Reddito di cittadinanza: come ottenerlo senza averne diritto

3 Novembre 2021 | Autore:
Reddito di cittadinanza: come ottenerlo senza averne diritto

I trucchi scoperti dai Carabinieri per incassare il sussidio senza requisiti. Da chi nascondeva la Ferrari a chi lavora in nero fino a chi si finge bulgaro.

Tra le «perle» che ci ha lasciato il giornalista, sceneggiatore, scrittore e artista Marcello Marchesi, c’è quella che dice: «Il mondo è fatto a scale, chi è furbo prende l’ascensore». Seguendo questa logica, da quando è stato introdotto dal Governo Conte I il reddito di cittadinanza l’Italia è piena di persone che prendono l’ascensore per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Lo dimostrano i controlli che le forze dell’ordine svolgono ciclicamente per scovare chi ha capito tutto sul reddito di cittadinanza, come ottenerlo senza averne diritto e come mantenerlo per vivere alle spalle degli altri.

C’è chi si inventa la prole che non ha, chi ha dei poco casuali vuoti di memoria e «dimentica» di inserire il marito nel nucleo familiare, chi addirittura risulta componente di più nuclei familiari e riesce ad ottenere – vai a sapere come – il doppio sussidio. Sono dei veri artisti dell’imbroglio che, comunque, mettono in evidenza un’amara realtà: quella di uno Stato che non è in grado al 100% di controllare le domande presentate dai cittadini prima di concedere il trattamento. C’è sempre qualcuno che riesce ad aggirare l’ostacolo e ad avere quello che non gli spetta. Ecco come fanno ad ottenere il reddito di cittadinanza senza averne diritto, stando al risultato dei recenti controlli dei Carabinieri in diverse Regioni italiane.

Inventarsi dei parenti

Tra i trucchi per ottenere il reddito di cittadinanza senza averne diritto c’è quello di ampliare improvvisamente la famiglia. In provincia di Lecce, ad esempio, un uomo ha dichiarato la presenza nel proprio nucleo familiare di sei minori stranieri mai censiti nel Comune di residenza, senza avere con gli stessi alcun vincolo di parentela e con l’indicazione dei dati anagrafici priva del luogo di nascita e della nazionalità.

Nello stesso Comune pugliese, una coppia ha inserito nel proprio nucleo familiare la presenza di altri familiari, in realtà residenti in Germania. Mentre in provincia di Matera, i Carabinieri hanno denunciato un cittadino asiatico per aver dichiarato falsamente la presenza in Italia della moglie e delle due figlie, che così hanno percepito il reddito di cittadinanza pur abitando di fatto nel Paese d’origine.

Dichiarare più nuclei familiari, inventarli o alterarli

Si riesce ad ottenere il reddito di cittadinanza senza averne diritto anche con il dono dell’onnipresenza. A Napoli, è stato registrato il caso curioso di un uomo del quartiere Stella, presente in due distinti nuclei familiari che avevano ambedue chiesto e ricevuto il beneficio. Ma non è l’unico: a Caserta, otto persone dello stesso nucleo familiare hanno falsamente attestato di appartenere a tre distinte famiglie e di risiedere in altrettante unità abitative, pur abitando nello stesso stabile.

In provincia di Caserta, invece, un uomo ha falsamente dichiarato di far parte di un nucleo familiare composto da più persone, di fatto invece inesistente.

Tornando in Puglia, una donna è stata segnalata all’autorità giudiziaria perché si era «dimenticata» di indicare, non solo la targa o l’estremo di registrazione di un veicolo di proprietà, ma addirittura il coniuge. I Carabinieri in questo caso hanno appurato che la donna, al fine di percepire il reddito di cittadinanza aveva richiesto la residenza anagrafica in una via del Comune che altro non era che lo stesso appartamento in cui domiciliava e risiedeva il marito, ovvero un unico appartamento, con due ingressi diversi.

Nascondere beni di lusso e lavori

La memoria tradisce non solo quando si tratta di dover dichiarare il marito o un’utilitaria ma anche quando si devono inserire nella richiesta beni di lusso o attività lavorative in corso. È un altro modo per ottenere il reddito di cittadinanza senza averne diritto.

In provincia di Avellino, un 70enne convivente con un funzionario comunale (non indagata) possedeva una Ferrari, numerosi immobili e terreni di proprietà. A Isernia, una donna, titolare di una società di autonoleggio e proprietaria di 27 auto, con false attestazioni relative alla residenza, al reddito percepito e all’attività lavorativa, ha indebitamente ottenuto il trattamento assistenziale. Nel Leccese, un uomo, oltre a essere sottoposto alla misura restrittiva della detenzione domiciliare, è risultato intestatario di una grossa imbarcazione da diporto. A Taranto, un 71enne disoccupato percepiva il reddito di cittadinanza pur essendo il proprietario, insieme alla moglie e al figlio conviventi, di ben 17 autovetture e di una motocicletta, tra cui una Bmw, una Mini Cooper, tre Jeep, due Smart e una Kawasaki Ninja.

Non è finita. Nel Tarantino, un fruitore del beneficio risultava proprietario di quattro veicoli, di cui due di lusso. Un altro percettore del reddito faceva parte di un nucleo familiare che, nell’ultimo triennio, aveva dichiarato rispettivamente redditi pari a euro 324.000, 143.000 e 164.000 euro. In provincia di Caserta, aveva chiesto il reddito di cittadinanza un uomo appartenente a un nucleo familiare i cui componenti erano titolari di due imprese con reddito annuo di circa 150.000 euro complessivi. Nella stessa provincia, un uomo ha falsamente attestato di essere nullatenente pur se intestatario di più immobili.

Il vizio di avere ciò a cui non si ha diritto contagia anche i giovani. In provincia di Avellino, un 22enne, figlio di un dipendente comunale, ha effettuato un cambio di residenza fittizio, costituendo un nucleo familiare a sé stante, pur rimanendo a vivere all’interno della stessa abitazione della madre che è titolare di un’azienda agricola produttrice di uve da vino particolarmente pregiate. E ancora: chi prendeva il reddito di cittadinanza pur essendo gestore di una scuola da ballo e chi possedeva case non dichiarate.

Non manca, ovviamente, chi lavora in nero e fa finta di niente per incassare il reddito di cittadinanza. Ma anche – e questo è forse uno dei modi più singolari per ottenere il sussidio – chi si è finto bulgaro e ha simulato un accento straniero.

Abbassare l’Isee

C’è chi ricorre a sistemi meno strampalati per ottenere il reddito di cittadinanza mostrando una situazione economica che, in realtà, tale non è. Uno di questi è abbassare l’Isee, cioè l’Indicatore della situazione economica equivalente, valore richiesto per stabilire se si ha diritto a questa e a tante altre prestazioni socio-assistenziali. Come si fa?

Ci sono diverse possibilità. Oltre a quella dello spostamento della residenza, che abbiamo visto prima, o di intestare immobili ad altre persone, c’è quella di operare sul proprio conto corrente. Va ricordato, infatti, che tra i valori che incidono sull’Isee c’è quello relativo alla giacenza media annua, che serve a calcolare il reddito del nucleo familiare. Ciò significa che per abbassare l’indicatore basterà svuotare (o quasi) il conto in banca. Ovviamente, non si tratta di spendere tutto quello che c’è, poiché non ci sarebbe alcuna convenienza. Quello che viene fatto, invece, è chiedere alla banca il rilascio di un assegno circolare da intestare a un’altra persona (magari un familiare) ma custodirlo di persona.

Così facendo, le somme fuoriescono dalla titolarità del correntista e di esse non c’è più traccia. In pratica, ogni volta che una persona richiede un assegno circolare, sul suo conto viene segnata un’operazione negativa, con addebito dell’importo e riduzione della giacenza. Il che, come detto, concorre ad abbassare l’Isee. Tale somma però non viene corrisposta a nessuno finché il titolo resta nelle mani del richiedente. Il quale può revocare prima di tre anni (leggi anche Come-fare-per-far-abbassare-l’Isee).

Dichiarare il falso senza farsi problemi

Tra le tante contraddizioni della legge, ce n’è una particolarmente stupefacente ed è quella secondo cui a volte conviene dichiarare il falso.

Prendiamo come riferimento il cosiddetto decreto Rilancio, cioè il decreto legge n. 34 del 2020. Il provvedimento stabilisce che, anche in caso di falsa dichiarazione, restano salvi gli interventi, anche economici, in favore dei minori e per le situazioni familiari e sociali di particolare disagio. Come, appunto, il reddito di cittadinanza.

Significa, detto «in soldoni», che chi dichiara il falso attraverso, ad esempio, un’autocertificazione alla Pubblica amministrazione per ottenere una prestazione assistenziale, può tenersi comunque i soldi percepiti, anche se ottenuti con l’inganno. Il furbo cittadino non dovrà restituirli e nemmeno sarà tenuto a risarcire lo Stato.

Va ricordato, però, che questo succede solo se la prestazione viene erogata in favore di minori o in presenza di situazioni familiari e sociali di particolare disagio, elemento, quest’ultimo, di difficile accertamento (per approfondire, leggi Dichiarare il falso ora conviene).



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube