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Come esercitare una servitù di passaggio

4 Novembre 2021
Come esercitare una servitù di passaggio

La servitù di passaggio va esercitata nel modo meno limitante possibile verso il fondo servente.

Quando su un terreno grava una servitù di passaggio è facile lo scontro tra il titolare del fondo servente (colui cioè tenuto a sopportare l’esercizio dell’altrui diritto di servitù) e il titolare del fondo dominante (colui che invece esercita materialmente la servitù). Il primo tenderà a ridurre al minimo l’incomodo derivante da tale peso mentre il secondo vorrà poter godere del proprio diritto nel modo più agevole e comodo possibile. Di qui la domanda: come esercitare la servitù di passaggio? Cosa prevede a riguardo la legge? Cerchiamo di fare il punto della situazione confortati dall’interpretazione giurisprudenziale.

I doveri del titolare del fondo servente

Il titolare del fondo servente non può ostacolare l’esercizio del diritto di servitù. Ragion per cui, tanto per fare un esempio, se intende chiudere il proprio terreno, deve lasciarne libero e comodo l’ingresso a chi ha il diritto di servitù in modo da rendere possibile il passaggio (art. 1064 cod. civ.), ad esempio consegnandogli le chiavi del cancello o il telecomando della sbarra elettronica. 

Più in generale, il proprietario del fondo servente non può compiere alcuna cosa che tenda a diminuire l’esercizio della servitù o a renderlo più scomodo (art. 1067 cod. civ. secondo comma).

Nello stesso tempo egli non può, a proprio piacimento, trasferire l’esercizio della servitù in un luogo diverso da quello nel quale è stata stabilita originariamente nell’atto costitutivo (sia esso un contratto, un testamento, una sentenza). Tuttavia, se l’originario esercizio diventa più gravoso per il fondo servente o se impedisce di fare lavori, riparazioni o miglioramenti, il proprietario del fondo servente può offrire al proprietario del fondo dominante un luogo egualmente comodo per l’esercizio dei suoi diritti, e questi non può rinunciarvi (art. 1068 cod. civ.). 

Secondo la Cassazione, il proprietario del fondo servente può apportare modifiche allo stesso apponendo un cancello per impedire l’accesso ai non aventi diritto, se dall’esercizio di tale diritto derivano disagi minimi e trascurabili al proprietario del fondo dominante in relazione alle pregresse modalità di transito.

I doveri del titolare del fondo dominante 

Più difficile è comprendere quali sono i doveri e i poteri del titolare del diritto della servitù di passaggio (ossia il proprietario del fondo dominante). Il primo scoglio è comprendere fin dove questi si possa spingere nell’esercitare la servitù. L’articolo 1063 cod. civ. stabilisce innanzitutto che l’esercizio della servitù è regolato dal contratto o dall’atto che l’ha istituita. Quindi, è a tale documento che bisogna far riferimento per comprendere cosa è consentito e cosa no. Ma non sempre l’atto è tanto specifico da indicare tutti i singoli comportamenti leciti, limitandosi il più delle volte a riconoscere genericamente una servitù di passaggio. Se così dovesse essere, si applicano le seguenti norme. 

La prima di queste è l’articolo 1064 del Codice civile in base alla quale il diritto di servitù comprende tutti i poteri necessari a utilizzare la servitù stessa. Ad esempio, se si tratta di attraversare un fondo, bisognerà fornire al titolare del diritto le chiavi dell’eventuale cancello, non potendo obbligarlo a bussare a un citofono per farsi aprire, di volta in volta, dal proprietario del fondo. 

In ogni caso, il titolare della servitù di passaggio non può usare il proprio diritto se non secondo i termini e le condizioni previste dall’atto istitutivo dello stesso: quindi, è escluso qualsiasi altro tipo di uso. Ad esempio, in caso di una servitù di passaggio pedonale non è ammesso circolare con motorini e tantomeno con auto; in presenza di una servitù di passaggio con l’auto non è ammesso il trattore o il rimorchio e così via (art. 1065 cod. civ.).

Tanto per fare un esempio, in presenza di una servitù di passaggio pedonale, il titolare del fondo dominante non può impedire al titolare del fondo servente di parcheggiare le proprie automobili in detta via, visto che l’ostruzione così arrecata non impedisce certo il passaggio di una o più persone. La scomodità è trascurabile e, quindi, va tollerata in ragione dell’esigenza del titolare del fondo servente di poter comunque sfruttare il proprio terreno nonostante l’esistenza del vincolo [1].

Non in ultimo, il proprietario del fondo dominante non può fare modifiche sul fondo servente che rendano più gravosa la condizione di quest’ultimo (art. 1067 cod. civ. primo comma). 


note

[1] Cass. sent. n. 23455/21 del 26.08.2021.


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