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Toccarsi per scaramanzia è atto contrario alla decenza: rischio arresto

26 Gennaio 2012
Toccarsi per scaramanzia è atto contrario alla decenza: rischio arresto

Una “toccata” sui genitali e si rischia l’arresto: secondo la giurisprudenza della Cassazione, il gesto scaramantico più ricorrente tra gli italiani è un atto contrario alla pubblica decenza: ecco i confini dell’illecito.

“Toccarsi” i genitali come gesto scaramantico integra un atto contrario alla pubblica decenza ed è punito ai sensi del codice penale!

Sembra che il gesto di toccarsi “gli attributi” per esorcizzare la jettatura derivi da un’usanza del periodo precristiano, quando si credeva necessario proteggere con la mano le parti più “care” del proprio corpo dalla vista di oggetti nefasti (come un corteo funebre o un gatto nero).

Bassa cultura popolare, semplice folclore o ignoranza: sta di fatto che, per i giudici, il gesto di palparsi i genitali con finalità scaramantica integra un atto contrario alla pubblica decenza [1] e, in quanto tale, punibile con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 10 a 206 euro.

La Cassazione ha più volte ripetuto che tale gesto di scongiuro, se eseguito in luogo pubblico, è una manifestazione di mancanza di “costumatezza ed educazione[2] ed è contrario alle regole e al sentimento di compostezza verso i consociati [3].

Sembrano situazioni scolastiche da libro? E invece gli archivi contano diversi precedenti giurisprudenziali di questo segno, con conseguenti condanne dei poveri superstiziosi.

È proprio il caso di dirlo: essere superstiziosi porta sfortuna!


note

[1] Art. 726 Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da euro 10 a euro 206.

[2] Cass. sent. 22 gennaio 2008 n. 8389.

[3] Cass. sent. 26 maggio 1969.


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