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I ponteggi sugli edifici devono avere il marchio di fabbrica, altrimenti scatta il reato

29 Giugno 2014
I ponteggi sugli edifici devono avere il marchio di fabbrica, altrimenti scatta il reato

Si considera abusivo il ponteggio privo di targa che indica il nome del costruttore, il luogo e l’anno di costruzione, nonché la portata massima.

 

La ditta edile ha installato, sulla facciata del tuo palazzo, un ponteggio per riverniciare la facciata o effettuare altre opere di manutenzione straordinaria? Controlla bene che tale ponteggio abbia il marchio di fabbricazione. Se così non è, infatti, esso si considera abusivo: con la conseguenza che, oltre a essere pericoloso per i condomini, scatta un vero e proprio reato [1] a carico del proprietario della ditta, con la possibilità della chiusura del cantiere e il blocco dei lavori. Il condominio sarà così costretto a chiamare una nuova azienda appaltatrice e a veder dilatarsi i tempi di completamento dei lavori, senza considerare la sorte degli acconti eventualmente già pagati alla prima ditta.

Sono queste le conseguenze che si traggono da una recente sentenza della Cassazione [2].

La legge non ammette ignoranza. Chi opera nell’edilizia deve conoscere anche le norme più recenti del settore, specie a tutela dei lavoratori. E, pertanto, scatta la responsabilità penale per l’imprenditore edile che monta un ponteggio a telaio senza marchio di fabbricazione ignorando che un recente intervento normativo [1] ha introdotto tale ulteriore obbligo ai fini della prevenzione degli infortuni sul lavoro [3]. Se non viene rispettata la prescrizione, la struttura deve ritenersi non autorizzata.

La legge, in particolare, impone che le scale aeree e i ponti mobili sviluppabili debbano avere una targa che indica il nome del costruttore, il luogo e l’anno di costruzione e la portata massima. Chi opera in un ambito professionale particolare come le costruzioni ha un inderogabile onere di informarsi sulle disposizioni che regolano il settore edile, specie per quelle dettate in materia di sicurezza del lavoro. E chi non ottempera all’obbligo compie reato.


note

[1] Reato ex art. 135 del d.lgs. n. 81/2008.

[2] Cass. sent. n. 27693/14 del 26.06.2014.

[3] Di cui all’art. 22 del Dpr 547/55.

Autore immagine: 123r com


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