Diritto e Fisco | Articoli

Donazione genitori-figli: esistono limiti?

13 Novembre 2021
Donazione genitori-figli: esistono limiti?
I miei genitori vogliono trasferirmi i fondi che attualmente gestiscono, derivanti da investimenti e vendita di immobili, per circa 300.000 € affinché io li investa e li gestisca direttamente. Affinché sia tutto corretto e non ci siano sanzioni fiscali devo effettuare delle scritture private per ogni bonifico che riceverò o dovrei fare un atto dal notaio unico?

Il trasferimento, a titolo di donazione, di una somma cospicua da genitore a figlio non coinvolge problemi di natura fiscale, ma astrattamente di tipo civile. I movimenti bancari, se giustificati, non possono mai essere sanzionati dal Fisco. Se le somme donate sono di lecita provenienza, nessuna agenzia fiscale Le potrà, infatti, contestare alcunché.

Diversamente, il problema può riguardare l’aspetto civile, in quanto l’articolo 782 del Codice civile stabilisce che la donazione deve essere fatta per atto pubblico, a pena di nullità.

Tuttavia, l’articolo 783 del Codice civile stabilisce che per le donazioni di modico valore l’atto pubblico non è necessario; il concetto di “modico valore” è ovviamente soggettivo e varia a seconda delle condizioni economiche del donante: se a donare 300mila euro fosse Bill Gates sarebbe sicuramente una donazione di modico valore.

Tornando alle conseguenze, come Le dicevo, il fatto che la donazione non sia compiuta con atto notarile ne comporta la conseguenza della nullità dell’atto. Questo, però, non significa che quel trasferimento venga annullato automaticamente da qualcuno, ma che un terzo interessato potrà, un domani, eccepire la nullità della donazione davanti ad un giudice.

Tipico caso? Il fratello che, venuto a conoscenza dell’ingente donazione fatta alla sorella da parte dei genitori, decida di contestarne la mancanza di forma, interessato a porre nel nulla quella disposizione, a lui economicamente dannosa.

Il fatto che la donazione sia o meno fatta con atto pubblico poco interessa all’Agenzia delle Entrate: il donatario sarà comunque chiamato a pagare delle imposte. Esistono, però, delle eccezioni. Infatti, tali imposte non sono dovute nel caso di donazione tra padre e figlio, sempre che le somme donate non siano superiori all’importo di 1 milione di euro. Superata questa somma, si dovrà pagare il 4% sull’importo donato.

Pertanto, da quanto appare nella richiesta di consulenza, il fatto che la donazione venga eseguita in un’unica soluzione, o in diverse rate, non provocherà alcuna differenza di trattamento sotto l’aspetto fiscale.

Sotto l’aspetto civile, per evitare la nullità dell’atto, utile a future contestazioni da parte dei diretti interessati, le uniche soluzioni sarebbero:

  • donazione tramite atto pubblico;
  • plurime donazioni di modico valore.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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