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Dove finiscono le bici rubate?

8 Gennaio 2022 | Autore:
Dove finiscono le bici rubate?

Come sono puniti i ladri di biciclette? Rubare un velocipede è furto aggravato? Cosa succede alle biciclette sottratte illecitamente?

Uno dei furti più comuni è quello delle biciclette. Facili da rubare, soprattutto se incustodite, possono fare gola a malintenzionati che, dal furto, riescono a ricavare qualcosa, magari rivendendole a privati oppure a vere e proprie organizzazioni criminali. Con questo articolo vedremo dove finiscono le bici rubate.

Prima di rispondere a questa domanda, però, occorre chiarire che tipo di reato commette chi ruba una bicicletta. Come si dirà, tutto dipende dalle circostanze: per la legge, infatti, una cosa è rubare una bicicletta in presenza del proprietario, una cosa è sottrarla quando è legata con la catena e altra cosa ancora è rubarla quando è stata lasciata momentaneamente incustodita. Può sembrare strano, ma ad ognuna di queste circostanze corrisponde un tipo di reato diverso. Infine, risponderemo alla domanda posta nel titolo di questo articolo: dove finiscono le bici rubate?

Furto di bici in presenza del proprietario: com’è punito?

Rubare una bicicletta in presenza del suo legittimo proprietario configura il reato di furto semplice, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro [1].

Classica ipotesi è quella del ladro che, approfittando del fatto che il proprietario del velocipede non è in sella perché impegnato a chattare col cellulare, si impossessa della bici e fugge via.

Trattandosi di reato procedibile a querela, solo la vittima del furto potrà segnalare il fatto alle autorità, entro il termine di tre mesi; eventuali passanti che hanno assistito al fatto non potranno sporgere denuncia.

Furto di bici legata con la catena: com’è punito?

Ben diverso è il caso del furto di una bicicletta che era stata legata con la catena a un palo, a una ringhiera o ad altra cosa non rimovibile.

Secondo la Corte di Cassazione [2] non ci sono dubbi: rubare una bicicletta legata, spezzando o rompendo ciò che la assicura a un altro oggetto (presumibilmente inamovibile), costituisce il reato di furto aggravato dalla violenza sulle cose, punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 927 a 1.500 euro [3].

In un caso del genere, trattandosi di delitto procedibile d’ufficio, chiunque può sporgere denuncia per il reato commesso, anche la persona che, passando per puro caso davanti al luogo ove si sta commettendo il fatto, assiste alla realizzazione del crimine.

Furto di bici incustodita: com’è punito?

Come spiegato nell’articolo “Furto bicicletta, cosa fare“, chi ruba una bici lasciata momentaneamente incustodita dal proprietario commette il reato di furto aggravato perché commesso su cosa lasciata alla pubblica fede. La pena è la stessa prevista nel paragrafo precedente: la reclusione da due a sei anni e la multa da 927 a 1.500 euro.

Affinché si integri questo tipo di reato occorre che la bicicletta sia lasciata solo temporaneamente incustodita, ad esempio perché il proprietario si è allontanato per fare una commissione veloce oppure per entrare in un negozio. Solo in questo caso, quando il titolare confida nel fatto che le altre persone rispettino la sua proprietà privata, potrà aversi l’ipotesi di furto aggravato.

Al contrario, chi ruba una bici lasciata completamente incustodita dal suo proprietario, magari di notte o per un lungo periodo di tempo, commette il reato visto nel primo paragrafo, quello di furto semplice.

Secondo la Cassazione [5], l’aggravante in commento non scatta a carico di chi ruba una bici lasciata incustodita per strada: non si può infatti ritenere radicata l’abitudine di lasciare il velocipede senza una minima protezione, specie in città.

Bici rubate: dove vanno a finire?

Vediamo ora dove finiscono le bici rubate. In linea di massima, possiamo distinguere tre ipotesi:

  • il ladro fa un uso “egoistico” del bene rubato, nel senso che lo utilizza per sé. È un po’ quello che accade nel celeberrimo film “Ladri di biciclette”;
  • chi ha commesso il furto rivende la bici a un privato, guadagnando dalla somma ottenuta;
  • il ladro rivende la refurtiva a vere e proprie organizzazioni criminali, le quali gestiscono un mercato nero delle biciclette parallelo a quello legale. A volte, le bici, se in buone condizioni, sono cedute come nuove ai rivenditori ufficiali.

Ovviamente, le biciclette più ambite sono quelle di elevato valore, le quali fanno gola a quanti ne commissionano il furto per poi lucrare sulla rivendita.

Bici rubate: quando c’è ricettazione?

Chi acquista una bici rubata credendo di concludere un buon affare rischia di commettere il grave reato di ricettazione.

Secondo la legge [6], si ha ricettazione quando una persona, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare. La pena prevista è la reclusione da due ad otto anni e la multa da 516 a 10329 euro.

La ricettazione consiste nel prendere con sé qualcosa (un bene, come un gioiello o, appunto, una bici) che proviene da un delitto precedentemente commesso, con lo scopo di trarne un guadagno.

Pertanto, chi acquista una bici che è evidentemente frutto di un reato commette a propria volta il grave delitto di ricettazione. Si pensi a chi acquista a pochi soldi una mountain bike di ultima generazione oppure una bici da corsa professionale.

Per ulteriori informazioni sul tema si rinvia alla lettura dell’articolo Incauto acquisto e ricettazione: differenze.


note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 37882 del 21 ottobre 2021.

[3] Art. 625, nr. 2), cod. pen.

[4] Art. 625, nr. 7), cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 4200 del 30 gennaio 2017.

[6] Art. 648 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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