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4 cose da sapere sulla quotazione oro

15 Gennaio 2022 | Autore:
4 cose da sapere sulla quotazione oro

Chi stabilisce ogni giorno il prezzo del metallo prezioso? Quanto viene valutato quello usato dei gioielli di famiglia?

Hai a casa dei gioielli o altri oggetti in oro che rimangono per anni in un cassetto, con il rischio che un giorno entrino i ladri e te li portino via? Se non usi più anelli, orecchini e catenine forse ti conviene fare qualcosa di più saggio che tentare la sorte: venderli, ricavarci qualcosa e impiegare quel denaro come meglio credi. Per pagare una bolletta o per farti una vacanza, a seconda di ciò che riesci a ricavare (di questo passo, tra poco farsi una vacanza costerà di meno che pagare le bollette). Forse, hai paura di ottenere meno di quel che ti spetta: in fin dei conti, non sei mai andato in un negozio specializzato a vendere dei preziosi. Forse è il caso che tu legga queste 4 cose da sapere sulla quotazione oro.

Non bisogna essere degli esperti di Borsa o di mercati finanziari per sapere quanto vale l’oro. Il prezzo viene fissato due volte al giorno, come vedremo tra poco, ed è un’informazione a cui si ha accesso tramite qualsiasi organo di informazione o sui siti Internet che si occupano di queste cose. Tuttavia, è interessante anche sapere come si arriva a quel prezzo, che cosa lo determina, come viene valutato l’oro usato e stabilita la purezza del metallo giallo. Mettiamo insieme, allora, queste 4 cose da sapere sulla quotazione dell’oro.

Chi fa la quotazione dell’oro?

Appare ovvio che una delle prime cose da sapere sulla quotazione oro è chi la decide e sulla base di che cosa. La quotazione vene stabilita al tavolo della Bullion Market Association di Londra. E chi sarà mai?

Giù il cappello: si tratta del mercato londinese dedicato all’oro e all’argento supervisionato dalla Banca d’Inghilterra. E uno potrebbe dire: che cos’ha che non abbia un qualsiasi altro operatore di un altro Paese? Il valore aggiunto della Bullion Market Association di Londra è che mette insieme le maggiori banche internazionali, i venditori ed i trasformatori di lingotti. Ora si capisce perché le quotazioni passano da quel tavolo.

I membri dell’LBMA si incontrano due volte al giorno per stabilire quanto vale l’oro secondo un meccanismo noto come London Gold Fix. Consiste nella contrattazione del metallo prezioso in prima istanza sul cosiddetto mercato over the counter, cioè quello che svolge la negoziazione al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali. Ci sono, poi, degli scambi sul mercato di cambio di New York (il NYMEX) e di Tokyo (il TOCOM).

In sostanza: dopo tutti questi giri ad alti livelli, l’LBMA stabilisce a Londra due volte al giorno la quotazione dell’oro puro, cioè quello 24 carati che serve come riferimento per ogni transazione commerciale del metallo giallo. Nessuno di quelli che siedono al tavolo conosce prima il prezzo che verrà deciso.

La quotazione viene definita in dollari all’oncia. Un’oncia equivale a circa 28,35 grammi (per l’esattezza 28,349523 grammi). Ovviamente, le oscillazioni del dollaro influenzano il prezzo dell’oro quando la valuta deve essere scambiata, nel nostro caso, in euro.

La quotazione di Londra è la stessa dei negozi di compro oro?

Ecco, qui si apre un bel capitolo. Abbiamo capito che la quotazione dell’oro puro si stabilisce due volte al giorno in quel tavolo di Londra, alla London Bullion Market Association. Ma chi va nel negozio di «compro oro» sotto casa riesce a vendere i gioielli allo stesso prezzo?

Purtroppo (per il compratore) no. E per un motivo molto semplice: non stai andando a vendere dell’oro puro ma dell’oro usato, che puro più non è. Nell’anello, negli orecchini, nella collana, nelle monete d’oro che porti in negozio ci sono altri metalli. Quindi, per logica, il valore non può essere come quello stabilito al tavolone dell’LBMA.

Di norma, l’oro usato arriva al massimo a 18 carati. Ci sono ben sei carati di differenza rispetto all’oro puro.

Come calcolare il prezzo dell’oro usato in base ai carati?

Ecco, appunto: i carati. Sono quelli che decidono la purezza dell’oro che hai in mano e, di conseguenza, anche il suo valore.

Spiegare la purezza dell’oro significa mettere giù un po’ di numeri. È considerato oro puro quello 24 carati, perché contiene 999,99 millesimi di grammi d’oro per ogni 1.000 grammi totali di lega (1.000 su 1.000 non esiste).

Abbiamo detto che l’oro usato, di solito, può arrivare a 18 carati. Se così fosse, conterrebbe 750 millesimi di grammi d’oro per ogni 1.000 di lega. Siamo, dunque, al 75% della purezza contro il 99,9% dell’oro puro. Il restante 25% è composto di altri metalli o leghe.

Che cosa ci sta dicendo la calcolatrice? Che se l’oro puro è 1.000, l’oro usato è 750, cioè tre quarti del totale. Ciò significa che l’oro usato deve valere (almeno in teoria) tre quarti della valutazione dell’oro puro, quindi il 75% di ciò che viene stabilito al tavolone di Londra. Ammesso che arrivi ai 18 carati.

Come viene pagato l’oro usato?

Dicevamo: l’oro usato può arrivare a valere circa il 75% rispetto all’oro puro, in base al calcolo che abbiamo fatto poco fa. Ciò non vuol dire, però, che il negoziante del «compro oro» ti pagherà il 75% della quotazione dell’oro puro. Altrimenti, lui di che cosa mangia?

È normale che il commerciante abbia il suo margine di guadagno. Pertanto, i tuoi gioielli verranno valutati in base alla quotazione dell’ormai famoso tavolone di Londra. Dopodiché, verrà applicato uno sconto che corrisponde al guadagno del negoziante (il cosiddetto spread). Si tratta di un piccolo margine, niente di scandaloso.

L’importante è ricordarsi bene di questa cosa: se vai sul sito Internet di un «compro oro» e vedi la valutazione che fanno del metallo prezioso, prendi nota. Poi, consulta la valutazione giornaliera del tavolone di Londra. Se quella del commerciante è pari o superiore a quella effettuata Oltremanica, meglio cambiare negozio (leggi anche Compro oro: le regole da rispettare.



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