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Quando l’antibagno è obbligatorio?

12 Gennaio 2022 | Autore:
Quando l’antibagno è obbligatorio?

Cos’è e a cosa serve l’antibagno? Come deve essere fatto per legge? Zona lavanderia, cabina spogliatoio e cabina armadio: cosa sono?

Comunemente si pensa di poter fare ciò che si vuole in casa propria. Se questo è vero per quanto riguarda l’arredo, non lo è altrettanto per ciò che concerne l’aspetto edilizio, cioè la possibilità di realizzare l’immobile a proprio piacimento. In Italia, esistono infatti molte norme che mettono un freno alle “fantasie” di proprietari, architetti e progettisti vari. Una di queste riguarda una particolare stanza che prende il nome di antibagno. Con questo articolo vedremo quando l’antibagno è obbligatorio.

Giunti a questo punto, ci si potrebbe chiedere: ma perché, l’antibagno è obbligatorio? Non è possibile prevedere un accesso diretto alla toilette? Dipende: ci sono casi in cui non si può proprio fare a meno di una stanza che anticipi il bagno vero e proprio. Quando l’antibagno è obbligatorio? Scopriamolo insieme.

Antibagno: cos’è?

Come suggerisce il nome, l’antibagno è la camera che precede il bagno, cioè la stanza dove ci sono i servizi igienici.

L’antibagno è una vera e propria “zona filtro”, un disimpegno che ognuno può arredare a seconda della conformazione, delle dimensioni e della funzione che si prevede per questo vano. Come vedremo, in alcuni casi, l’antibagno è addirittura obbligatorio per legge.

Antibagno: a cosa serve?

La funzione principale dell’antibagno è quella di permettere il transito da una zona della casa adibita al vivere quotidiano (la classica zona giorno, ad esempio) al bagno vero e proprio. Si tratta di una sorta di diaframma posto per separare la toilette da tutti gli altri ambienti della casa, così da garantire ordine, igiene e pulizia.

Antibagno: cosa c’è?

L’antibagno può essere arredato a proprio piacimento. Ciò che non può mai mancare, però, è il lavabo con l’acqua corrente.

A seconda delle dimensioni, nell’antibagno possono essere posizionati anche altri elementi di arredo, nonché elettrodomestici. Ad esempio, è possibile collocare una lavatrice e un’asciugatrice, in modo da rendere l’antibagno anche una sorta di zona lavanderia. Di tanto parleremo più avanti.

Antibagno: quanto deve essere grande?

Le dimensioni minime dell’antibagno per la legge italiana devono essere di 1 × 1,2 metri di grandezza, mentre per l’altezza le misure rimangono le stesse del resto dell’abitazione.

Antibagno: come deve essere fatto?

Il pavimento dell’antibagno deve essere antiscivolo, facilmente lavabile e disinfettabile. Anche le pareti devono essere impermeabili fino almeno ai due metri di altezza.

Non deve essere necessariamente prevista una finestra, a meno che l’antibagno non ospiti una caldaia, per la quale è necessario avere un’apertura verso l’esterno.

In mancanza di illuminazione e ventilazione naturale è però necessario provvedere a un impianto che assicuri queste stesse funzioni.

Non solo: la legge determina anche la presenza di un sistema di aspirazione che dovrà attivarsi ogni qual volta viene accesa la luce nella stanza o la porta si apra. Questo processo dovrà garantire un ricambio completo di aria durante ogni utilizzo.

Antibagno: quando è obbligatorio?

Per la legge, l’antibagno è obbligatorio nelle nuove costruzioni, se la sua apertura è diretta su un locale della zona giorno, come ad esempio la cucina o il soggiorno.

Detto in altre parole, l’antibagno è obbligatorio quando non vi sono almeno due porte tra il bagno e una qualunque stanza della zona giorno. Le due porte installate possono anche essere quelle del bagno e corridoio.

L’antibagno non è obbligatorio se il bagno è a uso esclusivo della camera da letto. In casi del genere, non essendoci contiguità tra i servizi e la zona giorno, l’antibagno non è necessario.

Quando invece si procede a una ristrutturazione che prevede modifiche alle pareti interne che interessano la zona giorno e/o il bagno, il regolamento comunale in materia può prevedere l’obbligo dell’antibagno, in particolare se le opere portano all’eliminazione di un corridoio, avendo così il bagno direttamente a contatto con la zona giorno.

In caso di ristrutturazione dell’immobile, dunque, l’obbligatorietà dell’antibagno dipende generalmente dal regolamento edilizio e di igiene, che varia da Comune a Comune.

Antibagno: come può essere usato?

L’antibagno è una stanza che può essere usata in molti modi diversi. Come detto in precedenza, la funzione più comune che viene assegnata è quella di zona lavanderia, soprattutto se c’è lo spazio per lavatrice, asciugatrice, stendibiancheria, ecc.

L’antibagno può però essere adibito anche a cabina spogliatoio, rendendolo così una naturale prosecuzione della stanza dei servizi.

Se si vuole ottimizzare lo spazio, l’antibagno può facilmente diventare una cabina armadio in cui montare degli appendiabiti con scaffali interni nei quali riporre vestiti, scatoloni dei cambi di stagione e scarpiera.



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