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Incidente tra auto e bicicletta: chi è responsabile?

7 Novembre 2021 | Autore:
Incidente tra auto e bicicletta: chi è responsabile?

Concorso di colpa nel sinistro tra veicoli su strada: vale anche per i ciclisti? Chi è in bici e riporta danni può essere ugualmente colpevole dell’incidente?

Nel caso di sinistro stradale tra veicolo a motore e bicicletta, nella maggior parte dei casi, è il povero ciclista a riportare le conseguenze più gravi, e ciò per ovvi motivi. Ciononostante, questo non significa che la responsabilità dell’incidente sia sempre attribuibile al conducente della vettura: le regole del Codice della strada, infatti, si applicano a tutti coloro che circolano in una pubblica via. Chi è responsabile nel caso di incidente tra auto e bicicletta?

Secondo la giurisprudenza, non è da escludere a priori la responsabilità del ciclista, nemmeno quando a non essere rispettate sono soltanto le norme prudenziali dettate dal Codice della strada. Il fatto che il velocipede abbia quasi sempre la peggio nel caso di collisione con veicolo a motore non significa che la colpa non possa essere addossata, anche solo in parte, al ciclista. Chi è responsabile in caso di incidente tra auto e bicicletta? Scopriamolo insieme.

Presunzione di colpa nel caso di sinistro: cos’è?

Nell’ipotesi di incidente tra veicoli la legge applica il principio di presunzione della colpa, nel senso che si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno [1].

Questa presunzione di colpa si applica non solo quando a essersi scontrati sono due veicoli a motore (due auto, due moto, un’auto e una moto, ecc.) ma anche quando a essere coinvolta è una bicicletta.

Sul punto, la giurisprudenza è molto chiara: in caso di incertezza circa la dinamica di un sinistro stradale è applicabile la presunzione di pari colpa anche in caso di scontro tra un’automobile ed una bicicletta [2].

Il principio di pari responsabilità (o di presunzione di colpa al 50%) si applica solo se è impossibile attribuire le colpe in modo diverso, in base cioè all’effettiva responsabilità.

Ciò significa che, nel caso in cui si dimostri (in giudizio, ad esempio) che l’incidente si è verificato per esclusiva colpa di uno dei conducenti e che nessuna responsabilità è ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo è esonerato da qualsiasi conseguenza.

Concorso di colpa nei sinistri stradali: cos’è?

Secondo la legge, nel caso di sinistro stradale, la colpa può essere attribuita a tutti i soggetti coinvolti nell’incidente anche in percentuali variabili.

In altre parole, il concorso di colpe non è necessariamente al 50%, potendo variare in base all’effettiva responsabilità che ha avuto ciascun conducente nell’incidente. E ciò vale anche per i sinistri tra auto e biciclette.

Dunque, il concorso di colpa può sussistere tanto nell’ipotesi di applicazione del principio di pari responsabilità (al 50%) quanto nei casi di accertamento effettivo delle singole colpe. Per la precisione:

  • nel caso di pari responsabilità, il concorso di colpa significa che a ogni soggetto coinvolto nel sinistro è attribuita la stessaquota di colpa” (nel caso di incidente con due soggetti coinvolti, la responsabilità andrà ripartita al 50%; nel caso di tre soggetti, al 33%; ecc.);
  • nel caso di responsabilità effettiva, il concorso di colpa non è escluso tutte le volte in cui anche al danneggiato sia ascrivibile una porzione di responsabilità. Ad esempio, a seguito di accertamenti, il giudice ritiene che il danneggiante abbia il 60% di responsabilità, mentre il danneggiato il 40%, perché anch’egli non ha rispettato appieno le regole del Codice della strada. In questa ipotesi v’è un concorso di colpa effettivo, anche se non paritario.

Insomma: concorso di colpa nel sinistro stradale significa che la responsabilità dell’incidente non è imputabile solamente a un soggetto ma almeno a due. Si ha dunque concorso di colpa anche quando le percentuali non sono paritarie; l’importante è che non sussista responsabilità esclusiva.

Sinistro tra auto e bicicletta: chi è responsabile?

Secondo una recente sentenza del tribunale di Busto Arsizio [3], valgono anche per i ciclisti le disposizioni generali del Codice della strada, a partire dalle norme di prudenza.

Nel caso di specie, veniva riconosciuto il 60% della responsabilità nell’incidente stradale al ciclista che tentava di attraversare la carreggiata mentre la macchina si trovava alla sua sinistra, in quanto la condotta viola l’obbligo di non costituire un pericolo per la circolazione.

Sul punto, il Codice della strada è chiaro: gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale [4].

Per il giudice è evidente il concorso di colpa quando il ciclista compie un movimento inatteso e repentino che impedisce all’automobilista di compiere qualsiasi manovra per evitare di investirlo. E il principio vale a maggior ragione quando svolta a sinistra senza segnalarlo prima o, peggio, taglia la strada alla macchina.

L’automobilista, invece, si prende il 40% della colpa perché il guidatore non era riuscito a dimostrare di aver osservato i limiti di velocità nel tratto di strada in questione.

Ecco dunque un esempio di concorso effettivo di colpa tra automobilista e ciclista: nonostante dal sinistro ad avere la peggio sia stato l’uomo in sella alla bici, è stato proprio il comportamento pericoloso di quest’ultimo ad essere stato determinante nella verificazione dell’incidente.

Il giudice, a seguito dell’assunzione delle prove (testimonianze, verbale della polizia intervenuta sul posto, ecc.) può determinare il grado di responsabilità di ciascun conducente in base a quanto è stato dimostrato in giudizio. Non è quindi detto che debba essere sempre l’automobilista a risarcire i danni.


Il giudice, a seguito dell’assunzione delle prove (testimonianze, verbale della polizia intervenuta sul posto, ecc.) può determinare il grado di responsabilità di ciascun conducente in base a quanto è stato dimostrato in giudizio. Non è quindi detto che debba essere sempre l’automobilista a risarcire i danni.

note

[1] Art. 2054 cod. civ.

[2] Trib. Bari, sent. dell’11 novembre 1991.

[3] Trib. Busto Arsizio, sent. n. 1462 del 15 ottobre 2021.

[4] Art. 140 cod. str.

Autore immagine: canva.com/


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