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Casa assegnata al coniuge divorziato: può entrare chiunque?

13 Novembre 2021
Casa assegnata al coniuge divorziato: può entrare chiunque?

Dopo il divorzio, il giudice ha assegnato la casa alla mia ex moglie visto che abbiamo dei figli minorenni. In questa casa, può essere ospitato chiunque o esistono dei limiti?

Il provvedimento con cui il giudice assegna la casa coniugale, in caso di separazione o di divorzio, ha lo scopo principale di proteggere i figli dal trauma di dover cambiare l’ambiente domestico nel quale si era svolta fino a quel momento la loro vita.

Il diritto di godimento della casa coniugale da parte del coniuge assegnatario cessa nei casi indicati dalla legge e, quindi, solo se il genitore affidatario non abita o cessa di abitare stabilmente nella casa coniugale oppure se convive stabilmente o se contrae un nuovo matrimonio.

La legge, perciò, non prevede che il coniuge assegnatario perda il diritto di godimento della casa coniugale se vi ospita altri suoi parenti.

Tuttavia, siccome l’assegnazione della casa coniugale ha, come abbiamo evidenziato in apertura, lo scopo essenziale di garantire ai figli della coppia la possibilità di evitare stress emotivi consentendo a loro di continuare a vivere nello stesso ambiente domestico in cui hanno vissuto in precedenza, se la presenza di altri ospiti in casa dovesse turbare la loro serenità e il loro armonico sviluppo, allora l’altro coniuge potrà richiedere al tribunale di vietare la presenza di altri soggetti in casa (toccherà al coniuge che fa ricorso al tribunale dimostrare che la presenza di altre persone nella casa coniugale provoca alterazioni emotive nei figli).

Concludo ricordando che, in ogni caso, il coniuge assegnatario è responsabile anche dei danni provocati all’immobile da ospiti da lui invitati e che, ovviamente, gli spettano le eventuali maggiori spese dovute ai consumi effettuati dagli ospiti presenti nell’immobile.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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