Diritto e Fisco | Articoli

Pensione 10 anni di contributi

10 Gennaio 2022 | Autore:
Pensione 10 anni di contributi

È possibile ottenere il trattamento di quiescenza con un solo decennio di versamenti all’Inps?

Non sono poche le persone che, a causa di una carriera lavorativa discontinua o interrotta ad un certo punto, si ritrovano soltanto 10 anni o poco più di versamenti all’Inps. Ma è possibile ottenere la pensione con 10 anni di contributi?

Ad oggi, i requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria Fornero [1], come adeguati in base all’attuale speranza di vita media, sono pari a 67 anni di età ed a 20 anni di contributi.

Se l’interessato, poi, non possiede versamenti alla data del 31 dicembre 1995, può ottenere la pensione di vecchiaia con gli stessi requisiti ma, in aggiunta, l’importo del suo trattamento pensionistico deve essere almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, quindi a 690,42 euro al mese per l’anno 2021, considerando che l’assegno sociale è pari a 460,28 euro mensili.

Vi sono però dei trattamenti pensionistici che possono essere ottenuti con 10 anni di contributi, o addirittura con un ammontare inferiore di anni di versamenti, nonché delle misure che consentono di raggiungere la contribuzione minima per la pensione aumentando gli anni utili.

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi

Innanzitutto, per coloro che possiedono contributi soltanto a partire dal 1996 in poi, quindi senza versamenti Inps al 31 dicembre 1995, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi.

Questa pensione si consegue con un minimo di 71 anni di età e, tra l’altro, non richiede il raggiungimento di un importo minimo del trattamento. Non possono però essere contati i contributi figurativi in questi 5 anni, cioè i contributi accreditati nonostante la sospensione o l’interruzione del rapporto di lavoro, come ad esempio gli accrediti per disoccupazione indennizzata oppure per malattia non integrata dal datore di lavoro.

Come arrivare alla pensione con 5 anni di contributi per i vecchi iscritti?

Coloro che possiedono contributi al 31 dicembre 1995 non possono ottenere la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi, a meno che non optino per il computo presso la gestione separata [2], cioè per riversare tutti i contributi posseduti verso questa cassa dell’Inps.

L’operazione, che comporta il calcolo interamente contributivo della pensione, richiede però il possesso dei seguenti requisiti:

  • meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • almeno cinque anni di contributi accreditati dal 1° gennaio 1996 in poi;
  • almeno 15 anni di contributi complessivi;
  • almeno un mese di contributi accreditato presso la gestione separata.

Non può dunque ottenere la pensione di vecchiaia con il computo chi possiede solo 10 anni di contributi, a meno che non riesca a recuperare le cinque annualità mancanti, ad esempio attraverso il riscatto.

Il riscatto rende generalmente utili al diritto e alla misura della pensione alcuni periodi non lavorati, attraverso il pagamento di un onere.

Quali periodi si possono riscattare?

I periodi non lavorati che è possibile recuperare attraverso il riscatto sono numerosi. Non si tratta solo degli anni di laurea, ma anche dei periodi lavorati per i quali i contributi risultino non versati dal datore e prescritti (si tratta della cosiddetta costituzione di rendita vitalizia), di alcuni periodi di aspettativa non retribuita, delle pause tra lavori stagionali o discontinui…

Ne abbiamo parlato nella nostra Guida al riscatto.

Pensione di vecchiaia delle casse professionali con 5 anni di contributi

Anche presso diverse casse professionali è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con un minimo di 5 anni di contributi: ne sono un esempio tutte le nuove casse professionali private [3], come la cassa degli psicologi o la cassa multi-categoriale, che richiedono un’età minima di 65 anni e 5 anni di contributi. I consulenti del lavoro richiedono invece, per la pensione di vecchiaia, un minimo di 68 anni di età, che diventeranno 69 anni dal 2022 e 70 anni dal 2025 e di 5 anni di contributi. La Cassa degli avvocati richiede dal 2021 un minimo di 70 anni di età, unitamente a 5 anni di contributi, ma applicano il ricalcolo contributivo dell’assegno.

Pensione casalinghe con 5 anni di contributi

Gli iscritti presso il cosiddetto Fondo casalinghe dell’Inps (che possono essere anche casalinghi) possono ottenere la pensione a 57 anni con 5 anni di contributi, ma soltanto se l’assegno supera 552,34 euro mensili, cioè 1,2 volte l’assegno sociale (che per il 2021 ammonta a 460,28 euro).

In caso contrario, cioè se la rendita mensile a cui si ha diritto risulta più bassa, bisogna aspettare i 65 anni per ottenere la pensione; una volta compiuti i 65 anni, è possibile ricevere il trattamento dal Fondo Inps casalinghe senza dover rispettare alcuna soglia minima di reddito.

È importante ricordare che non è possibile riunire i contributi posseduti nelle casse di previdenza obbligatoria ai versamenti nel Fondo casalinghe, anche se si tratta di contributi Inps.

Per approfondire leggi: Pensione nel Fondo casalinghe.

Che cosa si può fare con 10 anni di contributi?

In base a quanto osservato, chi possiede 10 anni di contributi previdenziali può:

  • al compimento dell’età prevista ed in base alla cassa previdenziale di appartenenza, ottenere uno dei trattamenti pensionistici che abbiamo illustrato, per il cui conseguimento è richiesto un requisito contributivo pari a 5 anni, in quanto ovviamente supera il requisito minimo necessario;
  • se i 10 anni di contributi sono tutti accreditati presso le gestioni amministrate dall’Inps, ma vi sono dei versamenti anteriori al 1996, deve riscattare 5 anni di contributi, per arrivare a 15 anni di versamenti complessivi: può così ottenere la pensione di vecchiaia a 71 anni;
  • l’interessato con 10 anni di contributi potrebbe anche ottenere la pensione di vecchiaia a 67 anni, riscattando 5 anni di versamenti, ma solo nelle ipotesi che rientrano nella cosiddetta deroga Amato: la deroga del requisito contributivo è possibile se si possiedono 15 anni di contribuzione (780 settimane) accreditate prima del 31 dicembre 1992, se si è autorizzati ai contributi volontari prima della stessa data, o se si possiedono 15 anni di contribuzione da lavoro dipendente, 25 anni di anzianità contributiva e almeno 10 anni risultano lavorati discontinuamente; per approfondire: Pensione con 15 anni di contributi.

Si può chiedere la restituzione dei 10 anni di contributi se non si arriva alla pensione?

Qualora non si arrivi alla pensione con 10 anni di contributi, l’Inps non li restituisce (ne abbiamo parlato in Restituzione contributi Inps). Qualora l’interessato versi in una condizione economica di bisogno è comunque possibile chiedere delle prestazioni di assistenza a 67 anni, come l’assegno sociale o la pensione di cittadinanza.


note

[1] Art. 24 co. 6 DL 201/2011.

[2] Art. 3 DM 282/1996.

[3] D.lgs. 103/1996.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube