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Pensione anticipata dopo quota 100: che devo fare?

5 Novembre 2021 | Autore:
Pensione anticipata dopo quota 100: che devo fare?

Pensione quota 102, opzione donna, Ape sociale: i trattamenti pensionistici agevolati sopravvissuti alla Fornero.

Tramontata definitivamente la possibilità di proroga della pensione quota 100 [1], non tutto è perduto per chi desidera pensionarsi con requisiti più leggeri rispetto a quelli previsti dalla legge Fornero. Il disegno di legge di bilancio 2022, difatti, proroga l’opzione donna, l’Ape sociale, il contratto di espansione e prevede l’introduzione di una nuova pensione quota 102. Ma per ottenere la pensione anticipata dopo quota 100 che devo fare?

Osserviamo insieme i requisiti richiesti per ottenere i trattamenti pensionistici o le indennità di accompagnamento alla pensione attualmente previsti in via sperimentale, in deroga alla legge Fornero.

Dal disegno di legge di bilancio emerge inoltre l’introduzione di una nuova pensione a 62 anni per i lavoratori in esubero delle imprese in crisi: nessun dettaglio è stato però ancora illustrato, in quanto dovrà essere adottato un decreto attuativo entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

Ma procediamo con ordine e vediamo le condizioni necessarie per i pensionamenti in deroga dopo quota 100.

A questo proposito, è importante sottolineare, in primo luogo, che i lavoratori in possesso dei requisiti per la quota 100 entro il 31 dicembre 2021 possono conseguire questa pensione anche nel 2022 e negli anni a venire, sia per effetto delle finestre, che per il diritto alla cristallizzazione dei requisiti: in altri termini, una volta che si maturano le condizioni per la pensione entro il periodo di vigenza della legge, ci si può pensionare quando si vuole, anche se il trattamento è stato abolito.

Prepensionamento anticipato a 63 anni: Ape sociale

Tramonta la quota 100, ma resta l’indennità di accompagnamento alla pensione, conseguibile a partire dai 63 anni di età: si tratta dell’Ape sociale, misura che il Ddl di bilancio 2022 ha prorogato e ampliato. Ricordiamo che l’Ape sociale [2] consiste in un’indennità calcolata come la futura pensione, con un importo massimo di 1.500 euro mensili, a carico dello Stato.

Questa prestazione economica sostiene il lavoratore a partire dai 63 anni di età, sino al compimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia ordinaria.

Allo stato attuale, l’accesso al prepensionamento con Ape sociale è aperto soltanto a coloro che appartengono a specifiche categorie e che possiedono:

  • un minimo di 30 anni di contributi: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74%;
  • almeno 36 anni di contributi: addetti ai lavori gravosi.

Le lavoratrici hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari ad un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due anni.

I requisiti richiesti per l’Ape sociale, ad oggi, devono essere maturati entro il 31 dicembre 2021.

Il Ddl di Bilancio 2022 ha prorogato la possibilità di conseguire l’Ape sociale ed ha ampliato le categorie di destinatari. Più precisamente:

  • l’Ape sociale potrà essere ottenuta da che raggiungono i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2022;
  • l’indennità è inoltre estesa:
  • ai lavoratori che hanno appena terminato di percepire l’indennità di disoccupazione, che non devono più attendere 3 mesi dal termine della Naspi o della diversa indennità spettante;
  • a nuove categorie di addetti ai lavori gravosi, tra le quali rientrano maestri, magazzinieri, estetisti, artigiani, operai specializzati, agricoltori, autisti…(ne abbiamo parlato in: Ape sociale 2022).

Pensione anticipata a 60 anni con opzione donna

Nel “dopo quota 100”, resta la pensione sperimentale con opzione donna, ma con l’intervento di importanti modifiche.

L’opzione donna, lo ricordiamo, è un regime sperimentale [3] che consente alle lavoratrici di ottenere un trattamento pensionistico con requisiti notevolmente ridotti rispetto a quelli previsti per la pensione anticipata ordinaria e per la pensione di vecchiaia ordinaria.

In cambio dell’anticipo nell’uscita dall’impiego, la lavoratrice acconsente al ricalcolo della pensione col sistema integralmente contributivo, normalmente penalizzante.

Attualmente, possono ottenere l’opzione donna le dipendenti che hanno compiuto 58 anni di età e maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020, previa attesa di una finestra di 12 mesi. Le lavoratrici autonome conseguono l’opzione donna con 59 anni di età e 35 anni di contributi al31 dicembre 2020, previa attesa di una finestra di 18 mesi.

Dal 2022, in base alla proroga di opzione donna inserita nel Ddl di Bilancio, potranno ottenere il trattamento:

  • le lavoratrici dipendenti, con:
    • 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021;
    • 60 anni di età entro il 31 dicembre 2021;
    • previa attesa di un periodo di finestra, a partire dalla data di maturazione dell’ultimo requisito e sino alla decorrenza della pensione, pari a 12 mesi;
  • le lavoratrici autonome, con:
    • 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021;
    • 61 anni di età entro il 31 dicembre 2021;
    • previa attesa di un periodo di finestra, a partire dalla data di maturazione dell’ultimo requisito e sino alla decorrenza della pensione, pari a 18 mesi.

Pensione anticipata quota 102

Se ne va la quota 100, ma arriva la quota 102: si tratta di una nuova tipologia di pensione anticipata, che consentirà di uscire dal lavoro con un minimo di 38 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2022 e 64 anni di età compiuti entro la stessa data.

Emerge dunque un inasprimento dei requisiti anagrafici, rispetto alla quota 100, ma, al contempo, si offre la possibilità di maturare il requisito contributivo richiesto un anno più tardi.

Per il resto, in base a quanto emerge dal disegno di legge di bilancio, varranno le stesse regole della quota 100, come le finestre ed il divieto di lavorare (salvo lavoro autonomo occasionale sino a 5.000 euro di reddito lordo annuo) sino al compimento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia (attualmente pari a 67 anni di età).

Altre tipologie di pensione anticipata

Tra i trattamenti pensionistici agevolati previsti in via strutturale, oltre alla pensione anticipata ordinaria e contributiva previste dalla legge Fornero [3], ricordiamo:

  • la pensione anticipata per lavoratori precoci, che si ottiene con 41 anni di contributi;
  • la pensione di anzianità per addetti ai lavori usuranti e notturni, che si ottiene con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e quota pari a 97,6;
  • la pensione di anzianità in totalizzazione, che si ottiene con un minimo di 41 anni di contributi, previa attesa di una finestra di 21 mesi.

Numerose sono poi le eccezioni previste per categorie specifiche (appartenenti al comparto Difesa, sicurezza e soccorso, Fondo Volo, autoferrotranvieri, lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti…).

Per approfondire: Guida alla pensione anticipata.



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