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Tradimento: quando può essere legale

5 Novembre 2021
Tradimento: quando può essere legale

Quando l’infedeltà coniugale non comporta addebito ed è possibile rivendicare l’assegno di mantenimento.

Tradire non è reato ma comunque è vietato dal Codice civile. La norma che obbliga i coniugi alla fedeltà è l’articolo 143 del Codice civile. La violazione di tale regola però non determina sanzioni economiche come ci si potrebbe aspettare ma comporta solo due decadenze (il cosiddetto «addebito»): l’impossibilità di chiedere l’assegno di mantenimento in caso di separazione o divorzio e la perdita dei diritti ereditari sul coniuge durante il periodo successivo alla separazione e precedente al divorzio (con il divorzio, invece, a prescindere dalle cause che lo hanno determinato, non si è più erede legittimo dell’altro coniuge).

Tradire può essere legale. Ma non tutti lo sanno. In alcuni casi, infatti, il tradimento è tollerato dalla nostra legge e non comporta le decadenze di cui abbiamo appena parlato. Sicché, il coniuge fedifrago potrà comunque ottenere gli alimenti e partecipare alla successione dell’ex.

Ecco allora un elenco di ipotesi in cui il tradimento non è causa di addebito ed è quindi ammesso dalla nostra legge. In tutte queste ipotesi, il coniuge fedifrago, se possiede un reddito più basso dell’ex e dimostra di non essere in grado di mantenersi da solo, può comunque rivendicare il diritto all’assegno di mantenimento.

La precedente crisi coniugale

Non si subisce l’addebito per il tradimento tutte le volte in cui la relazione adulterina è stata una conseguenza e non la causa della crisi coniugale. Ciò succede quando il matrimonio è naufragato in epoca anteriore all’infedeltà e, dunque, per cause diverse ed indipendenti ad essa, anche se tale conflitto non è ancora sfociato in un giudizio di separazione. È ad esempio l’ipotesi in cui i coniugi hanno smesso di andare d’accordo, non hanno più rapporti sessuali e hanno ormai ammesso l’un l’altro di non amarsi più e di volersi separare.

Le vessazioni

Il coniuge fedifrago può giustificare il tradimento se è stato oggetto di violenze fisiche o psicologiche che hanno determinato l’intollerabilità della convivenza. Tra i doveri del matrimonio infatti vi è il reciproco rispetto: la violazione di uno di tali doveri rende quindi impossibile la prosecuzione della relazione. Attenzione però: è necessario che il tradimento si sia posto come una diretta conseguenza delle violenze, sicché tra queste ultime e l’infedeltà non deve essere trascorso troppo tempo.

Il precedente tradimento

Si può tradire quando si è stati traditi. Il tradimento come reazione a un precedente tradimento è tollerato e non comporta l’addebito. È infatti il primo e non il secondo tradimento ad aver determinato la crisi coniugale. Sicché, in questo caso, il coniuge che per primo si è macchiato di adulterio non potrà rivendicare gli alimenti mentre ne avrà diritto l’altro.

L’abbandono della casa coniugale

Il matrimonio si fonda sul dovere di convivenza. Non si può quindi lasciare la casa coniugale senza l’intenzione di farvi più ritorno o senza sapere quando ciò avverrà. Questo significa che il coniuge abbandonato che, in ragione di ciò, intrattiene una relazione extraconiugale non può subire l’addebito e non perde né il mantenimento né i diritti di successione.

La separazione di fatto

Prima di ufficializzare la separazione (cosa che si fa in tribunale, in Comune o con la negoziazione assistita, ossia l’atto firmato dinanzi ai rispettivi avvocati), i coniugi possono dar luogo a una separazione di fatto: ciò succede quando si autorizzano vicendevolmente a vivere separati e a intraprendere vite autonome, eventualmente concordando anche la misura di un mantenimento. Ebbene, in una situazione del genere, è conclamata la crisi coniugale sicché è possibile avere una relazione parallela senza per questo subire l’addebito.

Quando il tradimento è legale

In sintesi, si può dire che il tradimento non comporta alcuna responsabilità – e quindi non implica addebito – se si dimostra che non è la causa ma la conseguenza di una precedente e preesistente crisi coniugale. È proprio questa circostanza che accomuna tutte le ipotesi appena elencate.

Risarcimento del danno

Eccezionalmente, il tradimento può comportare il risarcimento del danno se viene compiuto con atteggiamenti tali da minare la reputazione e l’onore del coniuge. Tanto succede, ad esempio, quando l’infedeltà viene consumata alla luce del giorno, dinanzi a tutti, tanto da umiliare il proprio coniuge agli occhi della società.



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