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Pillola anti-Covid: tutto quello che c’è da sapere

5 Novembre 2021 | Autore:
Pillola anti-Covid: tutto quello che c’è da sapere

Aifa al lavoro per le prime dosi in Italia. Pfizer: risultati spettacolari. Ma restano le incognite: è un’alternativa al vaccino? Darà diritto al Green pass?

La pillola anti-Covid arriverà anche in Italia. Dopo il via libera della Gran Bretagna al molnupiravir prodotto da Merck, il medicinale che per via orale previene l’infezione da coronavirus, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) si è già attivata per acquisire «una quantità adeguata» da somministrare nel nostro Paese. L’annuncio è stato fatto dal presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, che coordina anche il Comitato tecnico scientifico. Il che significa che, tenendo conto dei tempi tecnici, a breve la pillola anti-Covid potrebbe affiancarsi al vaccino.

Affiancarsi o sostituire il vaccino? Questa è una delle domande che in molti si pongono. Prendere la pillola al posto di fare la puntura ha la stessa efficacia? E, di conseguenza, chi assume quel farmaco per via orale avrà automaticamente il Green pass senza fare la vaccinazione?

Una cosa alla volta. Intanto, prima ancora dell’Aifa, l’Agenzia europea del farmaco, nel confermare che i Paesi dell’Unione sono entrati «ufficialmente» nella quarta ondata della pandemia, ha spiegato che è stata avviata la procedura per ottenere al più presto possibile l’autorizzazione per l’uso di emergenza della pillola «a livello di singoli Stati membri». Ciò vuol dire che non sarà l’Ue a gestire la distribuzione del farmaco, come è già successo con il vaccino, ma che saranno i singoli Paesi a decidere se, quando, quanto e come agire. Questo, chiarisce l’Ema, perché l’Agenzia europea «non ha un’autorizzazione all’uso di emergenza a livello centrale».

Pillola anti-Covid: la guerra di Big Pharma

Non solo Merck, però: ora anche Pfizer si inserisce nella partita della pillola anti-Covid. L’azienda che ha già fatto affari d’oro con il vaccino in tutto il mondo annuncia i risultati della sperimentazione del loro farmaco da assumere per via orale: la pillola – riferisce il Washington Post – ha già ridotto dell’89% i rischi di ricovero e decesso in persone ad alto rischio. Gli effetti della pillola antivirale sono stati così convincenti – continua il quotidiano americano – che un panel indipendente di esperti impegnato nei test ha consigliato di accorciare i tempi della sperimentazione. La battaglia tra Pfizer e Merck (che finora garantisce una riduzione del 50% il rischio di ricovero e morte) per accaparrarsi il mercato della pillola anti-Covid, insomma, è appena iniziata.

Il terzo incomodo potrebbe essere AstraZeneca, che già da tempo ha chiesto alla Food and Drug Administration (Fda) americana di autorizzare l’utilizzo di emergenza di un suo farmaco a base di anticorpi. Una pillola il cui nome ricorda il numero di un volo aereo (AZD7442) e che punterebbe a proteggere chi ha un sistema immunitario non in grado di rispondere in maniera adeguata al vaccino. Si attendono delle risposte.

Pillola anti-Covid: sostituisce il vaccino?

Restano, comunque, le domande poste in precedenza: «pillola o vaccino» oppure «pillola e vaccino»? Qualche settimana fa, il virologo Roberto Burioni affermò: «Se la pillola della Merck verrà approvata, finalmente avremo delle cure domiciliari. Tra i pazienti che hanno preso il farmaco orale nessuno è morto», sottolineò Burioni, che aggiunse: «Questo farmaco potrebbe essere attivo anche contro futuri coronavirus che avessero la cattiva idea di riprovare a saltare dagli animali all’uomo. Incrociamo le dita e aspettiamo il lavoro scientifico per un giudizio finale».

Significa che è meglio prendere la pillola anziché farsi il vaccino? No, secondo Burioni: «il trattamento con questo farmaco costa 700 dollari, mentre la vaccinazione qualche decina di dollari. Per cui – ammonì il virologo – vi prego di non fare gli interessi di Big Pharma e vaccinarvi».

La priorità del vaccino non viene messa in discussione. E questo, per ora, per un motivo molto semplice: i tempi di approvazione definitiva e di somministrazione della pillola anti-Covid non saranno brevi mentre bisogna fare in fretta con l’immunità di massa, visto che ci attende un inverno difficile dal punto di vista dei contagi.

Occorrerà poi accertare se la pillola potrà essere accettata come un farmaco per la profilassi, cioè per la prevenzione vera e propria contro il Covid. A quel punto, non si scarterebbe l’idea di proporla al posto del vaccino, il che – se pillola e siringa viaggiassero di pari passo – consentirebbe a chi prenderà il farmaco per via orale di avere il Green pass.

Altro discorso è che i governi continuino a spingere per il vaccino non solo per questioni scientifiche ma anche per ragioni economiche: la pillola anti-Covid, al momento, costa troppo rispetto al siero. E pensando ai milioni di persone che devono essere ancora immunizzate, conviene continuare sull’attuale strada, lasciando la pillola come soluzione di emergenza.

Ultimo – ma certamente, non ultimo – il problema di convincere i no-vax ad assumere questo farmaco alternativo. Anche se non fosse un sostituto del vaccino, sarebbe, comunque, meglio di niente. Ma questa è un’altra storia.



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