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Minaccia implicita: cos’è e quand’è reato?

10 Gennaio 2022 | Autore:
Minaccia implicita: cos’è e quand’è reato?

Prospettazione di un male ingiusto e notevole: quando c’è reato e quando si può chiedere l’annullamento del contratto? Cos’è la minaccia ambientale?

Quando pensiamo a una minaccia ci vengono in mente le classiche, rabbiose intimidazioni, del tipo «Ti ammazzo», «Te la farò pagare», «Guardati le spalle» o ancora «Stai attento a quello che fai, altrimenti…». In realtà, per la legge sono ugualmente rilevanti anche le minacce più sottili e subdole, magari anche non dette apertamente ma solo accennate. Con questo articolo ci concentreremo proprio su questo aspetto: vedremo cos’è la minaccia implicita e quando è reato.

Sin da subito va detta una cosa molto importante: la minaccia è rilevante non solo dal punto di vista penale, ma anche civile. Secondo la legge, infatti, un contratto stipulato per via della minaccia altrui può essere annullato dal contraente. Insomma, le condotte intimidatorie sono sempre illegali, in qualsiasi contesto. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo cos’è e quand’è reato la minaccia implicita.

Minacce: cosa dice la legge?

Come anticipato in premessa, le minacce sono sempre illegali, sia dal punto di vista civile che penale. Ma cosa si intende per minaccia? Qual è una minaccia giuridicamente rilevante?

Per la legge, la minaccia consiste nella prospettazione di un male ingiusto e notevole:

  • il male minacciato è ingiusto quando è contrario alla legge. Ad esempio, minacciare un’azione legale, per quanto possa incutere timore, non è una prospettazione giuridicamente rilevante, in quanto tutti hanno diritto di adire il tribunale per chiedere giustizia. Al contrario, il male ingiusto è quello illecito, come ad esempio una violenza fisica o morale;
  • il male minacciato è notevole quando è in grado di intimorire la vittima. Ad esempio, prospettare di gettare un po’ di polvere su un’auto pulita non è un male che possa efficacemente incutere paura.

Minacce: quando è reato?

Secondo il Codice penale [1], chiunque minaccia qualcun altro prospettandogli un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 1.032 euro.

Se la minaccia è grave o è commessa con modalità che la legge ritiene particolarmente pericolose (ad esempio, minaccia fatta con le armi o con scritto anonimo, oppure ancora proveniente da un gruppo di persone; ecc.), la pena è della reclusione fino a un anno; in quest’ultimo caso, tra l’altro, si procede d’ufficio.

La minaccia consiste nel prospettare una conseguenza negativa illegale. In altre parole, la minaccia è un’intimidazione che vuole compromettere la capacità della vittima di autodeterminarsi. Classica minaccia è quella del tipo «Se non la smetti ti uccido», oppure «Te la farò pagare».

Le minacce possono integrare anche altri reati, a seconda del fine che l’autore intende perseguire con la propria intimidazione. Ad esempio, le minacce usate per impossessarsi di un bene altrui possono integrare il delitto di rapina [2] o di estorsione [3], mentre le minacce fatte per perseguitare una persona costituiscono il reato di stalking [4].

Minaccia implicita: cos’è?

La minaccia può essere esplicita, quando esternata in modo chiaro e inequivocabile, mediante parole o scritte, oppure implicita. Cos’è la minaccia implicita?

Secondo la Corte di Cassazione [5], la minaccia può essere manifestata in modi e forme differenti, anche in maniera implicita, larvata, indiretta e indeterminata, essendo solo necessario che sia idonea a incutere timore e ad incidere sulla volontà del soggetto passivo, in relazione alle circostanze concrete, alla personalità dell’agente, alle condizioni soggettive della vittima e alle condizioni ambientali in cui questa versa.

Nel caso di specie, la Cassazione ha ritenuto implicita la minaccia consistente nell’accerchiamento della vittima minorenne da parte di tre giovani adulti e nella richiesta formulata in maniera arrogante di consegna del portafoglio e del cellulare.

Secondo altra sentenza [6], la minaccia penalmente rilevante non deve necessariamente concretizzarsi in espressioni esplicite, potendo attuarsi anche mediante una minaccia implicita, allusiva, ovvero che abbia assunto forma esortativa o di metafora, purché sia comunque idonea ad incutere timore nella persona offesa.

In questo caso, la Cassazione ha ritenuto sussistente la minaccia, formulata in forma implicita, consistente nel suggerire alla vittima possibili conseguenze negative in ambito lavorativo nel caso in cui non avesse collaborato.

Minaccia ambientale: cos’è?

La minaccia implicita può essere anche di tipo “ambientale”. Cosa significa? La minaccia ambientale è quella che percepisce la vittima per il semplice fatto di trovarsi in un determinato contesto di possibile pericolo.

Classica ipotesi è quella delle associazioni mafiose, le quali si avvalgono del solo fatto di appartenere a clan criminali per imporre la propria volontà sulle persone offese, senza che ci sia bisogno di esprimere in modo chiaro le intimidazioni [7].

In pratica, la minaccia ambientale è caratterizzata da un’azione implicitamente minacciosa derivante dalla capacità di intimidazione esercitata da una persona (o, più spesso, da un gruppo) nel contesto in cui la vittima si trova.

La minaccia ambientale è anche quella dei bulli che, in un determinato contesto scolastico, impongono i loro soprusi senza nemmeno il bisogno di ricorrere a parole intimidatorie.

Minaccia: come annullare il contratto?

Come detto in apertura, la minaccia rileva non solo sul piano penale ma anche civile. In quest’ambito, però, la minaccia assume il nome di violenza morale, che è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da terzi [8].

La minaccia (o violenza) è un vizio del consenso, in quanto influisce sulla capacità di determinarsi liberamente della vittima, imponendole di fatto un contratto che, altrimenti, non avrebbe voluto.

Si pensi alla persona che vende un proprio bene a un prezzo irrisorio perché costretta dalla minaccia dell’acquirente. In un’ipotesi del genere, la vittima della violenza morale può chiedere al giudice l’annullamento del contratto entro 5 anni da quando è cessata la minaccia.

La minaccia rilevante in sede civile può provenire anche da una persona estranea al contratto oppure essere diretta a un terzo ugualmente estraneo all’accordo:

  • nel primo caso, si pensi all’intimidazione proveniente da un amico della persona che è interessata a stipulare un contratto vantaggioso;
  • nella seconda ipotesi, si pensi alla minaccia fatta al coniuge della persona il cui consenso è praticamente estorto («se non firmi il contratto, faremo del male a tua moglie»).

note

[1] Art. 612 cod. pen.

[2] Art. 628 cod. pen.

[3] Art. 629 cod. pen.

[4] Art. 612-bis cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 37862 del 21 ottobre 2021.

[6] Cass., sent. n. 37509 del 14 ottobre 2021.

[7] Cass., sent. n. 1228 del 13 gennaio 2021.

[8] Art. 1434 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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