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Diritto d’autore: come tutelare le opere digitali?

13 Novembre 2021
Diritto d’autore: come tutelare le opere digitali?

Nel caso di opere in formato digitale, tipo immagini o altro formato, si può proteggere la paternità dell’opera e il diritto d’autore conseguente, apponendo firma digitale e marca temporale ad un file oppure è necessario rivolgersi a qualche ente specifico preposto a questo compito?

L’iscrizione alla Siae è sicuramente il metodo più tradizionale. Tuttavia, esistono altri modi per tutelare il proprio diritto d’autore. L’apposizione di una marca temporale è sicuramente uno di questi, poiché così facendo si fornisce data certa a un documento. Anzi, è possibile affermare che il sistema di marcatura temporale sia il modo più affidabile per attribuire all’opera una data inconfutabile, tutelandone così la paternità.

La marca temporale è infatti un servizio che permette di associare data e ora certe e legalmente valide a un documento informatico, consentendo quindi di associare una validazione temporale opponibile a terzi. (Art. 20, comma 3 Codice dell’Amministrazione Digitale Dlgs 82/2005).

Il servizio di marcatura temporale può essere utilizzato anche su file non firmati digitalmente: infatti, la marcatura utilizza le funzioni di hashing, dove per hash si intende una sorta di impronta digitale che permette di identificare in maniera univoca uno specifico documento.

Inoltre, apporre una marca temporale ad un documento firmato digitalmente, fa sì che la firma digitale risulti sempre e comunque valida anche nel caso in cui il relativo certificato risulti scaduto, sospeso o revocato, purché la marca sia stata apposta in un momento precedente alla scadenza, revoca o sospensione del certificato di firma stesso.

Un altro strumento sarebbe quello di apporre la firma digitale sulla propria opera, cioè la firma elettronica qualificata, basata su un certificato e creata utilizzando un dispositivo ad hoc. Ancora, si potrebbe pensare di inviare a sé stessi una pec contenente l’opera. Tuttavia, bisogna precisare che la pec certifica, in maniera incontrovertibile, solamente che un determinato messaggio sia stato inviato a una persona e che gli eventuali allegati non siano stati alterati.

Alla luce di ciò, solo la marca temporale associa al documento una data e un’ora certa. Rispetto alla firma digitale (che consente di risalire al firmatario e il cui certificato è soggetto a scadenza) e alla pec (che consente di provare l’invio e la ricezione di un messaggio), rappresenta senza dubbio il mezzo più sicuro per tutelare il diritto d’autore.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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