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Come abbassare Isee con persone disabili

26 Ottobre 2021
Come abbassare Isee con persone disabili

Come si abbassa l’Isee se in famiglia sono presenti persone con handicap o disabilità. 

Quando si deve accedere a prestazioni e benefici socio-assistenziali è necessario presentare una situazione reddituale rientrante nei parametri fissati dalla specifica normativa. Tali parametri si abbassano in presenza di persone portatrici di handicap. Ecco allora come abbassare l’Isee con persone disabili.

Isee più basso se ci sono disabili

In presenza di persone con disabilità e/o non autosufficienti, in sede di calcolo dell’Isee vengono applicate condizioni di maggior favore. 

Nell’Isee, viene presa in considerazione una scala di equivalenza (rapportata al numero dei componenti del nucleo familiare) che, in presenza di disabili, è maggiorata: ciò consente di abbassare il valore dell’Isee. 

In presenza di disabili poi, come quando sono presenti nel nucleo dei figli minorenni o per le prestazioni universitarie, non è possibile compilare la Dsu mini perché occorre comunicare dati aggiuntivi.

L’altra caratteristica specifica in presenza di persone disabili nel nucleo familiare riguarda l’accesso alle prestazioni socio-sanitarie, ad esempio assistenza domiciliare per le persone con disabilità e/o non autosufficienti, oppure in caso di inserimento del disabile in strutture alberghiere o residenziali specifiche (Rsa). In questi casi, è possibile scegliere un nucleo familiare ristretto rispetto a quello ordinario (solo beneficiario, coniuge e figli). 

Nel caso di persona con disabilità maggiorenne, non coniugata e senza figli che vive con i genitori, il nucleo ristretto è composto dalla sola persona con disabilità. In sede di calcolo dell’Isee, si terrà conto solo dei redditi e patrimoni di tale persona. 

Va tenuto presente che per la richiesta di altre prestazioni legate all’Isee, diverse da quelle socio-sanitarie, pur in presenza di persone con disabilità, si deve comunque utilizzare l’Isee ordinario, calcolato a partire dal nucleo familiare standard.

Come abbassare l’Isee se c’è un disabile

In presenza di persone con disabilità e/o non autosufficienti, in sede di calcolo dell’Isee, vengono applicati, come detto, dei correttivi alla scala di equivalenza in grado di aumentare il relativo indice e, quindi, ridurre la componente dell’indicatore della situazione economica.

Nella compilazione della Dsu occorre specificare ancora oggi il tipo di disabilità, anche se dopo l’intervento della legge 89/2016 (circolare Inps 137/2016) non esiste più il meccanismo dell’abbattimento dal reddito in misura variabile in base al grado di disabilità.

Nella compilazione della Dsu, occorre barrare la relativa casella a seconda dei casi: 

  • disabilità media; 
  • disabilità grave; 
  • non autosufficienza.

La classificazione è contenuta nel modello di Dsu (si veda l’allegato 3 al Dpcm 159/2013), di cui estrapoliamo alcuni casi tra i più ricorrenti. Ad esempio, nell’ambito degli invalidi civili di età compresa tra i 18 e 65 anni:

  • il grado di disabilità media riguarda gli invalidi dal 67% al 99% (Dlgs 509/88);
  • quella grave gli inabili totali (legge 118/71, articoli 2 e 12);
  • le persone non autosufficienti sono i cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni con diritto all’indennità di accompagnamento (legge 508/88, articolo 1, comma 2, lettera b).

Per quanto riguarda invece gli invalidi civili over 65 la classificazione è la seguente:

  • disabilità media per chi presenta difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi dal 67% al 99% (D. Lgs. 124/98, articolo 5, comma 7);
  • disabilità grave per chi presenta difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100% (D. Lgs. 124/98, articolo 5, comma 7);
  • non autosufficienza per chi ha diritto all’indennità di accompagnamento (legge 508/88, articolo 1, comma 2, lettera b).

Infine, per i portatori di handicap in base alla Legge 104/1992, è previsto un solo livello di classificazione come “disabile grave” per chi è considerato portatore di handicap grave (articolo 3 comma 3 legge 104/1992) in base all’accertamento delle commissioni Asl: chi presenta una riduzione dell’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale.

In definitiva, i vantaggi legati alla presenza nel nucleo familiare di persone con disabilità media, grave o non autosufficienti sono i seguenti: 

  • reddito ai fini Isee: esclusione dei trattamenti erogati da amministrazioni pubbliche in ragione di una condizione di disabilità, non compresi nel reddito complessivo ai fini Irpef. Si tratta ad esempio, dell’indennità di accompagnamento, delle pensioni di invalidità, delle indennità di frequenza, delle indennità di comunicazione, che non saranno rilevati in automatico dagli archivi dell’Inps né andranno più indicati nella Dsu qualora erogati da amministrazioni pubbliche diverse dall’Inps; 
  • maggiorazione del parametro della scala di equivalenza: per ogni componente del nucleo con disabilità media, grave o non autosufficiente, si applica una maggiorazione dello 0,5.

Prestazioni socio sanitarie residenziali 

Ferma restando la facoltà di scegliere un nucleo ristretto, si può tenere conto della condizione economica anche dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare, integrando l’Isee di una componente aggiuntiva per ciascun figlio. Tale previsione consente, in particolare, di differenziare la condizione economica dell’anziano non autosufficiente che ha figli che possono aiutarlo da quella di chi non ha alcun aiuto per fronteggiare le spese per il ricovero in struttura.

In pratica, ai fini della determinazione dell’importo della retta per ricovero in una struttura, in sede di calcolo dell’Isee dell’anziano non autosufficiente, si può tenere conto anche della condizione economica dei figli calcolando la cosiddetta componente aggiuntiva, salvo che il figlio sia a sua volta disabile o non autosufficiente.



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