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Fideiussione: cos’è e come funziona

6 Gennaio 2022 | Autore:
Fideiussione: cos’è e come funziona

Come viene fatta e che cosa comporta la polizza che garantisce per il debito di un’altra persona? Quali sono i diritti del fideiussore?

Quando si prende un impegno economico importante, come l’acquisto di un immobile, nella maggior parte dei casi è necessario chiedere un finanziamento alla banca. La speranza è quella di onorare il debito pagando in prima persona fino all’ultima rata. Spesso, però, la durata del mutuo è lunga e la porta degli imprevisti è sempre aperta: la perdita del lavoro, un problema di salute che comporta delle spese elevate per le cure, un guasto irreparabile all’auto che costringe all’acquisto di una macchina nuova per poter lavorare, ecc. Sono momenti di difficoltà che possono compromettere il versamento delle rate mensili a breve o a medio termine. Tra le soluzioni più plausibili per evitare ulteriori problemi con il mutuo c’è quella della fideiussione: che cos’è e come funziona? Si tratta, in poche parole, dell’intervento di una terza persona che sottoscrive un contratto con l’istituto di credito per mettere a disposizione i suoi beni nel caso in cui il titolare del finanziamento si trovasse in una situazione come quelle sopra citate.

In sostanza, se un mutuatario non riesce ad onorare il suo impegno, sarà il fideiussore a farlo al posto suo. A differenza dell’ipoteca, dunque, la garanzia di cui dispone il creditore non è un bene specifico ma il patrimonio del fideiussore.

Esistono, come vedremo tra un istante, diversi tipi di fideiussione, anche se la finalità è sempre la stessa. Ecco, allora, cos’è e come funziona questo contratto.

Che cos’è la fideiussione?

Entrando più nel dettaglio, la fideiussione è una polizza che una persona sottoscrive con un istituto di credito tramite la quale si impegna a garantire con il proprio patrimonio l’obbligazione finanziaria contratta da un’altra persona. Detto in un altro modo, si tratta della disponibilità a corrispondere con i propri beni il debito assunto da un altro soggetto nel caso in cui quest’ultimo non riuscisse a pagarlo.

La fideiussione rappresenta, quindi, un’ulteriore garanzia per la banca nel momento in cui deve concedere un finanziamento a lungo termine, com’è il caso del mutuo per l’acquisto di un immobile. A differenza del pegno o dell’ipoteca, in questo caso il creditore può contare non su un bene concreto ma sul patrimonio di una terza persona, quella con cui sottoscrive la polizza di fideiussione.

Il Codice civile precisa, inoltre, che questo strumento di garanzia è efficace «anche se il debitore non ne è a conoscenza» [1]. Si pensi al genitore che, senza dire nulla al figlio, firma una fideiussione con l’istituto presso il quale il ragazzo ha chiesto un mutuo per comprare casa per tutelarlo da eventuali futuri problemi finanziari. Ma dice anche che la fideiussione non è valida se non lo è nemmeno l’obbligazione principale, a meno che sia prestata per un’obbligazione assunta da una persona legalmente incapace, vale a dire da chi è sottoposto ad amministrazione di sostegno, è interdetto o inabilitato.

Fideiussione: cosa comporta?

Nel momento in cui si sottoscrive una fideiussione, scatta la responsabilità solidale di debitore e fideiussore nei confronti del creditore. Vuol dire che la banca può pretendere indistintamente da entrambi il pagamento della rata non versata, a meno che il contratto preveda il cosiddetto «beneficio di preventiva escussione del debitore principale». Cosa significa? Significa che il creditore dovrà bussare per forza prima alla porta di chi ha sottoscritto il finanziamento e, solo in caso di mancato pagamento, a quella del fideiussore.

Va detto che la fideiussione non deve coprire per forza tutto il debito contratto da un’altra persona: è possibile fare la polizza solo per una parte del debito. Ad ogni modo, alla scadenza del finanziamento, la banca ha sei mesi di tempo per agire in giudizio contro debitore o fideiussore allo scopo di contestare eventuali problemi sorti durante il piano di ammortamento. Se ciò non succede, al termine di quei sei mesi il fideiussore è completamente libero da ogni impegno verso il creditore.

Fideiussione: quali tipi esistono?

Abbiamo detto in apertura che esistono diversi tipi di fideiussione. Se ne distinguono, fondamentalmente, due:

  • la fideiussione solidale: è quella stipulata tra due o più banche che si prendono l’impegno sul debito del contraente. Tuttavia, comporta un tetto di spesa entro la quale il fideiussore non è obbligato ad intervenire;
  • fideiussione con beneficio d’esecuzione: in questo caso, la banca e il beneficiario sono reciprocamente impegnati solo per l’importo residuo. Inoltre, il debitore si deve rivolgere al fideiussore prima che alla banca in caso di mancato pagamento.

Fideiussione: ci sono dei costi da sostenere?

Il costo di entrambe le fideiussioni grava sul debitore, che dovrà anche versare all’inizio una certa somma come garanzia.

Si tenga conto che, di norma, la commissione sulla polizza è attorno all’1%. Ci sarà da pagare anche i tassi di interesse, che possono andare da un minimo dello 0,75% fino ad un massimo di circa il 3%.

Ci può essere più di un fideiussore?

La legge consente che più persone possano prestare una fideiussione per lo stesso debitore e a garanzia dello stesso debito [2]. In questo caso, ciascuno dei fideiussori risponde per l’intero debito, a meno che sia stato concordato il beneficio della divisione, e deve essere a conoscenza dell’esistenza delle altre garanzie.

Il beneficio della divisione, appena citato, consente a ogni fideiussore che intervenga per il pagamento dell’intero debito di chiedere che il creditore riduca le sue pretese nei suoi confronti alla sola parte che gli spetta. In altre parole, se i fideiussori sono quattro, ciascuno di loro potrà esigere in base al beneficio della divisione di pagare un quarto del debito.

Fideiussione: che cos’è il diritto di regresso?

Il fideiussore che garantisce con il proprio patrimonio sul debito di un altro può esercitare il diritto di regresso contro il debitore, anche se quest’ultimo non sapeva della prestata fideiussione. Il regresso comprenderà sia il capitale sia gli interessi. Ma anche le spese che il fideiussore ha sostenuto dopo aver comunicato formalmente al debitore delle istanze avanzate contro di lui, ad esempio in sede giudiziaria. Si avrà anche diritto agli interessi legali sulle somme versato dal giorno del pagamento.

Tutto ciò vale nel caso in cui il fideiussore abbia garantito per un solo debitore o per più di uno obbligato in solido.


note

[1] Art. 1936 cod. civ.

[2] Art. 1946 cod. civ.


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