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Compilazione ed invio questionario Agenzia delle Entrate

25 Ottobre 2021
Compilazione ed invio questionario Agenzia delle Entrate

L’omessa o intempestiva risposta al questionario è legittimamente sanzionata con la preclusione amministrativa e processuale di allegazione di dati e documenti non forniti nella sede precontenziosa.

In fase di verifica, l’Agenzia delle Entrate può inviare al contribuente un questionario, con invito a restituirlo compilato e firmato, al fine di raccogliere dati e notizie di carattere specifico utili ai fini dell’accertamento nei suoi confronti o nei confronti di altri contribuenti con i quali abbia intrattenuto rapporti. 

Il questionario serve anche a consentire al cittadino una difesa preventiva, già in sede amministrativa, che possa scongiurare l’emissione dell’atto di accertamento vero e proprio e il successivo ricorso al giudice. 

È nel proprio interesse che il contribuente deve provvedere alla compilazione e all’invio del questionario all’Agenzia delle Entrate; l’omissione di tale onere, infatti, determina l’impossibilità di addurre le medesime difese e documentazioni in una successiva fase del procedimento così come nel ricorso giurisdizionale. In buona sostanza, tutto ciò che può essere addotto e provato fornendo le risposte al questionario non può poi essere utilizzato con il ricorso contro l’accertamento alla Commissione Tributaria. 

Tale principio è sancito dall’articolo 32 del D.P.R. n.600 del 1973 al comma 1 n. 4) e al comma 4. 

La giurisprudenza della Cassazione ha avuto modo di chiarire quali sono i riflessi e le conseguenze dell’omessa compilazione ed invio del questionario all’Agenzia delle Entrate. Ecco una rassegna di pronunce che serviranno anche da chiarimento a tale disciplina. 

Compilazione ed invio questionario Agenzia Entrate: è un obbligo?

La compilazione e l’invio del questionario dell’Agenzia delle Entrate non è un obbligo ma un onere. Ciò implica che la mancata risposta non è autonomamente sanzionata, ma da essa discende una “preclusione processuale”: l’impossibilità di difendersi, con le medesime eccezioni e documentazioni, nel corso del successivo processo contro l’atto amministrativo.

Dall’altro lato, l’amministrazione finanziaria non è tenuta a inviare il questionario ogni volta che avvia un procedimento di accertamento. Si tratta dunque solo di un’eventualità rimessa alla discrezionalità dell’ufficio delle imposte procedente. La disciplina del procedimento di accertamento non prevede quale suo presupposto o momento necessario ed indefettibile, l’invio del questionario. 

Conseguenze del mancato invio del questionario

L’omesso invio, nei termini concessi, della suindicata documentazione equivale a rifiuto, con conseguente inutilizzabilità della stessa in sede amministrativa e contenziosa, salvo che il contribuente non dichiari, all’atto della sua produzione con il ricorso, che l’inadempimento è avvenuto per causa a lui non imputabile: causa che lui stesso deve dimostrare. 

Come chiarito dalla giurisprudenza, l’invio del questionario da parte dell’Amministrazione finanziaria per fornire dati, notizie e chiarimenti, assolve alla funzione di assicurare – in rispondenza ai canoni di lealtà, correttezza e collaborazione propri degli obblighi di solidarietà della materia tributaria – un dialogo preventivo tra Fisco e contribuente per favorire la definizione delle reciproche posizioni, così da evitare l’instaurazione del contenzioso giudiziario. 

L’omessa o intempestiva risposta viene sanzionata con la preclusione amministrativa e processuale di allegazione di dati e documenti non forniti nella sede precontenziosa. 

A tal fine, è necessario che l’Amministrazione, con l’invio del questionario, fissi un termine minimo per l’adempimento degli inviti o delle richieste, avvertendo delle conseguenze pregiudizievoli che derivano dall’inottemperanza alle stesse [1].

Ricevimento del questionario durante la pausa estiva

Il contribuente non può giustificarsi del fatto di non aver compilato il questionario sostenendo di averlo ricevuto in agosto, periodo durante il quale era in ferie. La pausa estiva non è infatti una valida giustificazione [2].

Errori e imprecisioni nella compilazione del questionario 

La compilazione imprecisa del questionario non preclude al contribuente la possibilità di produrre i documenti in giudizio. Infatti, le irregolarità non equivalgono al rifiuto di esibire la contabilità [3].

Ad avviso degli Ermellini, «in tema di accertamento, l’omessa esibizione da parte del contribuente dei documenti in sede amministrativa determina l’inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa solo ove l’amministrazione dimostri che vi era stata una puntuale richiesta degli stessi, accompagnata dall’avvertimento circa le conseguenze della mancata ottemperanza, e che il contribuente ne aveva rifiutato l’esibizione, dichiarando di non possederli, o comunque sottraendoli al controllo, con uno specifico comportamento doloso volto ad eludere la verifica».

Inoltre, scrive il Collegio di legittimità nel passaggio successivo, il divieto di utilizzo in sede giudiziaria di documenti non esibiti in sede amministrativa costituisce un limite all’esercizio dei diritti di difesa e, dunque, si giustifica solo in presenza del rifiuto di una documentazione specificamente richiesta dagli agenti accertatori.

In sintesi: la mancata risposta ad un questionario inviato dall’Agenzia delle Entrate non preclude al contribuente la possibilità di produrre, tanto nella fase pre-contenziosa quanto in corso di causa, i documenti ritenuti idonei a dimostrare l’infondatezza della pretesa impositiva.


note

[1] Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XXI, 19/07/2021, n.2786.

[2] Cass. 14/06/2021, n.16757.

[3] Cass. ord. n. 29691 del 22.10.2021. 


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