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Mancata consegna atto: come annullare la notifica

4 Novembre 2021
Mancata consegna atto: come annullare la notifica

Notifica nulla perché l’avviso di ricevimento tace il motivo per cui il destinatario non è reperibile.

Nel momento in cui arriva il postino o l’ufficiale giudiziario a consegnare un atto giudiziario, in caso di assenza temporanea del destinatario deve essere depositata una comunicazione nella cassetta delle lettere dell’interessato con cui lo si avvisa del tentato recapito; gli va poi spedita una successiva raccomandata a/r (la cosiddetta raccomandata informativa) con cui lo si invita a ritirare il plico all’ufficio postale o in Comune. Questa regola si applica non solo agli atti giudiziari veri e propri – citazioni, decreti ingiuntivi, pignoramenti, atti di precetto, notifica di sentenze o di appelli – ma altresì a multe stradali, sanzioni amministrative, accertamenti fiscali, cartelle esattoriali.

Arriva però dalla Cassazione l’indicazione su come annullare la notifica in caso di mancata consegna dell’atto. Secondo la Corte [1] infatti, se l’avviso di ricevimento della notifica a mezzo posta dell’atto non riporta la motivazione sul mancato recapito del plico al destinatario, momentaneamente irreperibile, è nulla la notifica dell’accertamento. 

Per provare la corretta procedura di una notifica – spiega la quinta sezione – è necessario verificare «l’avvenuta ricezione della raccomandata informativa da parte del destinatario, in modo di assicurare non solo la conoscibilità dell’atto ma anche l’effettiva conoscenza del provvedimento che viene notificato per questa via, così garantendo l’effettiva applicazione delle norme che disciplinano la notifica “diretta”, secondo cui in caso di assenza temporanea del destinatario, deve essere affisso l’avviso di deposito nel luogo di notifica (in sostanza, nella cassetta delle lettere del destinatario) e spedita una raccomandata, con avviso di ricevimento, con esplicita previsione di notifica».

Il principio era già stato affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione pochi mesi fa [2]. In tale circostanza, la Corte aveva innanzitutto ricordato che la raccomandata informativa è la prova indefettibile del perfezionamento della notifica in caso di irreperibilità relativa del contribuente. Ed in secondo luogo aveva precisato che, in tema di notifica di un atto impositivo ovvero processuale tramite il servizio postale, qualora l’atto da notificare non venga consegnato al destinatario per rifiuto a riceverlo oppure per temporanea assenza del destinatario stesso o infine per assenza/inidoneità di altre persone a riceverlo (si tratta cioè dei familiari conviventi), la prova del perfezionamento della procedura notificatoria può essere data dal notificante esclusivamente mediante la produzione giudiziale dell’avviso di ricevimento della raccomandata che comunica l’avvenuto deposito dell’atto notificando presso l’ufficio postale (la cosiddetta Cad, Comunicazione di Avvenuto Deposito); non è quindi a tal fine sufficiente la prova dell’avvenuta spedizione della raccomandata medesima.

In sostanza, in base al principio ormai consolidato, per provare la corretta procedura di una notifica è necessario verificare l’avvenuta ricezione della raccomandata informativa da parte del destinatario, in modo da assicurare non solo la conoscibilità dell’atto, ma anche l’effettiva conoscenza del provvedimento che viene notificato per questa via.


note

[1] Cass. ord. n. 30997/21.

[2] Cass. S.U. sent. n. 10012/2021.


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