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Si può aprire un conto corrente senza residenza?

7 Gennaio 2022 | Autore:
Si può aprire un conto corrente senza residenza?

Conto bancario: possono esserne titolari le persone che non hanno la residenza fiscale in Italia? Conto per non residenti: quali sono i costi e a cosa serve?

Il conto in banca o alle poste è divenuto praticamente obbligatorio, visto che stipendi e pensioni sono accreditati solamente tramite metodi che ne garantiscono la tracciabilità. Il conto corrente facilita in generale ogni tipo di transazione: dalle domiciliazioni per il pagamento delle bollette ai bonifici, quasi ogni operazione passa per il proprio conto personale. Con questo articolo vedremo se si può aprire un conto corrente senza residenza.

L’argomento interesserà soprattutto coloro che, stranieri oppure italiani, non risiedono nella penisola. In casi del genere, è possibile diventare correntisti? Come comportarsi in questi casi? Una persona residente all’estero ma che, per lavoro, frequenta molto l’Italia, può chiedere di aprire un conto corrente? In definitiva: si può aprire un conto corrente senza residenza? Scopriamolo insieme.

Cos’è il conto corrente?

Il conto corrente è un contratto a tutti gli effetti, intercorrente tra il cliente e un istituto di credito (banca o Poste).

Il contratto di conto corrente può essere diverso a seconda delle clausole contenute. In linea di massima, però, ogni conto corrente prevede il deposito di una certa quantità di denaro, la quale può essere impiegata dal cliente avvalendosi della moneta elettronica (o moneta bancaria).

Ad esempio, chi ha un conto in banca può utilizzare alcuni strumenti (carta di credito, bonifico, assegno, ecc.) che consentono validamente di compiere un’operazione di pagamento.

Con il conto corrente, in pratica, una persona apre una specie di fondo ove colloca il proprio denaro; così facendo, il titolare può gestire tutti i suoi affari (entrate e uscite, incassi e pagamenti) attraverso quel conto, compiendo operazioni sia attive che passive.

Cosa si può fare con il conto corrente?

Con il conto corrente è possibile compiere molte operazioni:

  • tramite le domiciliazioni bancarie è possibile pagare direttamente le utenze senza doversi recare ogni volta allo sportello, in quanto il prelievo avviene automaticamente;
  • accreditare lo stipendio e la pensione;
  • effettuare pagamenti mediante bonifico;
  • pagare mediante carte di credito collegate direttamente al conto corrente;
  • gestire le operazioni anche da casa, grazie ai servizi di home banking oppure comodamente con lo smartphone utilizzando le opportune applicazioni.

Conto corrente: può aprirlo una persona non residente?

Anche le persone non residenti in Italia possono aprire un conto corrente presso uno degli istituti di credito presenti sul territorio.

Il conto corrente per non residenti è destinato a coloro che, italiani o stranieri, non hanno la residenza fiscale in Italia, cioè a quanti:

  • non siano iscritti all’anagrafe dei residenti da 183 giorni;
  • non abbiano domicilio in Italia da sei mesi;
  • non abbiano dimora abituale per più di metà anno.

Conto corrente non residenti: come funziona?

Chi si trova nelle condizioni indicate nel precedente paragrafo, chi non ha cioè la residenza italiana, può chiedere l’apertura di un conto corrente per non residenti.

L’apertura di un conto del genere non presenta particolari differenze rispetto alla normale apertura di un conto per residenti. Occorre però avere cura di indicare un indirizzo italiano a cui inviare le comunicazioni, qualora la banca ne richiedesse uno. Tale indirizzo può essere anche quello di un familiare o di un conoscente.

Occorre inoltre compilare tutti i moduli che la banca riterrà opportuni. Nel caso in cui non si possa sottoscrivere il contratto in presenza, occorrerà firmare gli atti davanti a un notaio che ne autentichi la firma.

Conto corrente non residenti: quanto costa?

L’unico vero problema del conto corrente per i non residenti è il suo costo, superiore all’apertura del conto da parte di un residente.

Le maggiori spese derivano sostanzialmente da due ragioni: le commissioni più alte e il cambio valutario. Quest’ultimo problema si pone solo per i non residenti provenienti da Paesi extraeuropei.

Oltretutto, un aumento dei costi di apertura di un conto corrente per non residenti è dovuto anche alle norme antiriciclaggio che ogni banca deve applicare. Per questo ai cittadini italiani residenti all’estero viene vietato di essere cointestatari di un conto corrente italiano insieme a un italiano che risiede in Italia.

Conto corrente iscritti Aire: come funziona?

Quanto appena detto vale anche per i cittadini italiani regolarmente iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire): anche per loro è possibile aprire il conto per non residenti, ovviamente sostenendo tutte le spese e gli oneri previsti.

In particolare, gli italiani non residenti hanno l’obbligo di chiudere il conto corrente italiano e trasferire tutte le somme sul conto corrente per i non residenti, a patto che tale conto venga aperto presso una banca regolarmente operante in Italia.

Tale regola, che impone costi più elevati rispetto al conto corrente ordinario, ha il suo fondamento nelle norme antiriciclaggio e vieta anche ai cittadini italiani non residenti di essere cointestatari di un conto corrente ordinario insieme ad un cittadino italiano residente.

In estrema sintesi, dunque, l’italiano iscritto all’Aire dovrà: chiudere il proprio precedente conto corrente ordinario; aprire un conto corrente, sempre in Italia, ma riservato appositamente ai non residenti; essere l’unico intestatario.

Conto corrente non residenti: a cosa serve?

Il conto corrente per non residenti può essere davvero utile, tanto quanto lo è per i residenti. Si pensi allo straniero che, pur non vivendo in Italia, intrattiene nel Paese diversi rapporti economici e, per tale ragione, ha bisogno di un conto ove farsi accreditare i pagamenti. Ma non solo.

Il conto corrente, consentendo di compiere operazioni come la domiciliazione dei pagamenti, permette al non residente che debba affrontare periodicamente delle spese in Italia di non avere preoccupazioni, in quanto sarà la banca a pagare, in maniera automatica, quando ce ne sarà bisogno.

Si pensi ad esempio al non residente che possiede un immobile in Italia di cui deve pagare le bollette e le imposte: con la domiciliazione sul conto italiano, i prelievi potranno avvenire direttamente dal conto.


note

[1] Art. 1823 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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1 Commento

  1. L’articolo contiene degli errori. La VI Commissione Permanente (Finanze) della Camera dei Deputati ha chiarito che a) «il collegamento tra l’entità della commissione richiesta per la gestione del conto corrente e la effettuazione di controlli fiscali non può, comunque, essere posto a fondamento della richiesta di commissioni bancarie più alte»; b) «secondo la vigente normativa antiriciclaggio e la relativa normativa secondaria di attuazione, non sussiste alcun obbligo di chiusura di conti correnti per i cittadini italiani non residenti. L’eventuale interruzione del rapporto continuativo con l’intermediario finanziario (banca o poste italiane) ovvero il rifiuto all’instaurazione del rapporto risulta collegato esclusivamente all’impossibilità oggettiva di effettuare o completare, entro i termini prescritti dalla legge, l’adeguata verifica del cliente». Fonte: documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/12/11/leg.18.bol0293.data20191211.com06.pdf.

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