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I casi giudiziari di Berlusconi – I grandi processi d’Italia

7 Gennaio 2022 | Autore:
I casi giudiziari di Berlusconi – I grandi processi d’Italia

Tutti i processi del Cavaliere: condanne e assoluzioni dagli anni Novanta ad oggi. L’inchiesta Ruby Ter è ancora in corso.

La fine del sistema politico provocata dall’inchiesta “Mani pulite” spalancò le porte alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, che nel 1994 fondò Forza Italia, ottenendo subito un buon risultato elettorale e conquistando il Governo (da allora è stato premier 4 volte, fino al 2011). Presto iniziò contro di lui una raffica di procedimenti giudiziari: nel corso del tempo, è stato accusato di corruzione dei giudici, di concorso in associazione mafiosa, di falso in bilancio, di frode fiscale e di induzione alla prostituzione.

Solo in una vicenda – il processo Mediaset – Berlusconi è stato condannato in via definitiva, nel 2013, a 4 anni di reclusione, di cui tre cancellati dall’indulto. Ha scontato l’anno di pena rimanente ai servizi sociali, dopodiché ha ottenuto la riabilitazione. Gli altri processi si sono conclusi con varie formule e sempre senza condanna definitiva: assoluzione, proscioglimento, archiviazione, prescrizione, depenalizzazione dei reati (le prescrizioni definitive finora sono otto).

Nel processo chiamato “Lodo Mondadori” Berlusconi era accusato, insieme a Cesare Previti (l’avvocato della Fininvest) ed altri, di aver corrotto i giudici di Roma in una causa civile di grande valore riguardante la sua casa editrice, la Arnoldo Mondadori Editore, che all’epoca era contesa con l’imprenditore Carlo de Benedetti. La corruzione dei magistrati è emersa e il flusso di tangenti (versate per oltre 3 miliardi di lire) è stato ricostruito, ma il Cavaliere non è stato condannato (a differenza dei vari magistrati corrotti e di Previti, che è stato riconosciuto come il corruttore) ed ha infine ottenuto, nel 2001, la prescrizione (all’epoca, la corruzione si prescriveva in soli 7 anni e mezzo e i fatti costituenti reato risalivano al 1991).

Sono ancora in corso, invece, i vari filoni dei processi riguardanti l’induzione alla prostituzione: secondo la pubblica accusa, Berlusconi avrebbe organizzato un giro di feste nelle sue abitazioni, a partire dalla villa di Arcore, invitando escort a pagamento, tra cui molte giovani ragazze pagate per esibirsi in scene di sesso ed anche per prostituirsi. È il giro del “bunga bunga”. Berlusconi ha sempre negato le accuse, sostenendo che si trattava di un innocuo burlesque e che le ragazze erano libere; ma al di là di questo è stato accusato anche per aver indotto alcune ragazze a rendere una falsa testimonianza, versando loro una cospicua somma mensile in cambio del loro silenzio.

Tra queste donne, che secondo la procura di Milano erano state messe “a libro paga” da Berlusconi e dai suoi fedelissimi, spicca il nome di Ruby detta “rubacuori”, una ragazza marocchina che fu tra le principali protagoniste dello scandalo e che nel 2010, quando frequentava la villa di Arcore, era ancora minorenne. Ecco come si sono svolti i fatti.

Nel primo processo Ruby, Berlusconi è stato assolto con sentenza definitiva dall’accusa di prostituzione minorile (in primo grado era stato condannato a 7 anni), pur essendo consapevole che la ragazza non aveva ancora compiuto 18 anni (all’epoca dei fatti veniva spacciata come nipote dell’allora presidente egiziano Mubarak: una bugia clamorosa, ma non attribuibile a Berlusconi).

Berlusconi era stato anche assolto, nel processo Ruby bis, dall’accusa di concussione (quando, sempre nel 2010, come presidente del Consiglio in carica, secondo l’accusa aveva fatto pressioni sui funzionari della questura di Milano per far rilasciare la ragazza che era stata fermata per accertamenti).

Adesso, il processo Ruby è arrivato alla terza edizione e vede Berlusconi imputato del reato di corruzione e induzione alla falsa testimonianza delle “Olgettine”, una trentina di ragazze che partecipavano alle sue feste e sono state anch’esse imputate: secondo l’accusa, erano state pagate per rendere dichiarazioni compiacenti, che scagionavano il Cavaliere. Ma il processo non riesce a concludersi perché Berlusconi è spesso malato o ricoverato e non compare alle udienze (la Procura è convinta che sia una strategia e che queste assenze siano strumentali e ingiustificate, ma il tribunale ha accolto le richieste di legittimo impedimento).

Alcuni dei coimputati, invece, sono già stati condannati da tempo, come l’agente di spettacolo Lele Mora, il giornalista Emilio Fede e l’ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, che avrebbero fatto da tramite per procurare a Berlusconi ragazze “disponibili” agli incontri che avvenivano nella sua villa.

Intanto, il processo Ruby ter prosegue contro Berlusconi ed è presto per dire la parola fine su questa ingarbugliata vicenda. Però un importante segnale è arrivato il 21 ottobre 2021: il tribunale di Siena ha assolto il Cavaliere dall’accusa di corruzione delle Olgettine con formula piena, perché il fatto non sussiste. Questo è soltanto uno dei vari filoni in cui si è spezzettato il processo Ruby, che è stato diviso in vari tribunali d’Italia per questioni di competenza territoriale: gli altri tronconi sono ancora pendenti a Milano, Roma e Bari.

C’è anche una pesante ombra per la morte di una ragazza in circostanze sospette nel 2019, dopo una lunga agonia in ospedale: si chiamava Imane Fadil ed era una testimone chiave nel processo. I primi giudici avevano escluso l’avvelenamento ad opera di terzi e hanno attribuito il decesso a cause naturali, escludendo l’omicidio; ma i familiari della vittima hanno chiesto la riapertura del caso: sembra che all’origine della morte vi sia uno strano “mix di sostanze radioattive”, rilevato dalle analisi tossicologiche. Le indagini sono in corso.



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