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A quale giudice rivolgersi se compri l’auto in Germania o in altro stato estero?

24 Giugno 2014
A quale giudice rivolgersi se compri l’auto in Germania o in altro stato estero?

Non si applica il foro dove il contratto è stato concluso, ma quello ove deve avvenire la consegna materiale dei beni ossia dove l’acquirente deve conseguire il “potere di fatto” sull’autoveicolo.

Non ci sono dubbi: per le Sezioni Unite della Cassazione, il cittadino italiano che compra un’auto all’estero, deve, in caso di contestazioni sulla vendita, rivolgersi ai nostri Tribunali. È questa la sintesi di una importante sentenza [1] di qualche giorno fa che pone fine a un interessante dibattito giurisprudenziale.

Dunque, in caso di vendita internazionale di cose mobili è competente a decidere il giudice del luogo della prestazione di consegna, ossia quello del territorio ove debba essere materialmente consegnato il bene. È ciò che, infatti, allo stato attuale, impone la legge [2].

La questione decisa risulta tutt’altro che marginale, posto l’elevato numero di automobilisti italiani che si rivolge al mercato straniero (e, in particolar modo, quello tedesco): ciò vale sia per il “nuovo”, che per l’usato, che per le vetture aziendali o a “chilometri zero”.

Se dovessero sorgere controversie in merito alla vettura, alla consegna dei documenti, alla garanzia, alla qualità del veicolo acquistato o a qualsiasi altra questione inerente al contratto di vendita, il consumatore non dovrà andare a fare una causa all’estero, ma potrà rivolgersi al giudice italiano. Il che rappresenta un apprezzabile risultato: una conquista sia per quanto attiene alla libertà dei cittadini europei di acquistare i beni anche negli altri Stati membri, sia alla tutela del consumatore che non sarà costretto, così, subire ostacoli di sorta nella tutela dei propri diritti.

La sentenza specifica che il giudice italiano è competente anche se non vi siano state, tra venditore e acquirente, specifiche pattuizioni sul luogo esatto di consegna dei beni (come nel caso, per esempio, in cui il venditore adempia l’obbligazione consegnando i beni al primo vettore).
 Ciò che, infatti, rileva, secondo le Sezioni Unite, è il luogo di esecuzione della prestazione, ossia dove deve avvenire la consegna materiale del bene.

Il regolamento CE prevede che, in tema di vendita internazionale, il luogo di esecuzione presso cui deve essere convenuta la parte è quello in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto.
 Dunque, nel caso in cui non vi sia un diverso accordo tra le parti, la giurisdizione va individuata non in base al diritto sostanziale applicabile al contratto (che imporrebbe il luogo ove il contratto è stato concluso), ma nel luogo della consegna materiale della merce, mediante la quale l’acquirente ha conseguito o avrebbe dovuto conseguire il potere di disporre effettivamente dei beni stessi.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 13941/14 del 19.06.2014.

[2] In applicazione del dettato dell’art. 5, n. 1, lett. b), del Regolamento CE n. 44/2001.

 

Autore immagine: 123rf com


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