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Professionisti, dieci verifiche per Unico

23 Giugno 2014
Professionisti, dieci verifiche per Unico

Dichiarazioni: niente sgravio dell’Imu sull’immobile con utilizzo promiscuo; le ritenute non versate dal sostituto complicano lo scomputo; spese di vitto e alloggio deducibili al 75% ma senza superare il limite del 2% dei compensi.

Professionisti chiamati a dieci verifiche per Unico 2014.

Tra i principali controlli da effettuare nella determinazione del reddito di lavoro autonomo ci sono le spese per vitto o alloggio e per aggiornamento professionale. Ma anche costi promiscui, relativi a immobili e Imu. Inoltre i professionisti si troveranno ancora a dover gestire eventuali perdite e lo scomputo delle ritenute non certificate o non pagate.

Ostacoli da tenere in considerazione in vista dei versamenti entro il prossimo 7 luglio: scadenza che riguarda, soprattutto, i soggetti a Studi di settore e i contribuenti minimi.

Analizziamo di seguito le problematiche più diffuse.

 

Trasferte e aggiornamento

Una delle principali voci da considerare con attenzione sono le spese di vitto e alloggio. La legge [1] stabilisce, infatti, un diverso trattamento a seconda del motivo per cui è sostenuta la spesa.

La norma impone una doppia verifica: tali uscite sono deducibili nella misura del 75% e, in ogni caso, per un importo non superiore al 2% dei compensi percepiti nell’anno. Nella sostanza, si deve calcolare il 75% delle spese sostenute e se quest’ultimo dovesse essere superiore al tetto massimo (2% sui compensi) l’eccedenza non può essere portata in abbattimento del reddito.

Al contrario, se le spese di vitto e alloggio sono state sostenute direttamente dal committente e riaddebitate in fattura dal professionista non soggiacciono ai limiti suddetti.

Nel caso in cui le spese siano sostenute dal professionista per poi essere riaddebitate al committente, si torna invece alla regola generale.

Le spese di viaggio e soggiorno sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili, o corsi di aggiornamento professionale, sono deducibili per il 50% (quindi il 50% del 75%).

Mentre i costi promiscui sono deducibili al 50%, le spese di telefonia mantengono la deducibilità all’80% e per autoveicoli, motocicli e ciclomotori si continuano ad applicare le regole dell’articolo 164 del Tuir.

Lo studio

Come per il reddito d’impresa, anche i professionisti possono dedurre il 30% (per l’anno d’imposta 2013) dell’Imu relativa agli immobili strumentali. L’importo che concorre alla deduzione è quello relativo ai pagamenti effettuati nel 2013 (principio di cassa).

L’Imu è deducibile nell’anno in cui avviene il relativo pagamento, anche se tardivo, ma comunque a partire dall’Imu relativa al 2013.

Si considerano strumentali gli immobili utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione. Pertanto, per gli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione non si applica la (parziale) deducibilità dell’Imu.

Le perdite

Il professionista potrebbe aver maturato delle perdite nel 2013. Queste ultime possono essere portate in diminuzione dei redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo. Pertanto, la perdita maturata nel 2013 dal lavoratore autonomo si compensa orizzontalmente con tutti gli altri redditi del contribuente (lavoro dipendente, fabbricati, eccetera), mentre l’eventuale eccedenza non è riportabile agli esercizi successivi e, di fatto, viene “persa”.

Le ritenute

Un ulteriore problema può essere rappresentato dal mancato ricevimento delle certificazioni delle ritenute o dall’omesso pagamento delle ritenute da parte del sostituto.

La mancata certificazione in presenza di versamento non presenta particolari difficoltà: l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di dimostrare l’avvenuta trattenuta anche con modalità alternative (leggi l’articolo: “Se il sostituto non invia la certificazione”).

Il problema sussiste invece nel secondo caso. L’orientamento ormai consolidato di Cassazione [2] pare sostenere che il semplice incasso di una somma al netto della ritenuta non ne legittimi la facoltà di scomputo, almeno quando queste non siano state versate all’Erario.

Controlli per chi percepisce redditi di lavoro autonomo

1. LE SPESE DI VITTO E ALLOGGIO

Lo slalom per la deducibilità

– Le spese di vitto e alloggio sono deducibili per il 75% nel limite del 2% dei compensi.

– Se sono sostenute dal committente e riaddebitate, la deducibilità è integrale, mentre se sono sostenute dal professionista e riaddebitate si torna alla regola generale.

– Per le spese di rappresentanza, la deduzione è al 75%, ma nel limite dell’1% sui compensi.

– Le spese sostenute per la partecipazione a convegni o corsi di aggiornamento sono deducibili per il 50% del 75%.

 

2. I COSTI PER BENI CON USO PROMISCUO

Il calcolo del 50%

– I costi promiscui, ossia quelli utilizzati sia nell’ambito dell’attività che a scopi personali, sono deducibili al 50 per cento.

– In caso di beni ammortizzabili promiscui, la deduzione al 50% opera in riferimento agli ammortamenti.

– Le spese di telefonia mantengono la deducibilità all’80 per cento.

– Per autoveicoli, motocicli e ciclomotori bisogna far riferimento all’articolo 164 del Tuir che stabilisce, tra l’altro, una deducibilità del 20% limitata a un solo veicolo per chi esercita arti e professioni.

 

3. L’ACQUISTO DI IMMOBILI

La data è decisiva

– La deducibilità degli ammortamenti degli immobili strumentali dipende dal periodo di acquisto: è ammessa per le compravendite avvenute entro il 14 giugno 1990 e nel triennio 2007-2009, mentre è preclusa in tutti gli altri casi.

– Eventuali plusvalenze o minusvalenze sugli immobili acquistati nel triennio 2007-2009 sono rilevanti per effetto della destinazione del bene a prescindere dall’eventuale deduzione delle relative spese.

 

4. IL LEASING IMMOBILIARE

La durata minima

– Per gli immobili acquistati  in leasing nel triennio 2007-2009 i canoni sono deducibili a condizione che la durata del contratto rispetti quella minima ammessa (minimo di otto anni e massimo di quindici).

– La deduzione dei canoni di locazione finanziaria sarà ammessa anche per i contratti stipulati a partire dal 1° gennaio 2014 a prescindere dalla durata del contratto in base a quanto previsto dall’ultima legge di stabilità.

 

5. LE MANUTENZIONI «INCREMENTATIVE»

Condizioni differenziate

– Per gli immobili acquistati dal 15 giugno 1990 al 31 dicembre 2006 la deduzione avviene in 5 quote costanti.

– Per gli immobili acquistati nel 2007-2009 (ma anche prima del 15 giugno 1990) sono capitalizzate sul valore del bene e dedotte sotto forma di ammortamenti.

– Per quelli acquistati dal 2010 dovrebbero essere deducibili per cassa nel limite del plafond del 5%, mentre lo sgravio dell’eventuale eccedenza avviene in 5 quote costanti.

6. GLI IMMOBILI A USO PROMISCUO

Calcolo sulla rendita

– Per gli immobili promiscui in proprietà può essere dedotto il 50% della rendita catastale.

– Per i contratti di leasing stipulati entro il 2006 è deducibile il 50% della rendita catastale

– Per i contratti di leasing stipulati nel triennio 2007-2009 si deduce il 50% dei canoni maturati a condizione che la durata non sia inferiore alla metà del periodo d’ammortamento (e comunque con un minimo di otto anni e un massimo di quindici).

 

7. L’IMU VERSATA NELL’ANNO 2013

Sgravio del 30% non per tutti

– Per il 2013 anche i professionisti possono dedurre il 30% dell’Imu relativa agli immobili strumentali e vanno considerati i pagamenti effettuati nel 2013 (principio di cassa).

– Sono deducibili anche gli importi ravveduti, ma comunque a partire dall’Imu relativa al 2013.

– Sono strumentali gli immobili utilizzati «esclusivamente» per l’attività pertanto per gli immobili promiscui non scatta la deduzione

 

8. LO SCOMPUTO DELLE RITENUTE

Attenzione al versamento

– La risoluzione 68/E/2009 ha ammesso, per le ritenute non certificate ma versate all’Erario, la possibilità di dimostrare l’avvenuta trattenuta anche con modalità alternative.

– Secondo un orientamento ormai consolidato, la giurisprudenza di legittimità sembra sostenere, almeno quando queste non siano state versate, che il semplice fatto di avere incassato al netto della ritenuta non legittimi la facoltà di scomputo

 

9. IL RIPORTO DELLE PERDITE

L’abbattimento del reddito

– Le perdite generate dall’attività di lavoro autonomo possono essere portate in diminuzione dei redditi derivanti dalle diverse categorie che concorrono alla formazione dell’imponibile complessivo su cui si applica l’aliquota Irpef.

– L’eventuale perdita relativa allo scorso anno d’imposta si compensa orizzontalmente con tutti gli altri redditi 2013 del contribuente.

– L’eccedenza non è riportabile agli esercizi successivi e viene di fatto “sprecata”.

 

10. BONUS PER IL RIENTRO DEI LAVORATORI

I requisiti per la detassazione

– I soggetti che hanno avviato un’attività di lavoro autonomo in Italia trasferendovi domicilio e residenza entro 3 mesi dall’avvio dell’attività hanno diritto a una parziale detassazione del reddito.

– Bisogna verificare se sono soddisfatti i requisiti previsti dal Dm Economia del 3 giugno 2011 per beneficiare dell’agevolazione.

– Per le lavoratrici, il reddito escluso è pari all’80%, mentre per i lavoratori la quota si ferma al 70 per cento.


note

FONTE: SOLE24ORE

[1] Art. 54 del Tuir.

[2] Cass. sent. n. 23121/2013.


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