Anche per gli avvocati la fattura elettronica: il CNF spiega come fare

29 Giugno 2014
Anche per gli avvocati la fattura elettronica: il CNF spiega come fare

Obbligo già in vigore per ministeri, agenzie fiscali ed enti previdenziali: ecco i codici da inserire nella fattura e a chi inviarla.

Dallo scorso 6 giugno, tutti gli avvocati che emetteranno fatture nei confronti della pubblica amministrazione dovranno attenersi alla nuova normativa sulla fattura elettronica. Pertanto non saranno accettate più fatture in modalità cartacea così come sino ad oggi avvenuto. Questa modalità, che per il momento resta circoscritta ad alcuni enti (di seguito specificati), entrerà a pieno regime, e avrà carattere generale, dal prossimo 31 marzo 2015.

A specificare la nuova fiscalità telematica è il Consiglio Nazionale Forense con una circolare [1] che, oltre a fare il punto della questione, cerca di risolvere anche tutti i punti d’ombra della rivoluzione in corso.

Scadenze

Il primo step della riforma è partito lo scorso 6 giugno 2014 e riguarda tutti gli avvocati che devono emettere fattura nei confronti di ministeri, agenzie fiscali ed enti previdenziali ed assistenziali come Inpdap, Inail, Inps e le Casse dei professionisti (Cassa Forense, Inarcassa, Cassa del notariato, dei dottori commercialisti).

Dal 31 marzo 2015, invece, tale modalità verrà estesa a tutte le Pubbliche Amministrazioni incluse nell’elenco ISTAT denominato “elenco delle Amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato”.

Le amministrazioni, quindi, a partire da tali date, non saranno più tenute ad accettate fatture emesse e trasmesse in forma cartacea e il legale che ignori questa novità potrebbe non vedere mai onorato il pagamento della propria fattura. Infatti, in base alla nuova normativa, dopo tre mesi dai due termini indicati, le Pubbliche Amministrazioni non potranno procedere al pagamento, neanche parziale, della fattura cartacea dell’avvocato fino a quando quest’ultimo non invii il regolare documento elettronico.

Attenzione ai dati necessari

Attenzione a non dimenticare però il contenuto essenziale delle fatture elettroniche [2]. Esse dovranno necessariamente contenere due dati fondamentali:

1. il codice identificativo di gara (CIG), con l’eccezione dei casi di esclusione previsti dalla l. n. 136/2010,

2. il codice unico di progetto (CUP), nell’ipotesi di fatture relative ad opere pubbliche.

A chi inviare la fattura elettronica?

Ogni Amministrazione è obbligata a rendere noto gli uffici deputati alla ricezione delle fatture elettroniche inserendoli nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), il quale provvederà a rilasciare per ognuno di essi un Codice Univoco Ufficio.

Questo dato costituisce un’informazione obbligatoria e rappresenta l’identificativo univoco che consente al sistema SDI, gestito dall’Agenzia delle entrate, di recapitare rapidamente la fattura elettronica al destinatario.


note

[1] CNF, circolare n. 12-C-2014.

[2] Art. 25 d.l. n. 66/2014.

Autore immagine: 123rf com


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