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Se l’azienda non reintegra il lavoratore nonostante la sentenza di condanna

26 Giugno 2014 | Autore:
Se l’azienda non reintegra il lavoratore nonostante la sentenza di condanna

A quali sanzioni può andare incontro un’azienda, con meno di 15 dipendenti, qualora si rifiuti di ottemperare all’ordine di reintegrazione del giudice, che dichiara il licenziamento nullo perché discriminatorio o intimato per motivo illecito?

Indipendentemente dal numero di dipendenti impiegati in azienda – e quindi anche qualora esso sia inferiore alle 15 unità – se il Giudice accerta che il licenziamento intimato al lavoratore ha carattere discriminatorio, egli condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un’indennità non inferiore a cinque mensilità dell’ultima retribuzione, più i relativi contributi.

Se l’azienda non rispetta tale pronuncia, senza proporre appello e lasciando quindi che essa diventi definitiva, il lavoratore può:

1. agire in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da tale comportamento aziendale (ad esempio i danni per mancato pagamento delle retribuzioni, per omessa reintegrazione, oltre che per eventuali danni professionali e/o d’immagine);

2. agire in sede penale proponendo denuncia-querela nei confronti del datore di lavoro per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice [1], oppure per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità [2].


note

[1] Art. 388 cod. pen.

[2] Art. 650 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


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