Slitta l’assegno unico figli 2022: quanto si prende?

5 Novembre 2021 | Autore:
Slitta l’assegno unico figli 2022: quanto si prende?

L’erogazione dovrebbe partire a marzo per consentire alle famiglie di presentare l’Isee aggiornato all’anno precedente. Ecco gli importi.

La data di erogazione c’è, l’importo pure. E bisognerà avere un po’ di pazienza. L’assegno unico per i figli 2022, che racchiude tutte le agevolazioni esistenti finora, non verrà pagato a gennaio ma a marzo. Dopo il Capodanno e fino alla fine di febbraio sarà possibile cominciare a presentare le domande per ottenere il beneficio. A marzo, i soldi. Quanti? Non meno di 50 euro e non più di 180 per ogni figlio, anche se in determinati casi ci saranno delle maggiorazioni.

Ecco l’impianto dello strumento con cui lo Stato si propone non solo di sostenere le famiglie che oggi mantengono dei figli ma anche di incentivare le coppie a «crescere e moltiplicarsi», per riportare una biblica citazione. Il via libera definitivo verrà dato a breve dal Consiglio dei ministri, ma già si conoscono alcune anticipazioni raccolte dal quotidiano cattolico Avvenire da fonti ministeriali.

I tempi, dunque. Come si diceva, le domande per avere accesso all’assegno unico per i figli 2022 potranno essere presentate nei mesi di gennaio e febbraio. Il che significa, ovviamente, che in quei due mesi il beneficio non verrà erogato. Toccherà attendere il mese di marzo. Per coprire quel «buco» di due mesi, il Governo ha pensato ad una proroga dell’assegno «ponte» che attualmente percepisce chi non ha mai avuto diritto ad alcun contributo per la prole (ad esempio, gli autonomi). I dipendenti continuerebbero a percepire fino a marzo quello che ora si ritrovano in busta paga. In questo modo, e sempre secondo le anticipazioni ministeriali, a regime l’assegno verrà erogato da marzo a marzo di ogni anno.

Perché questo slittamento? Il ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia invita a non usare questo termine perché – spiega – la scelta di cominciare l’erogazione due mesi dopo è stata presa per consentire alle famiglie di presentare l’Isee aggiornato all’anno precedente, che resterà la base di calcolo della prestazione.

Ecco, veniamo ai soldi. L’importo dell’assegno unico andrà da un minimo di 50 euro ad un massimo di 180 euro a seconda dell’Isee del richiedente: chi ha l’indicatore più alto prenderà la cifra più bassa. Ma ci saranno delle maggiorazioni dal terzo figlio, che consentiranno di arrivare ad un tetto di circa 250-260 euro per ogni figlio. Ulteriori maggiorazioni sono previste nel caso in cui entrambi i genitori lavorino e se il figlio è disabile.



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