Diritto e Fisco | Articoli

Quando si è nello stesso stato di famiglia?

10 Gennaio 2022 | Autore:
Quando si è nello stesso stato di famiglia?

Conta la residenza o il legame di parentela? Che succede con gli inquilini? Dove si chiede il documento? Vale l’autocertificazione?

Per Giuseppe Mazzini, tra le altre cose politico italiano dell’800, «la famiglia è la patria del cuore». Per John Garland Pollard, tra le altre cose politico statunitense dell’800, «la famiglia è il luogo dove siamo trattati meglio e dove si brontola di più». A quanto pare, due secoli fa, si avevano le idee molto chiare sul significato del concetto di famiglia. Tempo trascorrendo, invece, ci siamo complicati la vita creando confusione tra il significato di famiglia, stato di famiglia, nucleo familiare e via «parentando». Con l’odierno via vai di figli che studiano fuori casa e di coniugi che si spostano per lavoro, non c’è più il concetto di famiglia espresso da quel twitterista (Sempreciro si chiama) che scrive: «La famiglia tradizionale è quella composta dalle persone che si aspettano la sera per cenare assieme». Non si tratta di semplice curiosità, di una questione aneddotica: capire bene chi c’è e chi non c’è porta, ad esempio, a sapere se si ha diritto a certe agevolazioni fiscali. Quando si è nello stesso stato di famiglia? Qual è la differenza tra stato di famiglia e nucleo familiare?

Già il grande maestro Federico Fellini provò a fare una distinzione affermando che «la più grande unità sociale del Paese è la famiglia. O due famiglie: quella regolare e quella irregolare». Nel nostro caso, si parla di due realtà perfettamente regolari ma diverse nella loro natura: lo stato di famiglia e il nucleo familiare. Chi c’è nello stesso stato di famiglia? Vediamo.

Stato di famiglia: cos’è?

Niente patria del cuore, niente luogo in cui si brontola, niente cena insieme o unità regolare o irregolare del Paese: lo stato di famiglia, in realtà, è un documento. Un certificato che attesta chi abita sotto lo stesso tetto, nello stesso luogo di residenza e coloro che sono iscritti allo stesso ufficio anagrafe del Comune a cui appartengono, legati tra di loro da un vincolo di parentela o di affinità oppure affettivo.

Nello stato di famiglia, quindi, possono rientrare anche delle persone esterne alla famiglia purché conviventi sotto lo stesso tetto e iscritte alla stessa anagrafe. Vuol dire che uno stesso stato di famiglia, ad esempio, può comprendere i genitori, i figli, i nonni ed il cognato celibe del papà. L’importante è che tutti vivano sotto lo stesso tetto.

Quindi, chi deve chiedere uno stato di famiglia, troverà un documento in cui sono indicate le persone che convivono nella stessa abitazione di residenza. Ciascuna di loro riporta il grado di parentela o di affinità che ha nei confronti del richiedente (moglie, figlio, genitore, ecc.).

Chi, invece, convive e non ha alcun legame di parentela o affettivo (gli studenti che frequentano l’università fuori sede, i tirocinanti che risparmiano così sulle spese) non hanno lo stesso stato di famiglia: ciascuno ha il suo, pur vivendo insieme, nello stesso luogo di residenza.

Per uscire dallo stato di famiglia, basta cambiare la residenza.

Lo stato di famiglia serve sia nei rapporti con la Pubblica Amministrazione sia tra privati per certificare la composizione della famiglia anagrafica e può essere richiesto per vari motivi, ad esempio per l’erogazione degli assegni familiari o per chiedere un mutuo in banca.

Stato di famiglia: differenza con nucleo familiare

Abbiamo detto che ci sono due condizioni per poter parlare di famiglia anagrafica, che viene riportata sullo stato di famiglia, cioè: la convivenza ed il legame di parentela o affettivo.

Il nucleo familiare, invece, non sempre rispetta queste due condizioni: ci possono essere entrambe oppure ce ne può essere una sola, vale a dire quella del legame di parentela o affettivo. La coabitazione, infatti, non è vincolante.

Del nucleo familiare fanno parte tutti i soggetti compresi nella famiglia anagrafica fiscalmente a carico anche se qualcuno di loro abita in un’altra città. È il caso, ad esempio, del figlio che frequenta un corso universitario fuori sede o del coniuge che ha il domicilio in un’altra città per questioni di lavoro.

Stato di famiglia: come si ottiene?

Per ottenere il certificato di stato di famiglia bisogna rivolgersi all’Ufficio anagrafe del Comune di residenza, presentando un documento d’identità. La validità del certificato è di sei mesi.

Tuttavia, è possibile ottenere il certificato di stato di famiglia anche on line utilizzando la Carta dei servizi (cioè la tessera sanitaria).

Stato di famiglia: vale l’autocertificazione?

Dal 2012, è possibile sostituire i certificati rilasciati da un ufficio pubblico con un’autocertificazione che contiene una dichiarazione firmata dall’intestatario del documento. È valida nei rapporti sia con la Pubblica amministrazione sia con i privati. Occorre tener presente che se il contenuto presenta delle false informazioni, cioè se l’autocertificazione non riporta delle dichiarazioni veritiere, si rischiano delle sanzioni penali.

L’autocertificazione dello stato di famiglia può essere presentata, ad esempio, per:

  • ottenere dal datore di lavoro gli assegni familiari;
  • completare l’assunzione presso un’azienda;
  • compilare il modello Isee;
  • chiedere un mutuo;
  • ottenere benefici dallo Stato (bonus, prestazioni assistenziali, gratuito patrocinio, ecc.).

Nell’autocertificazione occorre inserire:

  • nome, cognome, luogo e data di nascita dell’intestatario;
  • indirizzo completo dell’abitazione in cui vivono i soggetti inseriti nello stato di famiglia;
  • nome, cognome, luogo e data di nascita e stato civile di ciascun componente della famiglia anagrafica;
  • data e luogo di compilazione dell’autocertificazione;
  • firma dell’intestatario.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube