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Quanto deve essere larga una banchina stradale?

31 Ottobre 2021
Quanto deve essere larga una banchina stradale?

Multa autovelox: per definire la strada urbana di scorrimento occorre considerare se la banchina è regolamentare.

Perché mai è importante sapere quanto deve essere larga una banchina stradale? Perché, se si è ricevuta una multa con autovelox, questo dato può essere determinante per impugnare il verbale. Facciamo un passo indietro.

Di norma, la postazione con l’autovelox deve essere presidiata dalla polizia. Questo perché l’automobilista che supera i limiti di velocità deve essere fermato sul momento per potersi difendere, evitando così la trafila del ricorso al giudice. Senonché, non su tutte le strade è possibile bloccare le auto in corsa. In tali ipotesi, quindi, è possibile la rilevazione automatica della multa, anche senza la presenza della polizia, con successiva spedizione del verbale a casa del proprietario del veicolo.

Affinché tale possibilità non si trasformi in un abuso, deve essere il Prefetto a fornire un’apposita autorizzazione alla polizia. E questa autorizzazione – dice la legge – è necessaria sempre sulle strade del centro urbano, su quelle urbane a scorrimento e su quelle extraurbane secondarie. Invece, sulle strade extraurbane principali e sulle autostrade, non è necessaria l’autorizzazione prefettizia e l’autovelox può anche operare in modalità automatica.

Torniamo al problema di quanto deve essere larga una banchina stradale. Una delle caratteristiche necessarie a individuare una strada urbana a scorrimento è proprio la presenza della banchina stradale. Laddove questa sia presente, ci deve anche essere un decreto prefettizio ad autorizzare l’impiego dell’autovelox in modalità fissa, senza cioè gli agenti.

L’articolo 2 del Codice della strada definisce il concetto di strada urbana di scorrimento: essa corrisponde a una «strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate».

Ecco che arriviamo al concetto di banchina. La banchina, per chi non lo sapesse, è quella sezione di strada esterna alla carreggiata e da questa separata da una linea bianca continua. Si trova quindi al margine destro della strada stessa e proprio lì siamo abituati a vedere il treppiedi della polizia con l’autovelox.

Sulla banchina non si può circolare, ma può sostarvi in emergenza un veicolo colpito da un’avaria e possono anche camminarci i pedoni se non c’è il marciapiede.

Veniamo a noi: se la strada ha una banchina regolamentare, la presenza dell’autovelox fisso – che opera cioè in modalità automatica – è legittima, sempre che vi sia l’autorizzazione prefettizia. Viceversa, se la banchina non corrisponde ai limiti dimensionali indicati dal Codice della strada, l’autovelox deve essere sempre presidiato dalla polizia e neanche l’eventuale emissione di un decreto del Prefetto potrebbe autorizzare la rilevazione automatica delle multe. Difatti, una strada urbana di scorrimento priva di banchina non può essere considerata tale, perché la sua definizione di legge comprende anche questo specifico requisito.

In sintesi, possiamo dire che:

  • se la strada urbana di scorrimento ha una banchina regolamentare, su di essa è possibile la presenza dell’autovelox in modalità automatica, previa autorizzazione del Prefetto;
  • se la strada urbana di scorrimento non ha una banchina regolamentare, su di essa l’autovelox deve sempre accompagnarsi alla presenza della polizia. La rilevazione automatica non potrebbe essere autorizzata neanche dal decreto del Prefetto.

A questo punto vediamo quando una banchina è regolamentare.

Secondo il Dm 5 novembre 2011, la banchina deve essere larga almeno 1 metro: ciò serve a evitare manovre pericolose su strade dove si presuppone che i veicoli corrano parecchio; il tutto per tutelare la sicurezza dei conducenti dei veicoli e dei pedoni.

Secondo la Cassazione, però, la strada è «urbana di scorrimento» anche se la banchina non è idonea per la sosta d’emergenza. Il decreto ministeriale del 5 novembre 2001, pur prevedendo per le nuove strade urbane di scorrimento una larghezza minima della banchina di un metro, esclude, infatti, che la banchina sia destinata alla sosta, sia pure d’emergenza.

Di conseguenza, il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità, senza obbligo di fermo immediato del conducente, può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge mediante il rinvio alla classificazione contenuta all’articolo 2 del Codice della strada: quindi, si tratta di strade urbane di scorrimento con banchina di almeno 1 metro. Non altre.

Approfondimenti

Per maggiori approfondimenti, leggi:


note

[1] Cass. ord. n. 21604/2021 del 28.07.2021.


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