previsto un rimborso spese. In questo caso, però, a beneficiare dei fondi non è uno studente, ma chi vuol fare impresa o già la fa da poco tempo (massimo 3 anni) ed è interessato a studiare i processi produttivi e le strategie di mercato fuori dall’Italia. In pratica, viene concesso di fare un’esperienza “sul campo”, da uno a sei mesi, ospitati da un “collega” senior che, in genere, opera nello stesso settore e da cui attingere i “trucchi del mestiere”. Con quest’ultimo l’imprenditore si instaura un rapporto “alla pari”. Insomma, si tratta di uno scambio di competenze professionali (e linguistiche).

Il progetto, coordinato da Eurochambres, l’Associazione europea delle Camere di commercio, è decollato nel 2009 e finora sono oltre 5mila gli imprenditori europei che hanno partecipato.

Come candidarsi

Non sono richiesti limiti di età, se non l’impresa che deve essere nata da non più di tre anni (anche se le statistiche rivelano che, a candidarsi, sono al 90% gli imprenditori con meno di 40 anni). I settori più gettonati sono quelli della pubblicità, consulenza legale, architettura, turismo, spettacolo e formazione.

La candidatura si presenta al momento della richiesta di iscrizione stessa, iscrizione che deve avvenire online sul sito dedicato e in inglese (www.erasmus-entrepreneurs.eu).

Una volta compilato il formulario è necessario allegare i seguenti documenti:

– il curriculum,

– la lettera di motivazioni

– il business plan.

Quanto al c.v., è meglio che sia in formato Europass. Può essere scritto in qualsiasi lingua, meglio però che si tratti dell’inglese che è l’idioma utilizzato nel database del progetto.

Nella lettera di motivazioni occorre indicare gli obiettivi che si intende perseguire e le proprie aspettative.

Il business plan va presentato in doppia versione: una più dettagliata e una riassuntiva di 2mila caratteri: può essere redatto in qualsiasi lingua, ma sempre meglio usare l’inglese.

Entrambe le versioni del business plan devono contenere una descrizione dei prodotti o servizi offerti, un’analisi di marketing e un piano finanziario con le stime di ricavi e utili attesi nei due anni successivi.

Bisogna, non in ultimo, specificare bene il settore di appartenenza della propria start up o futura impresa.

I centri di contatto

È possibile scegliere fino a quattro Paesi in cui si vuol fare l’esperienza tra una rosa di 37 opportunità. Gli italiani preferiscono, di norma, Spagna, Belgio e Gran Bretagna.

I candidati dovranno poi selezionare un centro di contatto locale tra quelli attivi nel Paese di residenza. In Italia attualmente sono 24. Il centro sarà la guida e l’interlocutore di riferimento per l’intera durata dell’esperienza.

La durata del soggiorno

Il candidato deve indicare la data e durata del soggiorno: più si è flessibili nella scelta, maggiori chance si hanno di trovare un imprenditore ospitante.

La decisione

Fatto tutto ciò non resta che attendere il verdetto che di solito arriva entro 14 giorni. In caso di accoglimento della domanda, l’imprenditore accede al database online in cui sono raccolte tutte le candidature per individuare un partner idoneo con l’aiuto del centro di contatto locale.

Il contributo spese

Il rimborso spese è variabile: da un minimo di 530 euro al mese per l’Albania a un massimo di 1.100 per Norvegia e Danimarca.

Il contributo viene erogato in più tranche, nei termini stabiliti dall’accordo sottoscritto con il centro di contatto locale.



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