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Non si è fatto niente ma la condanna per lesioni scatta lo stesso

23 Giugno 2014
Non si è fatto niente ma la condanna per lesioni scatta lo stesso

Anche una ecchimosi e un livido fa scattare il reato.

Scatta ugualmente la condanna per il reato di lesioni [1] nonostante la vittima sia rimasta sostanzialmente illesa dallo scontro. A dirlo è una sentenza della Cassazione di qualche giorno fa [2].

Perché si configuri tale illecito penale, è sufficiente qualsiasi alterazione, anche lieve e impercettibile, dell’integrità fisica della persona. Dunque, una ecchimosi, per la rottura di vasi sanguigni, e la conseguente infiltrazione di sangue nei tessuti dell’epidermide, sono chiari indizi dell’esistenza del reato.

Dunque, se anche il certificato rilasciato dal pronto soccorso alla vittima attesta una situazione di perfetta integrità fisica, in presenza delle dichiarazioni dei testimoni o della vittima – che confermano l’avvenuta aggressione – la condanna scatta comunque.

L’attestato del medico di famiglia vale quanto quello dell’ospedale

Potrebbe rivestire anche un certo peso, nella determinazione del danno da risarcire, il certificato del medico di fiducia, il quale attesti uno stato d’ansia della vittima, successivo allo scontro, e nonostante, appunto – come già detto – quest’ultima non si sia procurata alcuna sostanziale riduzione di funzionalità.

Secondo la Corte, infatti, il medico di famiglia non può dire il falso ed è sempre tenuto ad attestare il vero nelle proprie certificazioni.


note

[1] Art. 582 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 26804/14 del 20.06.2014.

Autore immagine: 123rf com


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